Sarri prova a rilanciare la Lazio puntando su giovani e adattamenti tattici a formello
La stagione della Lazio è segnata da un progetto di lungo periodo affidato a Maurizio Sarri. Senza acquisti estivi rilevanti, il tecnico si concentra su una squadra in costruzione che deve trasformare giovani promettenti e giocatori irregolari in elementi funzionali e competitivi. A Formello si lavora per dare un’identità a un gruppo ancora lontano dall’equilibrio, in vista di un’estate decisiva per rinforzare la rosa.
Il programma triennale di Sarri nel centro tecnico di formello
Da quando è tornato alla Lazio, Maurizio Sarri ha imposto un metodo di lavoro incentrato su un addestramento costante nel sapersela cavare con le risorse attuali. Formello, sede principale degli allenamenti biancocelesti, è diventato il luogo in cui il tecnico sta cercando di mettere a punto un nuovo equilibrio. La squadra ha poche certezze, pochi acquisti estivi e giocatori poco abituati a regimi di rendimento uniforme.
L’obiettivo esplicito del programma triennale è chiaro: costruire 7-8 giocatori di livello interno, riducendo a 3, o poco più, la cifra necessaria per gli acquisti futuri. Sarri ha definito questo primo anno come “difficile”, probabilmente perché si lavora su un gruppo in via di definizione, sia tattica che mentale. L’allenatore vuole evitare interventi massicci sul mercato estivo, confidando che i talenti su cui punta crescano a sufficienza da poter competere già da ora o almeno tra qualche mese.
Il contesto di Formello è quello di un centro sportivo che ospita la prima squadra, ma anche le formazioni giovanili e la Primavera. Questo facilita l’inserimento graduale dei giovani nella prima squadra, facendo di Formello un crocevia centrale per la preparazione tecnica, fisica e psicologica di questi giocatori. Le doppie sedute quotidiane hanno lo scopo non solo di migliorare l’aspetto fisico ma anche di modificare mentalità e atteggiamenti.
Adattamenti tattici: da giocatori fuori ruolo a scelte obbligate
Tra le difficoltà maggiori di Sarri c’è la mancanza di interpreti naturali per ruoli chiave. L’esempio più evidente è rappresentato da Tavares, che viene provato come terzino. Il tecnico ha fatto capire chiaramente che al calciatore manca ancora la fase difensiva all’altezza delle sue qualità offensive. Sarri ne punta però sulle potenzialità, consapevole che da quel ruolo potrebbe arrivare un elemento importante nel futuro.
Anche in difesa, centrocampisti e attaccanti, la situazione si presenta complicata. I centrali dietro mancano perché Gigot è stato tagliato e Patric gioca poco. A questi si aggiunge il fatto che il giovane Provstgaard, promosso titolare durante l’assenza di Romagnoli, deve ancora completare il suo sviluppo. Il danese 22enne si è distinto per ritmo e applicazione, caratteristiche che Sarri valorizza e ritiene sufficienti per scommettere su di lui in ottica futura.
Centrocampo e mezzali risultano un’altra area in sofferenza. Dele-Bashiru, che Sarri definisce un “libro da scrivere”, mostra qualità fisiche importanti ma deve affinare la tecnica. È stato adattato a mezzala, ancora lontano però da esprimere pienamente quel gioco fatto di inserimenti, gol e assist che Sarri si aspetta. Stesso discorso per Belahyane, che è in fase di apprendimento del ruolo centrale ma che ha già messo in mostra buone accelerazioni e spunti interessanti durante le partite.
I giovani attaccanti e il loro potenziale in bilico
L’attacco della Lazio presenta diverse incognite. Sarri ha tre nomi sotto osservazione: Cancellieri, Isaksen e Noslin. Il tecnico ha riconosciuto un cambiamento positivo in Cancellieri, valutandolo più maturo sia come uomo sia come calciatore. Isaksen invece è da tempo un punto interrogativo: la prima impressione in allenamento non era convincente, mentre ciò che è stato visto a Baroni sembra più promettente. Sarri sta ancora aspettando di vedere con quali caratteristiche potrà inserirlo nel suo progetto.
Noslin rappresenta una risorsa d’emergenza più che un titolare sicuro. Il tecnico non ha ancora un’idea precisa su quale ruolo affidargli, lo vede talvolta come ala, altre volte come seconda punta. Sa però che ha una buona tenuta atletica e un certo istinto per il gol che potrebbe risultare utile, in particolare nelle coppe, come in Coppa d’Africa, vista l’assenza di attaccanti titolari.
La crescita di questi giovani è affidata all’impegno tecnico e mentale, e naturalmente alla capacità di Sarri di farli rendere al meglio nel sistema di gioco. La fiducia del presidente Lotito sembra legata soprattutto alla capacità del tecnico di trasformare queste basi in qualcosa di concreto a breve termine.
La Lazio si muove quindi in una fase delicata, fatta di tentativi sul campo e di un mercato estivo che potrebbe risultare decisivo per la stagione e oltre. La squadra resta da assemblare, ma il percorso di crescita è ormai segnato.
