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20 dicembre 1872, il giorno della vergogna italiana contro le Due Sicilie

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Non bastò il lager di Fenestrelle sulle montagne vicino a Torino, né la legge Pica del 1863 con cui fu dato corso al massacro della popolazione duosiciliana attraverso processi sommari e fucilazioni, per piegare la resistenza all’invasione sardo-piemontese iniziata nel 1860. Il culmine della perversione l’Italia “unita” lo raggiunse con il progetto di deportazione.

Fu l’allora Presidente del Consiglio Luigi Federico Menabrea ad avere l’idea: realizzare, il più lontano possibile, dei campi di concentramento per i meridionali (oramai ci chiamavano così). Correva l’anno 1868, dopo otto anni ancora il nostro popolo resisteva alla conquista, nonostante tutto il sangue versato: che coraggio!

I primi ad essere contattati furono gli inglesi, affinché concedessero un territorio in Medio Oriente, ma la risposta fu negativa. Allora fu la volta dell’Argentina, per ottenere la disponibilità di un’area della Patagonia. Ma anche gli argentini rifiutarono di collaborare con questo progetto criminale. Menabrea puntò, dunque, sulla Tunisia: stesso risultato. A questo punto avrebbe potuto fermarsi, per dare spazio ad un poco di sensibilità umana e desistere da questo progetto. No, decise di bussare alla porta dell’Olanda per ottenere la disponibilità di una zona nell’isola del Borneo.

deportazione dei meridionali

Il 20 dicembre 1872 l’Olanda rifiutò la concessione e, anche se furono reiterate le richieste successivamente, sempre all’Inghilterra e all’Olanda, quella data del 20 dicembre rappresenta la fine del progetto di deportazione dei duosiciliani, per creare dei campi di concentramento all’estero. Il progetto fallì, dunque, non per volontà dei conquistatori, ma solo per mancanza di collaborazione da parte di altri stati. Il 20 dicembre è il giorno della vergogna italiana contro le Due Sicilie.

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Nelle foto (da web):
– Luigi Federico Menabrea.
– Un villaggio del Borneo in una foto di fine ‘800.

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1 Commento
  1. Vincenzo dice

    E la cosiddetta stampa libera continua a non liberarsi dalla falsa retorica dell’anelito di libertà che precedette il risorgimento!!! Stampa libera, abituata a stare dalla parte dei conquistatori e che non hanno mai fatto una verifica della realtà storica! I savoia sono stati e sono ancora i nostri nemici più accaniti e non c’è un movimento di cultura che restituisca la verità alla conquista militare a scopo di lucro che è stata camuffata da liberazione! Ma che fango!

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