Il racconto della storia sovietica attraverso una saga familiare vince il Premio Friuli Storia 2025
Il volume Le mani di mio padre. Una storia di famiglia russa di Irina Scherbakova ha conquistato la 12ª edizione del Premio nazionale di storia contemporanea Friuli Storia. Il libro ripercorre un secolo di storia russa intrecciandolo alle vicende personali dell’autrice, con un taglio che mescola autobiografia, politica e storia. La vittoria, decisa da un’ampia giuria popolare di 360 lettori, mette in evidenza l’importanza di un racconto che unisce dimensioni intime e collettive, mostrando le trasformazioni profonde del Paese attraverso la lente delle esperienze familiari.
Il testo di Schersbakova: un secolo di storia russa tra fatti pubblici e vissuto privato
Il libro di Irina Scherbakova ripercorre quasi un secolo di vicende russe, partendo dall’epoca della rivoluzione bolscevica e continuando con le purghe staliniane fino agli eventi più recenti legati alla presidenza di Putin. La narrazione si muove lungo un filo doppio: da un lato, le grandi trasformazioni politiche e sociali che hanno attraversato la Russia; dall’altro, le memorie e gli eventi vissuti in famiglia, a cominciare dalla bisnonna Etlja Jakubson.
Questo incrocio tra storia pubblica e privata permette a Scherbakova di restituire un’immagine complessa e umana della Russia. L’autrice, storica e germanista, affronta temi storici molto intensi, ma li rende immediatamente accessibili raccontando come abbiano influito sulla vita delle persone comuni. Il risultato è una testimonianza che coinvolge non solo per la ricchezza documentale ma anche per la forza emotiva del racconto.
La vittoria al Premio Friuli Storia e il confronto con gli altri finalisti
Nella gara del Premio nazionale di storia contemporanea, il libro di Scherbakova ha raccolto il 55% dei voti, superando le opere degli altri due finalisti scelti dalla giuria scientifica. Il secondo classificato è stato L’invisibile mercato mondiale del grano tra 19° e 20° secolo di Carlo Fumian, mentre al terzo posto si è piazzato L’Italia occupata 1917-1918. Friuli e Veneto orientale da Caporetto a Vittorio Veneto di Gustavo Corni.
Il premio è assegnato tramite una doppia selezione, prima dalla giuria scientifica e poi da una giuria popolare, in questo caso composta da 360 lettori. Questa formula dà spazio al giudizio diretto dei lettori, in grado di riconoscere contenuti capaci di coinvolgere un pubblico ampio e non specialistico. La vittoria del volume di Scherbakova sottolinea la rilevanza di storie capaci di connettere fatti storici con aspetti più intimi e personali.
Organizzazione e futuro del Premio Friuli Storia Con Il Circolo Della Storia
La premiazione ufficiale si terrà a Udine il 25 ottobre 2025, in una cerimonia che vedrà la presentazione ufficiale del vincitore. La giuria scientifica di questa edizione è presieduta dallo storico Tommaso Piffer e include altri esperti come Elena Aga Rossi, Roberto Chiarini, Ernesto Galli della Loggia, Ilaria Pavan, Paolo Pezzino, Silvio Pons, Andrea Possieri e Andrea Zannini.
Una novità di questa edizione è la nascita del Circolo della storia, un progetto avviato nel corso del 2024 grazie alla partecipazione di oltre 1200 lettori. Il Circolo mira a diventare un punto di riferimento per appassionati e studiosi, proponendo contenuti di qualità su argomenti storici. L’idea è di offrire un luogo virtuale e reale dove condividere interessi e approfondimenti, con l’obiettivo di consolidare una comunità di lettori e studiosi di storia contemporanea a livello nazionale.
Il ruolo di Irina Scherbakova e l’eredità di Memorial nella memoria storica russa
Irina Scherbakova, oltre ad essere una storica riconosciuta, è cofondatrice dell’associazione russa Memorial, che nel 2022 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. L’organizzazione si impegna nel documentare e conservare la memoria della repressione sovietica e nella difesa dei diritti umani. Questo rende il lavoro della Scherbakova un contributo diretto alla conservazione della memoria storica di una fase cruciale della Russia.
Nel libro l’aspetto autobiografico tracciato da Scherbakova, collegato all’attività di Memorial, rafforza la narrazione e permette di testimoniare il peso delle vicende storiche in questioni che toccano la vita quotidiana e la memoria delle famiglie. Il racconto personale diventa così un modo per mantenere vivo il ricordo di eventi che ancora oggi segnano la società russa.
L’appuntamento del 25 ottobre a Udine rappresenta un momento di confronto culturale e storico importante, anche per chi segue da vicino le questioni legate alla Russia e al Novecento europeo. Questo riconoscimento a un volume che intreccia storia e memoria ristabilisce la centralità del sapere storico nelle dinamiche contemporanee di memoria e riflessione pubblica.
