A Bologna quattro giorni dedicati al crime e al giallo, tutto attorno alla scrittura a mano
La scrittura a mano torna protagonista a Bologna con la quarta edizione di Manu Scribere, il primo festival italiano interamente dedicato a questo gesto antico. Dal 19 al 21 settembre la città ospita incontri, laboratori e spettacoli incentrati su scrittura, grafologia e storie legate al giallo e al crimine. L’evento, promosso dall’Associazione Grafologica Italiana , offre una finestra su aspetti poco conosciuti della scrittura, mettendo in luce il legame tra inchiostro e indagini criminali.
Scrivere a mano per scoprire misteri e crimini
Il titolo di questa edizione è “Trame d’inchiostro: scrittura e grafologia fra gialli, crimini e misteri”. Manu Scribere mette al centro il legame tra il gesto grafico e le storie di delitti, mostrando come la scrittura a mano non sia solo un’abitudine, ma un mezzo ricco di significati. Guglielmo Incerti Caselli, presidente dell’Agi, ricorda che la scrittura può svelare lati nascosti della personalità e dello stato d’animo di chi scrive. Così, la grafia diventa una forma di comunicazione molto personale, capace di fornire indizi importanti oltre le parole.
La manifestazione si svolge in due luoghi simbolo di Bologna: la Biblioteca Salaborsa e il Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati. Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, per garantire una partecipazione ampia e variegata. Le giornate si articolano tra dibattiti, conferenze e laboratori, offrendo un quadro completo su come la grafologia si applica nelle indagini e nella comprensione dei casi criminali.
Casi celebri rivisitati attraverso la grafologia
Durante il festival, giornalisti e grafologi di spicco racconteranno episodi noti di cronaca attraverso documenti scritti a mano. Tra i casi al centro dell’attenzione ci sono Pietro Pacciani, il cosiddetto Mostro di Firenze, con un’analisi approfondita di documenti autografi a lui attribuiti; e Theodore John Kaczynski, l’Unabomber americano, visto attraverso gli occhi della scienza della scrittura.
Un altro momento importante sarà dedicato al processo per il depistaggio nella strage di via D’Amelio, con un focus sul ruolo della grafologia nel ricostruire fatti e testimonianze. Anche i casi di Erba e di Yara Gambirasio saranno al centro delle discussioni, con particolare attenzione alle lettere scritte dai detenuti Olindo Romano e Massimo Bossetti. Un’occasione per esplorare il rapporto tra scrittura, psicologia e giustizia da un punto di vista nuovo e documentato.
Monica Marchioni, ospite del festival, racconterà la sua esperienza personale legata a un episodio drammatico: il tentato omicidio da parte del figlio Alessandro Leon con un piatto di penne al salmone. Un racconto intimo e diretto che mostra come le parole scritte possano intrecciarsi con vicende di vita reale.
La Polizia Scientifica svela i segreti della scrittura nelle indagini
Tra le novità di quest’anno spicca il laboratorio organizzato dalla Polizia Scientifica, un appuntamento di grande interesse. Si tratta di un workshop sulle tecniche forensi usate per accertare l’autenticità o la falsificazione di scritti a mano. Queste analisi, che impiegano strumenti e procedure molto precise, sono cruciali quando la scrittura diventa prova decisiva nei processi.
Nel laboratorio si potrà vedere da vicino come gli esperti individuano segni di manipolazione o imitazioni, usando metodi scientifici avanzati per distinguere tra grafia autentica e falsificazioni. Questo spazio formativo arricchisce il festival, unendo cultura, scienza forense e cronaca giudiziaria in un unico evento.
Con questa quarta edizione, Manu Scribere conferma la sua vocazione a esplorare il valore profondo della scrittura a mano, sia come strumento di espressione sia come elemento chiave nelle indagini. Bologna si conferma così un punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore.
