Venice VR e AI protagonisti alla 82.ma Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia

di Ivan Rossi

Venice VR e AI in scena alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia. - Ilvaporetto.com

L’edizione del 2025 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dedicherà ampio spazio alle arti immersive con Venice Immersive, la sezione XR giunta alla sua nona edizione. Questo appuntamento si concentra su video immersivi, realtà virtuale e mista, mondi virtuali e installazioni, raccogliendo progetti provenienti da numerosi paesi e puntando a una sintesi fra arte, tecnologia e nuove forme di narrazione.

Il ruolo cruciale di Venice immersive nell’evoluzione delle arti immersive

Venice Immersive si tiene sull’Isola del Lazzaretto Vecchio, a pochi passi dalla Riva di Corinto, tra il 27 agosto e il 6 settembre 2025, proponendo un palinsesto formato da sessantanove progetti che arrivano da ventisette paesi diversi. Il programma si conferma un punto di riferimento per le arti XR, mettendo in evidenza la capacità di Venezia di sostenere e valorizzare forme creative legate alla realtà virtuale, aumentata e mista. A differenza di altri eventi che negli ultimi tempi hanno ridotto l’attenzione verso queste tecnologie, Venice Immersive amplia la propria offerta con installazioni e narrazioni che sfruttano dispositivi e metodologie sempre più sofisticati.

La scelta della sede, un’isola storica della laguna veneziana, aggiunge fascino e senso di immersione alla mostra stessa, favorendo esperienze che combinano il senso del luogo con contenuti digitali coinvolgenti. L’evento crea così uno spazio unico dove la tradizione artistica italiana incontra le sfide della tecnologia contemporanea e dove artisti e sviluppatori sperimentano nuove modalità di comunicazione.

Alien Perspective: la rinascita digitale delle opere di Carlo Rambaldi

Tra i titoli italiani più attesi spicca “Alien Perspective“, un progetto XR che riporta alla luce opere inedite del celebre maestro degli effetti speciali Carlo Rambaldi, vincitore di tre premi Oscar per film come Alien, E.T. e King Kong. L’iniziativa trasforma un dipinto poco conosciuto, “Città Spaziale 2“, in un mondo tridimensionale immersivo, dove lo spettatore può immergersi nelle atmosfere spaziali e metafisiche ideate da Rambaldi.

Questa proposta cinematografica è firmata dal regista Jung Ah Suh e prodotta da Cristina Rambaldi, nipote dell’artista, con il sostegno della Fondazione Culturale Carlo Rambaldi. Il progetto rappresenta una sintesi fra arte tradizionale e strumenti digitali avanzati, restituendo nuova vita a un’opera artistica attraverso la realtà virtuale. I visitatori possono quindi esplorare un ambiente che mescola architettura cosmica e visioni immaginifiche, dando forma a un’esperienza che va oltre la semplice fruizione visiva e coinvolge corpo e mente.

Le tecniche adottate creano un’estensione dei confini artistici, mostrando come l’eredità di Rambaldi possa dialogare con il presente tecnologico, liberando spazi di creatività inediti. Questo progetto si inserisce in un contesto internazionale che riconosce sempre più le potenzialità dell’XR per narrare storie e valorizzare patrimoni culturali.

L’intelligenza artificiale al centro della narrazione in grande oratore di Daniel Ernst

Un altro progetto chiave all’interno di Venice Immersive è l’opera di Daniel Ernst, che introduce l’intelligenza artificiale come protagonista attiva nel racconto immersivo. La storia ruota attorno a un predicatore televisivo noto, il quale continua a “esistere” sotto forma di un’intelligenza artificiale chiamata “Grande Oratore“. Questo personaggio digitale guida il pubblico in un viaggio interattivo che si snoda attraverso vari spazi narrativi virtuali.

L’esperienza conduce i visitatori dentro ambienti come una casa, un mainframe che custodisce i seguaci del predicatore, e un parcheggio infinito, ambienti che modulano la memoria personale e collettiva. L’uso dell’AI si traduce in una narrazione fluida e dinamica, dove la tecnologia non è mera rappresentazione ma parte attiva del contenuto e dell’interazione.

La scelta di utilizzare l’intelligenza artificiale per replicare e mantenere la presenza di una figura pubblica apre riflessioni sul rapporto tra memoria, identità e tecnologia. In questo modo, il lavoro di Ernst va oltre la semplice dimostrazione tecnica e diventa un’indagine sulle trasformazioni che l’AI può generare nei linguaggi espressivi contemporanei.

La Biennale Di Venezia tra tradizione artistica e nuove forme di comunicazione

La 82.ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica conferma Venezia come luogo di sperimentazione e confronto per le forme audiovisive emergenti. La sezione Venice Immersive spinge i confini tradizionali del cinema, trovando nell’Extended Reality e nell’intelligenza artificiale nuovi strumenti per raccontare storie. L’attenzione a progetti internazionali ma con radici profonde nel territorio italiano vuole dare continuità a un percorso di ricerca e valorizzazione artistica che unisce innovazione e memoria.

Con questa edizione, la Biennale sottolinea ancora una volta la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti tecnologici del settore artistico e cinematografico, offrendo opportunità concrete a creatori di ogni provenienza. Gli sforzi per integrare elementi digitali e immersione narrativa confermano la volontà di mantenere vive forme d’arte capaci di coinvolgere il pubblico in modi nuovi e significativi.