Calcio e accoglienza: un cortometraggio sulle storie di giovani migranti attraverso il football
Il calcio può davvero diventare una porta aperta verso integrazione e nuove opportunità per i migranti in Italia. Un nuovo cortometraggio prodotto dalla Lega Nazionale Dilettanti mette sotto i riflettori alcune iniziative che usano il gioco come strumento sociale, raccontando le esperienze di chi ha trovato nel calcio un modo per sentirsi parte di una comunità.
“Calcio e accoglienza”: le squadre che fanno la differenza
L’idea di questo cortometraggio nasce dalla Lega Dilettanti, grazie al lavoro dell’Area responsabilità sociale guidata da Luca De Simoni. Il filmato segue le storie di tre società dilettantistiche italiane che hanno fatto dell’inclusione il loro punto forte: Sant’Ambroeus FC di Milano, Liberi Nantes di Roma e Oronero Black&Gold di Foggia.
Attraverso le parole di tre calciatori e un allenatore – Mahad Yare, Yassine Charifi, Abdoul Madjid Diome e Jean Bosco Honba – si vede come queste realtà lavorino concretamente per integrare ragazzi stranieri nel tessuto sociale italiano. Honba, che allena le squadre Under 10 e Under 14, racconta l’importanza del calcio non solo come sport ma anche come momento educativo. Le testimonianze si alternano per raccontare ciascuno il proprio percorso, tra sfide personali e momenti di crescita vissuti in squadra.
“Sopra la barriera”: lo sport che unisce e fa crescere
“Calcio e accoglienza” fa parte di “Sopra la barriera”, una serie di iniziative della Lega Nazionale Dilettanti che punta a far emergere storie di sport e inclusione. La prima puntata ha raccontato i sogni e le difficoltà delle calciatrici, mentre la seconda si è concentrata sul calcio nelle carceri, mostrando come il gioco possa dare motivazione e un’opportunità di cambiamento ai detenuti.
Questo terzo episodio mette al centro i giovani migranti e le loro storie di vita e speranza, raccontate attraverso il calcio. L’idea alla base è semplice: “il pallone può superare barriere culturali e sociali, offrendo a chi arriva da lontano uno spazio per riscattarsi e sentirsi incluso.” Raccontare queste vicende con le voci dirette dei protagonisti aiuta a mostrare la complessità di questi percorsi e l’impatto umano dello sport.
Le parole della Lega Dilettanti sul valore sociale del calcio
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, sottolinea come questo cortometraggio dimostri che il calcio può essere molto più di una semplice partita. “Qui il gioco diventa uno strumento per favorire la crescita collettiva e l’inclusione sociale, confermando il ruolo educativo e aggregante dello sport.” Abete ricorda che il calcio può unire comunità diverse e creare coesione.
Anche Luca De Simoni, responsabile dell’Area responsabilità sociale della Lega Dilettanti, ribadisce l’importanza di queste iniziative. Prendendo spunto dalle società coinvolte – Liberi Nantes, Sant’Ambroeus e Oronero Black&Gold – mostra come queste realtà siano un modello nel creare opportunità concrete per i giovani migranti, aiutandoli a superare le difficoltà legate all’integrazione in Italia. Il calcio diventa così uno strumento reale per costruire legami e dare speranza a chi arriva da situazioni difficili.
Il cortometraggio della Lega Dilettanti si inserisce in una serie di progetti che vogliono mettere in luce il valore sociale dello sport, raccontando storie vere e mostrando come il calcio possa andare oltre le differenze per costruire comunità più inclusive.
