60 anni dopo Don Camillo e Peppone protagonisti di una mostra legata a cultura e storia in Emilia-romagna

di Ivan Rossi

Don Camillo e Peppone celebrati in mostra storica in Emilia-Romagna - Ilvaporetto.com

Don Camillo e Peppone, il parroco e il sindaco comunista nati dalla penna di Giovannino Guareschi, tornano al centro dell’attenzione a sessant’anni dall’ultimo film che li ha visti protagonisti. L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha organizzato una mostra dedicata alle figure di questi personaggi emblematici, accomunati da un antagonismo politico e da un profondo legame con la comunità. L’evento si svolge a Bologna e raccoglie fotografie esclusive tratte dai film della coppia Cervi-Fernandel, oltre a immagini di scena inedite. Questa iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni per i settant’anni del film Don Camillo e l’onorevole Peppone e per i sessanta anni de Il compagno don Camillo.

La mostra che racconta Don Camillo e Peppone tra cinema e memoria storica

Lunedì 8 settembre 2025, alla sede dell’Assemblea legislativa in viale Aldo Moro a Bologna, la vicepresidente Barbara Lori ha inaugurato una mostra dal titolo eloquente: “L’Onorevole Peppone, il Compagno don Camillo, I giovani e il figlio di Duvivier. Un paese che vale per 3”. Questa esposizione, aperta al pubblico fino al 15 settembre con orario dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, è stata realizzata dall’associazione Amici di Giovannino Guareschi in collaborazione con il Rotary Club Cortemaggiore Pallavicino e il Lions Club Busseto Giuseppe Verdi, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa stessa.

Le fotografie esposte offrono un viaggio visivo nei filmati e nel backstage dei set che hanno raccontato la convivenza spesso conflittuale tra il prete e il sindaco comunista. Tra le immagini più significative si trovano quelle che ritraggono un Don Camillo sorpreso durante una visita nell’Unione Sovietica, mentre tiene in mano la falce e martello, simbolo del comunismo, e altre che mostrano Peppone intento a fare un comizio e a elogiare i “ragazzi del ’99”. Questi scatti mettono in luce l’intreccio tra la realtà storica, la rappresentazione cinematografica e il legame con la società italiana del dopoguerra.

Il ruolo dell’assemblea legislativa nel valorizzare il patrimonio culturale emiliano-romagnolo

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere questa iniziativa come parte del proprio impegno a preservare e promuovere la cultura e la storia regionale. Barbara Lori, vicepresidente dell’assemblea, ha sottolineato come questa mostra permetta di ripercorrere momenti importanti della storia italiana attraverso la chiave narrativa del racconto di Guareschi. Le immagini esposte mostrano l’umanità di due personaggi profondamente diversi ma capaci di collaborare per il bene comune, offrendo così un esempio di dialogo tra opposti ideologici.

La partecipazione di associazioni come il Rotary Club e il Lions Club evidenzia come questa iniziativa coinvolga attivamente la società civile. Attraverso opere artistiche, letterarie e cinematografiche, la mostra contribuisce a legare la cultura popolare a un’identità territoriale precisa, quella dell’Emilia-Romagna, alimentando la memoria collettiva e stimolando la riflessione sulle radici sociali e politiche del nostro paese.

Gli amici di guareschi e il valore delle immagini originali nella Mostra Di bologna

L’associazione Amici di Giovannino Guareschi ha curato la raccolta e l’esposizione di una serie di foto originali, tratte dai film dedicati a Don Camillo e Peppone e da materiali di scena mai mostrati prima. Nel 2025, anno che celebra sia il settantesimo anniversario del primo film che il sessantesimo del secondo, questa mostra porta alla luce immagini inedite donate dal figlio di Juline Duvivier alla Pro Loco di Brescello.

In particolare, sono esposti documenti legati a un film incompiuto, Don Camillo, Peppone e i giovani d’oggi, che avrebbe dovuto raccontare un aggiornamento contemporaneo dei personaggi creati da Guareschi. Accanto a questi materiali c’è il libro fotografico Un paese di Cesare Zavattini con gli scatti di Paul Strand, che racconta il mondo rurale italiano in cui si ambientano le storie di Don Camillo e Peppone.

Questi reperti visivi documentano un’epoca e un legame con il territorio che vanno oltre la semplice narrazione cinematografica. La mostra si presenta quindi come un’occasione per approfondire la cultura italiana del dopoguerra attraverso un approccio originale e multimediale, confermando l’importanza di queste figure nell’immaginario collettivo.

L’evento a Bologna ribadisce l’attualità del confronto e del dialogo tra punti di vista diversi, incarnati da Don Camillo e Peppone. In un tempo segnato da divisioni politiche e sociali, la memoria di questa coppia rimane un punto di riferimento stabile per pensare al valore della convivenza civile. La mostra prosegue fino a metà settembre, offrendo ai visitatori un’occasione concreta per immergersi in un pezzo di storia italiana attraverso immagini e racconti che restano vivi ancora oggi.