Mercato auto Europa: vendite in lieve crescita a luglio 2025 ma resta un ritardo rispetto al periodo pre-pandemia
La vendita di automobili in Europa occidentale ha mostrato un aumento delle immatricolazioni a luglio 2025 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tuttavia, il confronto con i livelli di vendita pre-pandemia evidenzia un ritardo significativo. Le politiche europee sulla mobilità sostenibile influenzano le scelte di consumatori e produttori.
Andamento delle vendite auto a luglio 2025 e confronto con gli anni precedenti
Nel luglio 2025, nell’area che comprende l’Unione Europea, i paesi dell’Efta e il Regno Unito, sono state immatricolate complessivamente 1.085.356 vetture. Questa cifra rappresenta un incremento del 5,9% rispetto a luglio 2024. Nei primi sette mesi del 2025, le auto vendute sono quasi 7,9 milioni, valori sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il Centro Studi Promotor ha evidenziato che il totale di vetture vendute nel mercato europeo a luglio 2025 resta inferiore di circa il 19% rispetto a luglio 2019, anno precedente la pandemia da Covid-19. A livello globale, invece, molte regioni hanno già superato i livelli di vendita pre-pandemia, con incrementi anche del 7,5%. Questo divario mostra le difficoltà del mercato europeo nel recuperare e crescere dopo la crisi sanitaria e i cambiamenti strutturali.
L’andamento negativo è collegato anche alle politiche dell’Unione Europea sulla mobilità, in particolare alle restrizioni previste per le immatricolazioni dopo il 2035, quando sarà vietata la vendita di veicoli con motori a combustione interna.
Auto elettriche e ibride: quota in crescita ma lontana dagli obiettivi di transizione energetica
Le vendite di auto elettriche continuano a crescere. A luglio 2025 le vetture a zero emissioni hanno raggiunto il 15,6% delle vendite totali nel mercato europeo occidentale, in aumento rispetto al 12,5% registrato a luglio 2024. Nonostante questo progresso, le vendite di auto elettriche non sono ancora sufficienti per rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione.
Le auto ibride rappresentano il 34,7% del totale vendite, confermando una preferenza per soluzioni che combinano motori termici ed elettrici, offrendo maggiore autonomia e flessibilità.
Il mercato si trova quindi in una fase di transizione, senza un passaggio immediato verso l’elettrico puro. Le scelte degli acquirenti continuano a privilegiare modelli ibridi per motivi pratici e di costo.
Cali nelle vendite di stellantis, riflessi sulle quote di mercato
Il gruppo Stellantis ha registrato a luglio 2025 vendite pari a 151.391 veicoli, con una diminuzione dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2024. La quota di mercato del gruppo è scesa dal 14,9% al 13,9% nel solo mese di luglio. Nei primi sette mesi, le immatricolazioni di Stellantis sono calate dell’8,1%, riducendo la quota dal 16,4% al 15,1%.
Questa flessione riflette le difficoltà di alcune case automobilistiche europee nel mantenere clienti in un mercato che si orienta verso nuove tecnologie e normative più rigide. Il rallentamento riguarda soprattutto i gruppi tradizionali che devono adeguare produzione e modelli alla domanda crescente di veicoli elettrici e ibridi.
Il calo di vendite e quote di mercato di un gruppo come Stellantis indica una tensione nel settore produttivo europeo, chiamato a confrontarsi con una concorrenza globale più agguerrita e con le pressioni normative per la mobilità sostenibile.
Impatti delle politiche Ue e confronto con altri mercati globali
La normativa europea che vieta dal 2035 la vendita di vetture con motore termico rappresenta un cambiamento importante per il mercato auto. Secondo il Centro Studi Promotor, questa misura contribuisce al rallentamento della produzione e alla difficoltà di ripresa del settore automobilistico europeo. Il divieto, adottato solo dall’Unione Europea e dal Regno Unito, non trova riscontri in altre nazioni, dove la transizione energetica segue percorsi diversi o meno restrittivi.
L’effetto di queste scelte si riflette non solo nelle vendite, ma anche nella competitività industriale europea, che risente in modo più marcato delle questioni energetiche e ambientali rispetto ad altre aree come Asia o America. Per esempio, la Cina registra una produzione e vendita di auto superiore a 30 milioni di unità nel 2025, con una crescita del 15% a luglio, segno di un mercato solido e in espansione.
L’Unione Europea ha introdotto dazi sulle auto elettriche provenienti dalla Cina per proteggere la produzione interna e contenere la concorrenza nel settore della mobilità elettrica. Tuttavia, il ritardo accumulato rispetto al 2019 resta un problema, e produttori e fornitori europei hanno chiesto una revisione degli obiettivi di emissioni di CO2, auspicando un approccio più realistico.
Le dinamiche del settore auto europeo sono influenzate da un insieme complesso di norme ambientali, pressioni competitive globali e cambiamenti nelle preferenze dei consumatori. Il recupero completo dei livelli pre-pandemia appare ancora lontano.
