Il Mago Del Cremlino: il film di Olivier Assayas sulla politica ingannevole di Putin presentato a Venezia

di Roberta Ludovico

Il film di Assayas svela la politica ingannevole di Putin a Venezia. - Ilvaporetto.com

Il film “Il Mago del Cremlino” è stato uno dei protagonisti dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, attirando l’attenzione per la sua rappresentazione della politica russa. Diretto da Olivier Assayas e basato sul romanzo di Giuliano da Empoli, il lungometraggio mette in scena l’ascesa di Vladimir Putin attraverso la figura dello spin doctor Vadim Baranov, ispirato all’ex consigliere Vladislav Surkov. La pellicola non si limita al racconto biografico, ma indaga le dinamiche nascoste dietro la politica moderna, mettendo in luce i giochi di inganno e manipolazione che definiscono il potere attuale.

La trama del film: tra verità e finzione nell’ascesa di putin

“Il Mago del Cremlino” racconta la storia della presa del potere di Vladimir Putin, visto attraverso gli occhi del suo spin doctor Vadim Baranov. Questo personaggio è liberamente ispirato a Vladislav Surkov, uomo chiave nelle strategie comunicative del Cremlino. La sceneggiatura, scritta da Olivier Assayas con Emmanuel Carrère, alterna fatti storici e elementi di finzione per mettere a fuoco il modo in cui la politica viene costruita come una serie di cortine fumogene. Non si tratta semplicemente di narrare un’ascesa al potere, ma di mostrare la natura tossica e cinica della politica contemporanea, fatta di manipolazioni e falsità diffuse.

Il film rinuncia alla classica interpretazione eroica o demonizzante di Putin, preferendo un racconto che apre una riflessione sul potere e sull’inganno dietro l’immagine pubblica. Il protagonista, interpretato da Jude Law, appare come un uomo dal volto impenetrabile, difficile da leggere nei pensieri e nelle emozioni. Questo stesso aspetto riflette la sfida che l’attore ha dichiarato di aver incontrato durante le riprese, ossia come tradurre in scena un personaggio che mantiene sempre il controllo e il segreto, senza rivelare apertamente le proprie intenzioni.

La presentazione al Festival Di Venezia e il contesto culturale

Il film è stato tra i 21 titoli selezionati per il concorso principale della Mostra del Cinema di Venezia 2025, uno degli eventi cinematografici più prestigiosi al mondo. La presenza di “Il Mago del Cremlino” ha acceso dibattiti, per la sua capacità di affrontare temi geopolitici attuali e per il cast internazionale che schiera volti noti come Jude Law, Paul Dano e Alicia Vikander.

La mostra funge da vetrina per opere che riflettono criticamente sulle tensioni globali e sulle trasformazioni sociali. In questo caso specifico, il film di Assayas si inserisce in quel gruppo di produzioni che mette sotto la lente la politica contemporanea non solo per raccontarla ma per smascherarne le strategie di comunicazione e controllo. Venezia è stata la sede ideale per questa pellicola, in grado di suscitare interesse nelle platee più attente alle questioni internazionali.

Il ruolo di Vadim Baranov e l’ispirazione a Vladislav Surkov

Il personaggio centrale che accompagna Putin nel film è Vadim Baranov, figura ispirata fedelmente a Vladislav Surkov, ex consigliere politico di Putin. Surkov è noto per aver creato un sistema comunicativo in cui la politica viene usata come un dispositivo manipolativo, con lo scopo di mantenere il controllo sul potere attraverso false narrazioni e cortine di fumo mediatiche.

Nel film, Baranov incarna l’arte dello spin doctor, l’uomo che plasma e dirige l’immagine del potere, gestendo le percezioni pubbliche con grande cura e calcolo. Questo aspetto del lungometraggio svela una delle strategie più significative del regime russo per mantenere il controllo sociale e politico. La scelta di approfondire questo ruolo consente allo spettatore di cogliere come, dietro l’apparenza, prendano forma dinamiche di inganno sistematico che vanno oltre la semplice propaganda.

La costruzione della figura pubblica di Putin, così come il suo isolamento emotivo mostrato nel film, riflette anche le difficoltà nella rappresentazione di un personaggio così complesso e controllato, come sottolineato da Jude Law. L’attore ha parlato di una recitazione interiore, che richiede di trasmettere emozioni contenute o nascoste senza mostrare apertamente vulnerabilità, proprio come accade nella realtà del presidente russo.

Le reazioni e la tensione dietro la rappresentazione politica di Putin

Il film ha suscitato reazioni diverse nei vari paesi, in particolare in Italia e in Russia. In Italia la pellicola ha acceso discussioni sulla libertà di raccontare storie politiche che coinvolgono figure attuali e delicate. In Russia, invece, l’attesa era alta proprio per l’immagine offerta da un’opera su Putin costruita attorno a una rappresentazione meno convenzionale e più critica.

Jude Law ha chiarito di non aver avuto paura di ripercussioni dalla sua interpretazione, affidandosi completamente alla regia di Assayas per costruire un ritratto senza polemiche. La sua sfida è stata concentrarsi su un volto pubblico inespressivo, cercando di mostrare qualcosa di più attraverso una recitazione sobria e interna. Questo approccio contribuisce a rafforzare il senso generale del film, che evita la spettacolarizzazione e punta invece ad una rappresentazione realistica e complessa delle dinamiche di potere.

“Il Mago del Cremlino” riflette una realtà politica dove l’apparenza è tenuta sotto continuo controllo e l’informazione è manipolata a vantaggio di una classe dominante che mantiene il potere attraverso astuzie e finzioni. Il film si propone come una testimonianza visiva della natura sfuggente e ambigua della leadership moderna, senza cadere in facili drammi o semplificazioni.