Alla 82ª mostra del cinema di venezia arriva il ritratto di Putin con Jude Law e altri film in concorso
La Mostra del Cinema di Venezia 2025 apre le sue porte con una selezione che comprende film dal forte impatto politico e sociale. Tra le opere più attese spicca il ritratto di Vladimir Putin nella pellicola di Olivier Assayas, con Jude Law protagonista. Il festival propone inoltre riflessioni sulle relazioni familiari e su temi legati alla difesa dei diritti, con registi italiani e internazionali che si confrontano su storie di potere, lotta e crescita.
Le mage du kremlin: l’ascesa di Putin raccontata da Olivier Assayas
Il film di apertura in concorso, “Le Mage du Kremlin” di Olivier Assayas, si concentra sull’ascesa al potere di Vladimir Putin nei primi anni Novanta, periodo segnato dal crollo dell’Unione Sovietica e dal caos politico russo che ne seguì. La trama segue Vadim Baranov, un ex artista d’avanguardia che diventa produttore televisivo e infine spin doctor dell’allora ex agente del Kgb, interpretato da Jude Law. Paul Dano veste i panni del consigliere ispirato a Vladislav Surkov, figura chiave nella strategia politica di Putin.
L’opera si cala nella complessità del periodo di transizione russo, mostrando come Putin riesca a emergere nel mondo politico grazie a un’abile gestione dell’immagine pubblica e dei mezzi di comunicazione. La narrazione si snoda tra i diversi ruoli di Baranov, che da outsider culturale si adattà al nuovo potere, contribuendo a definire le dinamiche di controllo e manipolazione tipiche di quel contesto storico. Il film approfondisce le tensioni interne alla Russia post-sovietica e le strategie ideate per consolidare il potere di un leader che avrebbe poi influenzato la scena internazionale per decenni.
“Le Mage du Kremlin” si propone dunque come uno sguardo su un momento determinante per la storia contemporanea, con una regia che mette al centro le relazioni di potere e il ruolo dell’informazione nella costruzione della realtà politica. La presenza di attori affermati come Jude Law, Paul Dano e Alicia Vikander sottolinea l’importanza della produzione, che sarà presentata nella Sala Grande il 28 agosto alle ore 16.30.
Father Mother Sister Brother: il nuovo film di Jim Jarmusch sulle relazioni familiari
Tra i titoli in gara emerge anche “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch, un’indagine scandita in tre parti sulle complesse relazioni tra genitori, figli e fratelli. Il film affronta connessioni familiari segnate da distanza emotiva e incomprensioni, ambientando ciascuna storia in un diverso Paese contemporaneo senza precisarne esplicitamente i luoghi, offrendo uno sguardo universale.
Jarmusch si avvale di un cast stellare, con Cate Blanchett, Adam Driver, Tom Waits e Charlotte Rampling protagonisti delle rispettive sezioni. Ogni episodio mostra gli scontri e le riconciliazioni di famiglie separate sia nello spazio sia nei sentimenti, tra adulti che tentano di trovare un equilibrio con i genitori e fratelli. Il tono muta tra malinconia e ironia, mantenendo però una profondità emotiva che riflette la complessità delle relazioni umane.
La pellicola suggerisce come l’essere umano porti inevitabilmente cicatrici legate al proprio nucleo familiare, mostrando al pubblico diverse prospettive su come si possono affrontare e superare le fratture emotive. “Father Mother Sister Brother” sarà proiettato nella Sala Grande alle 19.30 e si preannuncia uno dei momenti emozionali più rilevanti della rassegna.
Nuestra Tierra: il documentario di Lucrecia Martel sulla lotta di una comunità indigena argentina
Fuori concorso la regista argentina Lucrecia Martel presenta “Nuestra Tierra”, documentario che racconta la vicenda di Javier Chocobar, attivista ucciso nel 2000 mentre difendeva la comunità indigena di Chuschagasta, nel nord dell’Argentina. Il film mette in luce la brutalità di un tentativo di sfratto violento, durante il quale un uomo e i suoi complici armati rivendicarono la proprietà delle terre indigene, provocando la morte di Chocobar ripresa da una telecamera.
La narrazione si sofferma sugli eventi che hanno scatenato la protesta e la lotta per la sopravvivenza di una comunità marginalizzata. Martel utilizza materiali d’archivio e testimonianze per dar voce a una storia spesso dimenticata o trascurata nei canali mainstream. “Nuestra Tierra” rientra nel filone della cinematografia che denuncia le violazioni dei diritti umani e rende visibile una realtà di conflitti ancora bi presenti.
Il documentario sarà mostrato in Sala Grande alle 14 e rappresenta un invito a riflettere sulle tensioni sociali in America Latina, allargate poi a livello globale, dove l’appropriazione delle terre indigene resta un tema cruciale. La figura di Chocobar diventa simbolo di resistenza e difesa dei diritti collettivi, ricordando quanto l’impegno individuale possa influenzare la storia di una comunità.
Il maestro e un anno di scuola: storie di crescita e aspirazioni difficili
Andrea Di Stefano propone “Il Maestro”, anch’esso fuori concorso, un film ambientato tra gli anni ’80 che segue le vicende di Felice, un ragazzo di tredici anni destinato a diventare un campione di tennis. L’arrivo dell’allenatore Raul Gatti, un ex tennista dal passato fallito, scandisce l’estate durante cui Felice affronta tornei nazionali sotto la pressione delle aspettative paterne.
Questa storia on the road esplora il rapporto padre-figlio e le ambizioni incrociate, spesso conflittuali, che accompagnano il percorso di chi si avvicina allo sport agonistico. Il film mette in rilievo i limiti e le tensioni di un ambiente competitivo, mostrando come la determinazione si scontri con la realtà del talento e delle circostanze.
Altro titolo da segnalare nella sezione Orizzonti è l’opera di Laura Samani, “Un anno di scuola”, che narra l’esperienza di Fred, diciottenne svedese che frequenta a Trieste l’ultimo anno di un istituto tecnico nel 2007. Unica ragazza in una classe di soli maschi, Fred affronta le difficoltà legate alla crescita in un contesto dominato da disparità di genere.
Il film mette al centro una giovane donna che deve confrontarsi con un mondo ostile, dove il corpo e le voglie possono trasformarsi in strumenti di oppressione. La regista italiana, seconda donna a partecipare a Orizzonti con la sua opera, offre uno sguardo sincero e diretto sulle sfide del percorso tra adolescenza e maturità, attraverso un racconto ambientato in un periodo e luogo precisi che accentuano le contraddizioni sociali.
Venezia 2025 tra sguardi politici e intimità familiari
L’82ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia si distingue per la varietà dei temi affrontati, con un filo conduttore che lega politica, diritti umani e dinamiche familiari. Le produzioni presenti si confrontano, ciascuna nel proprio registro, con figure complesse, storie di lotta, ma anche relazioni umane delicatamente esplorate. Il festival conferma così la sua vocazione a rappresentare tanto eventi storici e attuali importanti quanto vissuti personali e sociali, attraendo pubblico e critica con programmi di alto profilo.
