Factory Fest 2025: la nuova festa delle arti performative tra Umbria e Valnerina dal 2 al 12 ottobre

di Chiara Moretti

Factory Fest 2025, dieci giorni di arti performative tra Umbria e Valnerina. - Ilvaporetto.com

La rassegna umbra dedicata alle arti performative si rinnova profondamente, cambiando nome e coinvolgendo diversi comuni per una celebrazione ampia e diffusa delle nuove forme artistiche. factory fest si svolgerà tra ottobre 2025 e proporrà eventi originali in spazi non convenzionali, con una particolare attenzione alle sperimentazioni e al rapporto con il territorio.

Radici storiche e nuovi territori: l’evoluzione del festival umbria factory

L’appuntamento umbro con la scena delle arti performative muta pelle diventando factory fest dopo anni come umbria factory festival. Il cambio di nome corrisponde a un ampliamento dell’orizzonte e dell’identità. L’obiettivo del nuovo format è costruire, nell’arco di tre anni, nuove ritualità e nuove modalità di incontro e condivisione attorno agli eventi artistici.

La kermesse si svolgerà dal 2 al 12 ottobre 2025 nei comuni di spoleto, foligno, cannara, sant’anatolia di narco, spello e bevagna. Questa articolazione distribuita su diversi centri rappresenta lo sforzo di radicare l’evento nel territorio seguendo antiche vie di comunicazione, a partire dalla storica via flaminia. La scelta di percorsi tra valnerina e valle del menotre rimanda all’intento di coinvolgere culture locali e diversi pubblici, oltre a offrire agli artisti scenari spesso poco frequentati dagli eventi performativi.

La rassegna è organizzata dalla cooperativa ge.ci.te., in cooperazione con la compagnia la mama umbria international, realtà con esperienza consolidata nelle arti performative.

Un programma intenso tra nuove produzioni e lingue performative innovative

L’edizione 2025 si presenta con una forte impronta contemporanea: il festival alterna 15 nuove produzioni, di cui 6 inedite, a 44 repliche di spettacoli di 24 formazioni artistiche sia italiane che internazionali. La varietà degli approcci e dei linguaggi scelti mira a offrire percorsi originali e spesso sorprendenti nel campo della ricerca teatrale e performativa.

I direttori artistici Emiliano Pergolari ed Elisabetta Pergolari, insieme ad Adriana Garbagnati, hanno sottolineato come il concept dell’edizione ruoti intorno al processo di creazione inteso sia come opera compiuta sia come momento di svelamento della sua costruzione. In questo senso il festival tenta di far emergere il gesto creativo in tutte le sue sfaccettature.

Il claim #neverstopdancing sintetizza il carattere dinamico e in divenire della manifestazione, che guarda alla danza e ai movimenti della scena contemporanea come simbolo di continuità e sperimentazione.

Tre direttrici fondamentali: spazi, tecnologia e comunità

La rassegna si articola in tre sezioni che ne definiscono l’impostazione. La prima riguarda i “progetti site specific”, spettacoli pensati e realizzati in luoghi non tradizionali per la rappresentazione scenica. Questi eventi mirano a stabilire legami nuovi con il pubblico e le comunità locali, creando esperienze che fondono contenuto artistico e ambiente circostante.

La seconda direttrice, “nuove forme del 2050”, raccoglie lavori di artisti e compagnie impegnati in sperimentazioni che coinvolgono linguaggi innovativi e tecnologie avanzate. Questi progetti rompono schemi stabiliti, esplorando tematiche attuali con strumenti espressivi originali, offrendo una visione delle arti performative verso il futuro.

Infine, la terza linea programmatica, chiamata “la comunità aperta”, vuole coltivare un dialogo tra arti, territorio e società civile. In particolare, questa sezione presta attenzione a temi legati all’accessibilità e all’inclusione, sviluppando anche attività rivolte all’infanzia. L’intenzione è coinvolgere il pubblico in modo diffuso, abbattendo barriere e integrando il festival nella vita quotidiana delle persone.

Uno sguardo sul futuro delle arti performative in Umbria

factory fest 2025 si configura come un tentativo di ripensare il modo in cui le arti performative si aprono al territorio e alla società. Attraverso un mélange di teatri tradizionali e spazi inconsueti, di proposte consolidate e progetti nuovi, la manifestazione mira a generare scambi e costruire rinnovati momenti di incontro.

La scelta di diversi comuni, la vicinanza alla via flaminia, la presenza di produzioni inedite e una direzione artistica focalizzata sul processo creativo, disegnano un festival radicato e innovativo al tempo stesso. La presenza internazionale accresce il valore culturale della rassegna, che punta a lasciare un segno tra le iniziative culturali dell’autunno umbro.

In attesa dell’inizio delle performance, l’attenzione resta puntata sulla qualità delle proposte e sull’effetto che la nuova edizione saprà generare sul pubblico e sulle comunità coinvolte, offrendo un’esperienza di arte in cui la sperimentazione dialoga con l’ambiente e la società.