Francesco De Gregori e il progetto Nevergreen: venti concerti a Milano e il documentario alla Mostra Del Cinema
A novembre 2024, Francesco De Gregori ha scelto di esibirsi in una serie di venti concerti in un piccolo teatro di Milano, puntando su brani meno noti del suo repertorio. Da questa esperienza è nato il documentario Francesco De Gregori Nevergreen, diretto da Stefano Pistolini, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e in arrivo nelle sale italiane a settembre 2025. Un progetto che offre uno sguardo inedito sulla sua carriera, mettendo al centro pezzi meno famosi ma molto importanti per lui.
Venti concerti all’Out-off: un viaggio nelle canzoni dimenticate
Nel novembre 2024, De Gregori ha scelto il teatro Out-Off di Milano per venti serate destinate a un pubblico ristretto, circa duecento persone a sera. La scaletta? Una settantina di canzoni poco suonate, lontane dai suoi classici più conosciuti. Tra queste, spiccano “Sento il fischio del vapore”, “Cose”, “Quattro cani”, “Pezzi di Vetro”, “San Lorenzo” e “Il cuoco di Salò”. L’idea nasce dalla voglia di dedicarsi a un repertorio più intimo, meno esplorato.
De Gregori ha spiegato che di solito il pubblico si presenta per ascoltare i grandi successi, ma lui voleva offrire qualcosa di diverso, riservato a chi conosce e apprezza anche i pezzi meno scontati. Il teatro è piccolo, raccolto, e questo ha creato un’atmosfera di grande vicinanza con gli spettatori. Dal palco, la distanza era di appena mezzo metro. Una dimensione che ha permesso all’artista di interagire direttamente con la platea, sentire ogni reazione, un’esperienza difficile da vivere in spazi più grandi e distanti. Così il concerto ha assunto un volto completamente nuovo, più intimo e personale.
Il documentario di Stefano Pistolini: musica e emozioni senza parole
Il regista Stefano Pistolini ha seguito da vicino questa avventura dal vivo, firmando il documentario Francesco De Gregori Nevergreen, la sua terza collaborazione con il cantautore dopo Finestre Rotte e Falegnami & Filosofi . Questa volta ha scelto di raccontare senza interviste o commenti, lasciando parlare solo la musica e le immagini.
Il film si concentra sui momenti dietro le quinte, nei camerini, durante le pause, oltre che sulle performance sul palco. La narrazione passa attraverso le emozioni e la musica dal vivo, senza interruzioni o spiegazioni. In questo modo, i brani meno conosciuti diventano i veri protagonisti della storia. Tra le esibizioni, si vedono anche ospiti come Malika Ayane, Zucchero, Elisa, Jovanotti e Luciano Ligabue, che arricchiscono il racconto con momenti di confronto artistico. L’atmosfera è quella di un piccolo circolo d’ascolto, quasi privato, dove la musica si mostra sotto una luce nuova.
Ospiti speciali: il valore aggiunto delle serate milanesi
Tra i momenti più emozionanti dei concerti c’è stato il duetto con Elisa su Quelli che restano, un brano scritto dalla cantautrice nel 2018 proprio per un incontro vocale con De Gregori. Tra i due c’è un’amicizia e una stima di lunga data. De Gregori ha raccontato che Elisa gli aveva proposto altre canzoni scritte da altri autori, ma nessuna lo aveva convinto fino a quando lei stessa ha composto questo pezzo. È stato subito chiaro che doveva far parte del repertorio.
La presenza di Malika Ayane, Jovanotti, Luciano Ligabue e Zucchero ha dato un valore in più alle serate. Ognuno ha portato la propria voce e sensibilità, creando momenti di condivisione e di scambio. Questo gruppo di ospiti sottolinea la stima che il mondo della musica ha per De Gregori, capace di mantenere uno stile personale e coerente pur dialogando con colleghi diversi.
De Gregori, i suoi riferimenti culturali e il cinema
Durante l’intervista alla Mostra del Cinema di Venezia, De Gregori ha parlato anche degli autori che lo hanno più influenzato, spesso scegliendo figure fuori dal coro e lontane dalle mode. Ha citato Louis-Ferdinand Céline, uno scrittore che ha ammirato fin da giovane per la sua originalità.
Ha poi raccontato la sua esperienza nel mondo del cinema, dove ha firmato colonne sonore di film come Flirt di Roberto Russo, Il muro di gomma di Marco Risi e Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese. In particolare, ha ricordato il lavoro su Il muro di gomma, per cui ha curato la colonna sonora completa, un compito diverso dal suo solito fare canzoni. Ha anche condiviso un aneddoto su Nanni Moretti, che gli inviò una Sachertorte come segno di apprezzamento per la musica realizzata, un gesto che De Gregori conserva con affetto.
