Nuovo stabilimento a Orbassano rilancia la produzione di veicoli elettrici con nuove assunzioni e investimenti

di Ivan Rossi

Nuovo stabilimento a Orbassano potenzia la produzione di veicoli elettrici. - Ilvaporetto.com

La città di Orbassano, nel torinese, sta vivendo una svolta importante nel settore dell’automotive grazie alla riapertura dello stabilimento Mole Urbana dedicato alla produzione di vetture elettriche. Dopo anni di crisi che hanno colpito duramente l’industria automobilistica locale, la fabbrica riprende attività con un progetto completamente made in Italy, portando con sé opportunità di lavoro e un rilancio industriale supportato da investimenti pubblici e privati.

Un cartello che sorprende: si assumono operai nella terra dell’automotive in crisi

Sulla soglia dello stabilimento di Orbassano campeggia un cartello che richiama l’attenzione: “Si assumono operai per montare automobili”. Questa scritta sembra quasi anacronistica in una zona segnata da anni di difficoltà nel mondo dell’automobile tradizionale. La crisi ha colpito duramente la regione, causando un aumento della disoccupazione e numerosi cassaintegrati. In questo scenario, il segnale lanciato da Mole Urbana appare come un gesto concreto verso il recupero di posti di lavoro e la rinascita industriale.

La fabbrica, ora impegnata nella produzione di veicoli elettrici da città, riflette un cambio di paradigma che interessa in particolare famiglie e lavoratori locali. Si tratta di un’iniziativa industriale avviata da un designer italiano, Umberto Palermo, che ha ideato una gamma di auto adibite non solo al trasporto di persone, ma anche con modelli commerciali. La ripresa produttiva rappresenta un passo importante in una zona dove il settore automobilistico aveva mostrato segnali di declino.

Mole urbana: il progetto industriale e gli investimenti made in Italy che lo sostengono

Il progetto di Mole Urbana si basa su un piano industriale ben definito che prevede l’immissione sul mercato di diversi modelli di veicoli elettrici urbani. Si tratta infatti di una gamma composta da dodici modelli diversi pensati per usi multipli, dall’auto personale a veicoli commerciali, capaci di rispondere alle necessità di mobilità moderna e sostenibile.

La fabbrica, situata in uno stabilimento precedentemente riconosciuto come Blutec, è stata acquisita attraverso un bando del Mise, oggi ministero delle imprese e Made in Italy. Questo intervento ha permesso di recuperare un impianto abbandonato e riadattarlo con un importante lavoro di rigenerazione industriale. Lo stabilimento incarna così il legame tra Piemonte e Marche, regioni italiane coinvolte nel progetto.

A sostenere la produzione ci sono investimenti messi in campo dallo Stato insieme a partner privati. Cdp Venture Capital e imprenditori italiani hanno messo risorse importanti in questo progetto volto a offrire stabilità e sviluppo in un’area industriale che attendeva da tempo segnali concreti. La visione di Umberto Palermo, che ha fatto della produzione elettrica una scelta centrale, si lega a questo impegno pubblico-privato.

Occupazione e produzione: le previsioni per lo stabilimento di Orbassano

Il piano industriale include l’assunzione di circa un centinaio di dipendenti interni quando la produzione sarà a regime, almeno questo è l’obiettivo fissato. Oltre al personale diretto, il progetto interesserà un indotto stimato entro le 400 persone, considerando fornitori e partner coinvolti nella catena di produzione e distribuzione.

L’avvio della produzione è previsto per novembre, con poche centinaia di veicoli prodotti nei primi mesi. L’idea è di crescere gradualmente, arrivando a 2.000 unità nel corso del primo anno di attività. Nel medio termine, quindi entro il quarto anno, il piano prevede un aumento fino a 5.000 vetture annuali, consolidando così un’attività produttiva capace di offrire nuove opportunità occupazionali e di presenza industriale concreta nel clima attuale del mercato.

Umberto Palermo stesso ha dichiarato di essere consapevole che il progetto “non potrà risolvere da solo la crisi occupazionale ma intende costituire un segnale concreto di ripresa”, specialmente in una realtà come quella torinese, dove l’automotive ha rappresentato per decenni un punto fermo della vita economica e sociale.

Il rilancio industriale tra rigenerazione dello stabilimento e innovazione elettrica

La scelta di puntare su un impianto precedentemente abbandonato conferma una strategia che unisce rigenerazione fisica e rilancio produttivo. Il lavoro di recupero della fabbrica ex Blutec ha permesso di restituire un asset industriale utile alla produzione, invece di lasciare l’area in stato di degrado come era accaduto negli anni passati.

Il focus sulla mobilità elettrica riflette poi un cambiamento tecnologico che interessa il mondo dell’auto, in particolare i veicoli destinati all’uso cittadino. Il progetto di Mole Urbana si inserisce in questo contesto, puntando a produrre modelli elettrici specifici per le esigenze urbane con autonomia, dimensioni e funzionalità pensate per la quotidianità.

Questa scelta ha rilanciato anche il valore del made in Italy legato alla produzione industriale, mantenendo così una filiera nazionale e valorizzando competenze tecnico-produttive italiane. Il connubio fra Piemonte e Marche rappresenta un esempio concreto di collaborazione fra regioni italiane nell’ambito di un progetto industriale sostenuto dallo Stato e da imprenditori privati.

Il 2025 vedrà quindi aprirsi una nuova pagina per lo stabilimento di Orbassano che, attraverso un investimento mirato e un piano produttivo chiaro, contribuirà a riportare attività economica significativa nell’area, con un occhio rivolto all’innovazione e al recupero industriale.