La storia di un pastore sardo e la lotta per un terreno sulla costa prima resort di lusso
La vicenda narrata nel nuovo film di Riccardo Milani, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, ruota attorno al confronto tra un uomo e una grande impresa immobiliare. Al centro c’è Efisio Mulas, un pastore sardo che custodisce con fermezza un pezzo di terra sul mare, mentre dall’altra parte c’è il potere economico pronto a trasformare quella costa incontaminata in un complesso turistico di lusso. Questo scontro mette in luce tensioni sociali e ambientali ben radicate nel Sud della Sardegna.
Il conflitto tra tradizione e sviluppo sulla costa sud della Sardegna
Il film ambienta la sua trama alla fine del secolo scorso su una fascia costiera del sud Sardegna rimasta quasi intatta, dove Efisio Mulas vive da sempre immerso nella sua routine fatta di mare, animali e piccoli gesti quotidiani. Il pastore incarna una figura legata a un mondo che sembra sparire, dove la vita scorre con tempi diversi rispetto alla frenesia moderna. L’offerta milionaria di un gruppo immobiliare per acquistare la sua terra non solo sfida i suoi valori, ma anche la tranquillità di una comunità già spremuta dai cambiamenti.
Efisio rappresenta un uomo silenzioso, ma deciso, che rifiuta di consegnare quel lembo di costa all’espansione edilizia. Dall’altro lato Giacomo, presidente dell’azienda, guida un progetto ambizioso per trasformare la zona in un resort esclusivo, portando con sé anche figure pratiche come Mariano, il capo cantiere incaricato di negoziare con il pastore. Il film si concentra su questo scontro tra due realtà agli antipodi, sottolineando come ogni concessione comporti la perdita di qualcosa di profondo e insostituibile.
Le trattative si complicano e diventano quasi una guerra legale quando Efisio, ostinato, respinge ogni proposta. Questa battaglia lega non solo i due protagonisti, ma coinvolge anche l’intera comunità locale che si divide tra chi vede nel resort un’opportunità economica e chi teme la distruzione dell’identità territoriale. Questa spaccatura racconta il disagio di un presente costruito sulle scelte difficili tra conservazione e cambiamento.
Personaggi chiave e ruoli nel film “La Vita va così”
Il fulcro su cui ruota la storia è Efisio Mulas, un pastore solitario che difende il suo retaggio e il legame con la terra natia. Effettua la scelta di resistere ai milioni offerti, testimonianza di un attaccamento che va oltre il denaro. Al suo fianco c’è Francesca, sua figlia, rappresentazione del conflitto generazionale. Lei oscilla tra il desiderio di adattarsi al nuovo e il rispetto per il passato, elemento che amplifica la tensione familiare e quella sociale.
Giacomo è l’avatar della spinta economica e della modernità, impegnato a concretizzare il grande progetto immobiliare. Accanto a lui Mariano svolge una funzione basilare: mediare con Efisio, portare avanti la trattativa e gestire i lavori. La storia assume contorni più complessi con l’ingresso di Giovanna, una giudice nata in Sardegna. Il suo ruolo è centrale nel dirimere il contrasto legale e simbolico, rappresentando la legge che deve decidere tra interesse collettivo e diritti individuali.
Attraverso questi personaggi, il film mette in evidenza i diversi punti di vista coinvolti in una questione delicata: la conservazione dei valori tradizionali, l’urgenza di sviluppo economico, le difficoltà delle famiglie che vivono nel mezzo di cambiamenti profondi. Ogni ruolo affronta motivazioni e dubbi che alimentano la trama e la rendono viva e credibile.
Produzione e presentazione alla festa del cinema di roma 2025
“La vita va così” debutta come film d’apertura della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 15 al 26 ottobre 2025 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Questo dato sottolinea la rilevanza culturale e artistica del progetto, collocandolo tra le opere di rilievo della stagione cinematografica italiana. Il lungometraggio sarà distribuito nelle sale a partire dal 23 ottobre, grazie al lavoro congiunto di Medusa Film e PiperFilm.
La sceneggiatura è firmata da Riccardo Milani – che cura anche la regia – e Michele Astori, attenti a raccontare con tono realistico e diretto la vicenda di Efisio e della sua terra. La produzione coinvolge diverse realtà: Ourfilms del gruppo Mediawan, Wildside del gruppo Fremantle, in collaborazione con Circle One e Netflix. Il film riceve anche il contributo del Ministero della Cultura, attraverso il fondo per lo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo, oltre a quello della Regione Autonoma della Sardegna.
Questa sinergia produttiva evidenzia come il progetto abbia un importante sostegno istituzionale oltre che artistico, elementi che permettono di valorizzare un racconto radicato nella realtà sarda e nei suoi problemi. La scelta di raccontare un conflitto legato alla terra, all’identità e al mutamento sociale trova un palcoscenico ideale nella Festa del Cinema di Roma, attirando l’attenzione di critica e pubblico.
Le tensioni sociali e culturali sulla gestione del territorio nell’opera cinematografica
La narrazione pone al centro il contrasto tra interessi locali e logiche di mercato globali. La lotta di Efisio contro la pressione di un’impresa immobiliare diventa specchio di una questione più ampia: cosa resta di un territorio quando si favorisce uno sviluppo che modifica profondamente l’ambiente e le comunità? Il film porta in scena la complicata relazione tra la valorizzazione economica di una costa e la salvaguardia di un modo di vivere legato al passato.
La divisione all’interno della comunità è palpabile e rischia di spaccare i rapporti umani. Alcuni abitanti si schierano con il progetto di resort, sperando in posti di lavoro e investimenti, altri difendono l’idea di proteggere l’integrità del paesaggio e delle tradizioni. La figura di Giovanna, la giudice chiamata a risolvere una controversia che assume aspetti politici e morali, rende il tema ancora più sfaccettato.
Nel corso della vicenda si evidenzia come la resistenza individuale di Efisio assuma un valore collettivo, simbolo di un rifiuto che coinvolge molte persone legate da un sentimento di appartenenza alla terra. Questo elemento rende il racconto non solo un confronto legale, ma anche un’espressione di tensioni identitarie e di difficoltà a mantenere un equilibrio tra passato e futuro. Il film richiama così una riflessione sulla gestione del territorio, sulla sostenibilità e sulle conseguenze dei grandi investimenti.
L’opera mostra come, in certi casi, il territorio diventi campo di battaglia per definire stili di vita, valori sociali e possibilità di crescita. Il conflitto tra Efisio e il gruppo immobiliare resta un esempio concreto di quanto queste dinamiche possano diventare personali, familiari e comunitarie allo stesso tempo, con tutte le tensioni e le speranze che ne derivano.
