Compensazione delle emissioni in Italia: la rinascita dell’olivicoltura salentina come nuova frontiera ambientale

di Ivan Rossi

Olivicoltura salentina, nuova frontiera per la compensazione delle emissioni in Italia. - Ilvaporetto.com

Aziende e organizzazioni italiane possono ora compensare le emissioni di anidride carbonica sostenendo la riforestazione degli uliveti nel Salento. Questa area, colpita dalla diffusione del batterio della xylella che ha causato la perdita di milioni di alberi, trova una nuova opportunità grazie all’associazione Olivami. Fondata nel 2022, l’associazione lavora per rilanciare l’olivicoltura locale, trasformando il recupero ambientale in uno strumento per contrastare i cambiamenti climatici.

Olivami, la sfida per rifondare il paesaggio salentino attraverso l’olivicoltura

Olivami ha avviato un percorso per invertire il declino degli oliveti salentini. Negli ultimi dieci anni la xylella ha distrutto vaste aree, eliminando milioni di ulivi simbolo del territorio. Per restituire vigore all’ambiente, l’associazione ha donato oltre 50mila alberi a circa 500 agricoltori locali. Questi alberi contribuiscono a ricostituire gli oliveti e a rafforzare un’attività agricola radicata da secoli. La rinascita si basa sul lavoro sul campo, con attenzione al valore ecologico e culturale dell’olivo.

Con la nascita di Olivami Ets si apre una nuova fase. Il progetto mira a proteggere la biodiversità e propone un sistema di compensazione delle emissioni climalteranti. Olivami Ets collega la lotta locale contro la desertificazione con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico. Il coinvolgimento degli agricoltori è fondamentale per garantire un impatto duraturo, legato alla cura degli ulivi piantati, con effetti positivi sul paesaggio e sulla qualità dell’aria.

Certificazione e mercato dei crediti di carbonio: un modello italiano per la sostenibilità

Un elemento chiave del progetto è la certificazione ufficiale dei crediti di carbonio derivanti dall’assorbimento di CO2 da parte degli ulivi. Olivami ha ottenuto il riconoscimento da Climate Standard secondo gli standard ISO 14064-2. Questi criteri internazionali definiscono modalità rigorose per calcolare e verificare le quantità di gas serra assorbite dagli impianti agricoli. La certificazione consente di trasformare la riforestazione in un credito commerciale, riconosciuto e negoziabile sui mercati del carbonio.

Gli uliveti gestiti da Olivami assorbono più CO2 di quanta ne venga emessa durante la loro gestione, generando crediti di carbonio con valore concreto. Questo apre la strada alla prima possibilità in Italia di compensare le emissioni senza ricorrere all’estero. Aziende e enti possono acquistare i crediti prodotti negli uliveti salentini, contribuendo direttamente alla tutela e al recupero del territorio nazionale.

Il progetto pilota a carpignano salentino: numeri e prospettive

Il primo intervento validato da Climate Standard riguarda la Zona Colavecchi, a Carpignano Salentino, in provincia di Lecce. Qui sono stati riforestati 4,62 ettari con 1.150 piante della varietà Favolosa, scelta per la sua capacità di crescita e adattamento. Questi ulivi produrranno crediti di carbonio certificati a partire dal 2025/2026. L’assorbimento di CO2 è stato calcolato con la metodologia Tcr , sviluppata da Carborea, società benefit spin-off tecnico-scientifico di Olivami.

Questo progetto pilota rappresenta un modello replicabile in altre aree colpite dalla xylella. Dimostra come l’attività agricola possa coniugare sviluppo e tutela ambientale. L’interesse crescente è confermato dall’investimento della Bcc di Terra d’Otranto, prima banca a comprare crediti derivanti da 1.000 nuovi ulivi. Il coinvolgimento di istituti finanziari e imprese italiane rafforza un percorso che unisce economia locale e azioni concrete contro il cambiamento climatico.

La dimensione locale e il contributo delle imprese alla rigenerazione del Salento

Il progetto Olivami coinvolge direttamente le comunità locali, in particolare gli agricoltori salentini. Dal punto di vista economico, acquistando crediti di carbonio, le imprese non solo bilanciano le proprie emissioni, ma sostengono la rinascita del Salento. Questo legame tra attività produttive e ambiente rappresenta un investimento per la tutela del territorio.

Il direttore di Olivami, Simone Chiriatti, sottolinea che “il coinvolgimento delle aziende rafforza l’effetto della riforestazione, offrendo nuovi stimoli per mantenere gli uliveti.” In una regione che ha subito gravi perdite ambientali, questa collaborazione assume un valore sociale e ambientale rilevante. Progetti come questo indicano una strada per affrontare le emergenze ecologiche attraverso la cooperazione tra associazioni, agricoltori e mondo economico.