Klara e il sole al Teatro India: fantascienza e sentimenti si incontrano nella rassegna IF/Invasioni (dal) Futuro Legacy 2025

di Roberta Ludovico

Klara e il sole in scena al Teatro India, tra fantascienza e emozioni. - Ilvaporetto.com

Lo spettacolo tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, premio Nobel per la letteratura, affronta con delicatezza le emozioni umane e il confine tra reale e virtuale. La produzione di Lacasadargilla, ospitata al Teatro India di Roma, fa parte di una rassegna dedicata alla fantascienza che mette a confronto visioni del futuro e elementi del presente, spingendo a riflettere sul nostro modo di vivere e sull’isolamento nella società digitale.

Kazuo Ishiguro e la forza emotiva di Klara e il sole sul palco romano

Kazuo Ishiguro ha conquistato il Nobel raccontando con finezza i sentimenti, mostrando come l’amore e i rapporti tra le persone cambino nel tempo. In “Quel che resta del giorno” ha indagato la complessità dei legami tra servi e padroni. Con “Klara e il sole” si spinge invece nella fantascienza, usando la storia di un robot dotato di straordinaria sensibilità per parlare di solitudine e fragilità dei rapporti umani in un mondo sempre più distaccato.

La trama ruota attorno a Klara, un’AA , un robot pensato per far compagnia ai bambini, sempre più chiusi in casa e immersi nel virtuale. Acquistata dalla famiglia di Josie, una ragazza con problemi di salute dovuti a interventi genetici, Klara sviluppa un’umanità crescente grazie alla sua capacità di osservare e provare empatia. L’adattamento teatrale di Roberto Scarpetti mette in luce questa complessità emotiva, affidata a un cast che riesce a restituire la sottile rete di tensioni e sentimenti del romanzo.

Petra Valentini dà vita a Klara con un’interpretazione robotica che non scade mai nella freddezza meccanica. Il suo modo di recitare, scandito davanti al leggio, sostiene e arricchisce il testo, trasmettendo senza esagerare la natura ibrida tra macchina e sentimento del personaggio. Al suo fianco, Cecilia Fabris interpreta Josie con una recitazione controllata ma autentica, mentre Edoardo Sabato è Rick, suo amico. Entrambi rappresentano un tessuto umano che accoglie la presenza artificiale, mettendone a confronto limiti e potenzialità.

If/Invasioni Futuro Legacy 2025: fantascienza e realtà in dialogo

“Klara e il sole” è parte della rassegna “IF/Invasioni Futuro Legacy 2025”, in scena dal 25 al 31 agosto 2025 al Teatro India di Roma. Il progetto, curato da Lacasadargilla con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, vuole affrontare i grandi temi della fantascienza come strumento per guardare il presente da un’angolazione diversa.

Gli organizzatori descrivono la fantascienza come una “faglia” nella realtà quotidiana, che sospende le regole della verosimiglianza per mettere in luce aspetti ormai presenti ma ancora poco percepiti nella vita di tutti i giorni. Questo straniamento richiama il concetto di “riconoscimento negativo” di Philip K. Dick, autore che ha segnato il dibattito sui confini tra vero e falso, uomo e macchina. In particolare, la rassegna indaga come la rete e le nuove tecnologie contribuiscano all’isolamento delle persone, accentuando una solitudine che si intreccia con le relazioni sociali, sia reali sia virtuali.

Durante l’evento, gli spettatori si trovano di fronte sia a narrazioni classiche, come quella di “Klara e il sole”, sia a performance contemporanee che rielaborano temi legati all’identità e alla realtà, sfidando la percezione e il confine tra umano e artificiale.

Programmazione e iniziative collaterali per una rassegna a tutto tondo

La rassegna non si limita agli spettacoli, ma offre una serie di eventi collegati. Dal 26 agosto 2025 al Teatro India va in scena “Captcha”, una performance che gioca con il test di Alan Turing, mettendo due attori sul palco e lasciando al pubblico il compito di capire chi sia la macchina e chi l’essere umano.

Il 29 agosto debutta “La svastica del sole”, tratto da Philip K. Dick, che immagina un mondo distopico in cui Germania e Giappone hanno vinto la Seconda guerra mondiale. Lo spettacolo riflette sul confine tra verità e menzogna nei regimi totalitari, offrendo uno spaccato inquietante di realtà manipolate.

Il programma si chiude con due repliche di “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, noto anche come “Blade Runner”, ispirato sempre a Dick. Ambientato in una città post-atomica, mette in scena androidi quasi indistinguibili dagli esseri umani, sollevando questioni etiche legate alla sintesi organica.

Ogni sera, The Kipple’s Chronicles anima la facciata del teatro con proiezioni multimediali immersive che anticipano i temi degli spettacoli. La rassegna ospita anche conferenze, workshop, installazioni sonore e dirette di Radio If, creando un’atmosfera ricca e dedicata agli appassionati di fantascienza.

In più, il pubblico può visitare una libreria con edizioni rare di letteratura sci-fi, un’occasione per scoprire classici meno noti o opere contemporanee difficili da trovare, arricchendo così l’esperienza culturale legata all’evento.