Premio Pieve Saverio Tutino 2025 a Pieve Santo Stefano: Diari e memorie per raccontare settant’anni di storia
Il premio Pieve Saverio Tutino arriva al traguardo della 41ª edizione e si prepara a tornare, dal 18 al 21 settembre 2025, a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. L’evento è diventato un punto fermo per gli appassionati della scrittura autobiografica e quest’anno si concentra sul tema “1945-2025 Il ritorno della memoria”. Promosso dall’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, il premio sarà occasione per leggere nuovi scritti, assistere a spettacoli e performance e riflettere su decenni di storia attraverso le testimonianze personali raccolte nell’archivio.
Otto diari in gara raccontano guerre, migrazioni e memoria collettiva
Il concorso del 2025 mette in gara otto diari e epistolari che coprono periodi storici e contesti geografici differenti, dai primi decenni del Novecento fino ai nostri giorni. Tra le opere finaliste spiccano riflessioni sulla guerra e la prigionia, racconti di viaggi e migrazioni. Due epistolari coprono gli anni tra il 1937 e il 1943: quello di Bernardina Casarin e Vittorio Binotto, che attraversano la provincia di Padova e il fronte europeo orientale; l’altro di Eduardo Renato Caianiello e Carla Persico, con spostamenti tra Napoli e gli Stati Uniti fra il 1948 e il 1953. Un altro diario, scritto a quattro mani da Chiara Castellani con Paolo Castellani e Danilo Matievich, racconta un arco temporale più recente, dal 1991 al 2014, e intreccia storie tra l’Italia e l’Africa.
Tra le memorie più lontane nel tempo figurano quelle di Ricciardo Vaghetti, datate tra il 1917 e il 1918, che descrivono il fronte di Caporetto e i campi di prigionia dell’Impero di Guglielmo II. Altri diari emergono dal secondo conflitto mondiale, come quelli di Arnaldo Manni, focalizzati sul fronte dell’isola di Rodi tra il 1943 e il 1945, e Tito Zampa, che parla della sua esperienza sul fronte dell’isola di Kos dal 1940 al 1946. Completano la rosa delle candidature le memorie di Francesca Ingoglia, che coprono un ampio arco cronologico dal 1937 fino al 1972 tra Sicilia, Milano e gli Stati Uniti, e quelle più recenti di Debora Pietrarelli, che raccontano la vita quotidiana a Roma tra il 1987 e il 2021. Questi testi mostrano la variegata esperienza italiana nelle guerre, nei viaggi e nella vita di tutti i giorni.
L’archivio dei diari rafforza la sua funzione di custode delle memorie
La Fondazione Archivio Diaristico Nazionale non perde ogni anno slancio e riconoscimento nel suo lavoro di raccolta e tutela di scritti autobiografici. Il presidente Albano Bragagni ha evidenziato come questa istituzione sia importante per tenere viva “una storia dell’umanità che va riservata e tutelata”. La direttrice Natalia Cangi ha sottolineato il valore del premio come segno tangibile dello sforzo per mantenere in vita le memorie personali, che rappresentano un pezzo di storia collettiva.
La Regione Toscana, tramite le parole di Eugenio Giani, presidente regionale, riconosce la crescente influenza dell’Archivio nel contesto culturale italiano. Il patrimonio dell’Archivio supera le 10.000 testimonianze, molte digitalizzate, e si sta affermando come un punto di riferimento per studiosi e appassionati letterari in tutta la penisola. L’ingresso ufficiale della Regione nella Fondazione ha rafforzato ulteriormente questo ruolo, sostenendo la conservazione delle memorie anche attraverso eventi pubblici come il Premio Pieve Saverio Tutino.
Programma ricco: incontri, spettacoli e il premio a Antonio Scurati
Oltre alla premiazione degli otto finalisti, la manifestazione coinvolge diverse espressioni culturali che ruotano attorno al tema della memoria autobiografica. Sono previste presentazioni di nuove uscite editoriali, ma anche esposizioni e performance teatrali che usano la scrittura diariistica come materia prima per raccontare storie personali e collettive.
Un momento atteso è la consegna del Premio Città del Diario 2025 allo scrittore Antonio Scurati, autore noto per la sua pentalogia “M”, dove ha affrontato la storia italiana con una narrativa che unisce fatti storici e testimonianze personali. Il riconoscimento sottolinea l’importanza della narrazione storica e autobiografica nella cultura letteraria contemporanea del paese. L’incontro con Scurati sarà trasmesso in differita da Rai Radio3, aumentando la diffusione del messaggio e permettendo a un pubblico più vasto di confrontarsi con la centralità della memoria nei racconti individuali.
La manifestazione del Premio Pieve Saverio Tutino si conferma un appuntamento dove passato e presente si intrecciano attraverso le parole di chi ha vissuto momenti cruciali della storia. Il valore della scrittura autobiografica emerge qui in tutta la sua forza civile e culturale, unendo pubblico e autori intorno al tema della memoria, per riflettere su come gli eventi influenzano la vita di persone comuni e collettività.
