Aleksandr Sokurov ricorda Tonino Guerra con un legame profondo in occasione del premio e del festival in Italia

di Andrea Presto

Aleksandr Sokurov ricorda Tonino Guerra al festival italiano. - Ilvaporetto.com

Il regista russo Aleksandr Sokurov ha espresso il suo affetto per Tonino Guerra in occasione del Premio a lui dedicato, che si svolge in Italia tra novembre e dicembre 2025. Il riconoscimento celebra lo sceneggiatore e artista italiano, mettendo in luce la sua opera attraverso un festival che ne valorizza la poetica e il rapporto con il territorio. Sokurov, da tempo vicino a Guerra, ha ricordato l’intensità del legame umano e artistico che li univa.

Il rapporto personale di Sokurov con Tonino Guerra

Aleksandr Sokurov ha definito Tonino Guerra come una figura familiare, sottolineando il senso di vicinanza e affetto che lo ha accompagnato fin dal primo incontro, quando il regista era ancora giovane. L’empatia tra i due ha dato origine a un rapporto particolare, che Sokurov considera espressione della vitalità dell’arte di Guerra. Questa esperienza ha spinto il regista a partecipare con impegno alle iniziative dedicate al maestro italiano.

L’ultimo film di Sokurov, “Director’s Diary”, presentato all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, indaga dimensioni esistenziali e creative. In quei giorni, al Padiglione Italiano di Venezia, il regista ha ricordato Tonino Guerra, evidenziando come la loro amicizia abbia influenzato la sua visione del lavoro artistico.

Il Premio Tonino Guerra e il festival “I Luoghi Dell’Anima”

Il Premio Tonino Guerra, presieduto da Laura Delli Colli, è stato istituito dal Museo Centro Studi Tonino Guerra sotto la guida di Andrea Guerra e del direttivo. Il riconoscimento si svolge in un contesto che unisce cinema e cultura locale, mettendo in risalto la poetica dell’artista. La sesta edizione del festival “I Luoghi dell’anima” si terrà dal 10 al 14 dicembre 2025 tra Sant’Arcangelo, Rimini e Pennabilli, luoghi che mantengono un forte legame con Tonino Guerra.

Il tema centrale di quest’anno è la riscoperta dei diari personali di Guerra, una raccolta di circa 400 quaderni ora digitalizzati. Questi contengono appunti, schizzi, riflessioni e disegni che offrono uno sguardo approfondito sul suo processo creativo. Il manifesto del festival riproduce un disegno di Guerra che lo ritrae in partenza per Mosca con una gabbia simbolica, a rappresentare il modo intimo in cui custodiva i ricordi e la memoria dei suoi amici.

Il valore artistico dei diari di Guerra Secondo Sokurov

Sokurov ha sottolineato l’importanza dei diari di Tonino Guerra come fonte essenziale per comprendere il percorso artistico dell’autore. Ha spiegato che quei quaderni non raccolgono semplici annotazioni, ma contengono la tensione creativa che si traduce nelle opere successive. Per il regista, il diario è un luogo dove si fissa l’ispirazione, un laboratorio in cui si costruisce la visione artistica giorno dopo giorno.

Nel suo film “Director’s Diary”, Sokurov approfondisce proprio questo rapporto tra vita e scrittura, lavorando sull’idea del diario come strumento per esplorare l’interiorità dell’artista. Durante la presentazione a Venezia, ha raccontato di aver “toccato la mano di Tonino Guerra” ascoltando le parole del figlio dello sceneggiatore, trovando nuovi spunti per interpretare la figura di Guerra come un artista in continua evoluzione, ma anche come un uomo che ha mantenuto un rapporto autentico con il proprio lavoro.

La celebrazione artistica tra Italia e Russia

La partecipazione di Aleksandr Sokurov al Premio Tonino Guerra rafforza il legame tra l’arte italiana e la cinematografia internazionale. Il regista russo, noto per indagare la natura umana e il processo creativo, rende omaggio all’eredità di Guerra con la sua presenza agli eventi di novembre e dicembre, che si svolgeranno a Sant’Arcangelo, Rimini e Pennabilli.

Questo riconoscimento si inserisce in un percorso che valorizza la figura di Guerra oltre i confini nazionali, evidenziando il ruolo che ha avuto nel connettere cinema e poesia. La riscoperta dei diari digitalizzati e la loro esposizione nel festival stimolano una riflessione sul rapporto tra memoria e creazione artistica, tema che continua a interessare nuove generazioni di artisti e studiosi italiani e stranieri.