A Napoli la prima edizione di “Le Regine, le Dimenticate, le Ribelli e le Altre” celebra donne protagoniste della storia

di Andrea Presto

Napoli celebra le donne protagoniste della storia con la prima edizione di "Le Regine, le Dimenticate, - Ilvaporetto.com

Dal 5 al 17 settembre 2025, Napoli ospita la prima edizione della rassegna “Le Regine, le Dimenticate, le Ribelli e le Altre”. L’evento racconta la vita di donne che hanno segnato la società e la cultura partenopea, spesso però ignorate o messe in secondo piano nella storia ufficiale. Artiste, scienziate, donne di potere e attiviste si alternano in un programma fitto di incontri, documentari e dibattiti.

Il calendario della rassegna nel progetto “Napoli 2500”

La rassegna fa parte di “Napoli 2500”, il grande progetto del Comune per celebrare il compleanno della città. Si parte al Teatro Teder con un omaggio a Lina Mangiacapre, artista e regista che negli anni Settanta ha dato vita al collettivo femminista delle Nemesiache. Qui viene presentato il documentario di Nadia Pizzuti che racconta la sua storia artistica e politica.
Il programma prosegue con un tributo a Maria Teresa De Filippis, napoletana e prima donna pilota in Formula 1, e con un incontro nella Chiesa di Porto Salvo dedicato a Vittoria Titomanlio e Maria De Unterrichter, due figure chiave della Costituente napoletana e protagoniste nella costruzione della Repubblica italiana.
Nel secondo giorno si parla di Letizia De Martino, prima donna magistrato a Napoli nel 1963, e di Maria Bakunin, scienziata di origini russe, figlia del filosofo anarchico, protagonista di una vita segnata da sfide e impegno intellettuale.

Donne che hanno rotto gli schemi

Tra le protagoniste spiccano volti noti e altri meno, ma tutti con storie forti. C’è Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina consorte di Ferdinando IV di Borbone, chiamata “la Regina, la Ribelle” per il suo ruolo indipendente e controverso nella storia napoletana. E poi Eleonora Pimentel Fonseca, poetessa e rivoluzionaria della Repubblica partenopea, voce di dissenso politico e culturale.
L’omaggio arriva anche a donne meno conosciute ma importanti per la società, come Pegah Moshir Pour, scrittrice e attivista iraniana cresciuta in Italia, impegnata nelle battaglie civili per i diritti delle donne, e Santa Giovanna Antida Thouret, religiosa francese che nel XIX secolo ha portato a Napoli un nuovo modello di istruzione femminile.
Il filo che unisce queste donne è la voglia di superare limiti imposti, cambiare ruoli e aprire nuovi spazi per le donne nella storia e nella società.

Dare voce a chi la storia ha dimenticato

Donne come Lina Mangiacapre o Maria Bakunin hanno dato molto alla cultura e alla scienza, ma sono spesso rimaste ai margini della storia ufficiale. La rassegna mostra quanto la storia delle donne vada oltre i soliti cliché di mogli di re o figure simboliche in secondo piano. Molte hanno aperto strade nuove, nell’arte, nella legge, nella politica.
Basta pensare a Letizia De Martino, pioniera in magistratura in un’epoca in cui le donne in quei ruoli erano pochissime. I filmati, gli incontri e i dibattiti raccontano vite che meritano attenzione, per capire le sfide affrontate e il vero contributo di queste donne.
L’evento invita anche a riflettere sul ruolo di attiviste come Pegah Moshir Pour, che con la scrittura e l’impegno civile continuano a tenere alta l’attenzione su temi di genere e diritti civili.

Luoghi simbolo di Napoli diventano teatri di memoria femminile

Il Teatro Teder e la Chiesa di Porto Salvo ospitano parte delle iniziative, un segnale forte che unisce memoria storica e vita pubblica. Il documentario su Lina Mangiacapre è stato proiettato al Teatro Teder, da tempo punto di riferimento per arte contemporanea e impegno sociale.
Gli incontri dedicati a Vittoria Titomanlio e Maria De Unterrichter nella Chiesa di Porto Salvo sottolineano il legame tra storia politica e religiosa, e mettono in luce il ruolo delle donne nella nascita dello stato italiano.
La scelta di questi spazi risponde al bisogno di far emergere, con modalità diverse, il patrimonio culturale femminile spesso nascosto. Gli eventi sono occasioni per incontrare studiosi e pubblico, ma anche per ritrovare un’identità femminile legata alla città.
In sostanza, la rassegna invita a scoprire storie di donne spesso trascurate, restituendo a queste protagoniste il posto che meritano nel complesso mosaico storico e culturale di Napoli.