Giornata mondiale senza auto 2025: cosa ci dicono le auto e le mosse europee contro l’inquinamento

di Ivan Rossi

Giornata senza auto 2025: l’Europa contro l’inquinamento urbano. - Ilvaporetto.com

La giornata mondiale senza auto torna ogni anno per farci pensare a quanto le automobili influenzino la nostra vita e l’ambiente. È un’occasione per mettere in luce il sovraffollamento di veicoli nelle città e le difficoltà che ne derivano nella gestione del traffico. Nato negli anni ’70 come risposta alle crisi energetiche, oggi questo appuntamento ci spinge a rivedere come ci muoviamo e quanto pesano gli spostamenti privati sul Pianeta.

Auto sempre di più, la sfida per cambiare il modo di muoversi

Il numero delle auto in circolazione resta enorme in tutto il mondo. Nel 2024 si stimavano circa 1,45 miliardi di veicoli su strada, per lo più a benzina o gasolio. Non è solo un problema di ingombro sulle strade: il vero nodo sono le emissioni che questi mezzi producono.

Guardando al 2035, si parla di un possibile aumento fino a 2 miliardi di automobili. Un dato che mette sotto pressione le politiche per ridurre l’impatto ambientale dei trasporti. L’Unione Europea, con il Green Deal, punta a fermare la vendita di motori inquinanti entro quella data. Ma non tutti sono d’accordo. Mario Draghi, per esempio, ha detto chiaramente che “un mercato fatto solo di auto elettriche entro il 2035 è poco realistico.”

Questo fa capire quanto sia complicata la strada verso soluzioni più sostenibili. Il fatto che per molti anni ancora circoleranno motori a combustione spinge a pensare a un percorso più graduale e variegato rispetto agli obiettivi iniziali del Green Deal.

Da dove nasce la giornata senza auto e cosa si fa in Europa

La giornata mondiale senza auto nasce negli anni ’70, in piena crisi petrolifera, quando si dovettero prendere misure drastiche per risparmiare carburante. Nel 1973, in Islanda, per esempio, i veicoli furono vietati per diversi giorni. Quella esperienza è diventata un modello seguito da altri Paesi europei.

L’Italia è stata tra le prime a sperimentare le giornate a targhe alterne, per limitare il traffico e spingere verso mezzi alternativi. Queste giornate ecologiche sono diventate un appuntamento fisso per molte amministrazioni locali, impegnate a migliorare la qualità dell’aria. Nel 1994, la Commissione Europea ha ufficialmente lanciato la campagna “In città senza l’auto”, riconoscendo l’importanza di ridurre gli spostamenti in auto nelle aree urbane.

Negli ultimi anni sempre più città si sono unite all’iniziativa. Solo nel 2024, 71 città italiane hanno organizzato eventi legati a questa giornata. Si va da manifestazioni sportive a passeggiate di gruppo fino a incontri pubblici, tutti pensati per sensibilizzare sul tema della mobilità sostenibile. Un momento per provare a vivere la città senza il caos e l’ingombro del traffico.

Come va la giornata senza auto in Italia e cosa ci aspetta

Il coinvolgimento dei comuni italiani dimostra quanto stia crescendo l’attenzione verso l’ambiente e la qualità della vita urbana. Non si tratta solo di bloccare le auto per qualche ora: si organizzano attività con scuole e associazioni sportive, creando momenti di socialità che aiutano a diffondere una nuova idea di mobilità.

Questi eventi insegnano a capire i vantaggi di una città senza gas di scarico: meno rumore, meno rischi per chi cammina o va in bici. I risultati mostrano che la giornata senza auto non è un gesto simbolico, ma può diventare la base per politiche più ambiziose sulla sostenibilità urbana.

In alcune città italiane si pensa già a limitazioni temporanee più frequenti, soprattutto nei centri delle grandi metropoli. La sfida resta però enorme: togliere l’auto privata è complicato, sia per abitudini radicate che per il numero ancora molto alto di veicoli in circolazione.

Le discussioni in Europa sul fermo dei motori a combustione e sulla diffusione delle auto elettriche sono ancora accese. La giornata mondiale senza auto resta un momento importante per chiedere e spiegare questo cambiamento. Un’occasione collettiva per spingere verso una gestione diversa degli spostamenti, con l’obiettivo di rendere le città più pulite e vivibili.