Alexander Payne presidente della giuria internazionale al Festival Di Venezia 2025: uno sguardo fresco sul cinema contemporaneo
Alexander Payne guida la giuria internazionale del Concorso Venezia 82, portando un approccio nuovo nella valutazione dei film in concorso. La sua presidenza si distingue per la volontà di considerare ogni opera come un’esperienza quasi unica, sottolineando l’importanza di osservare i film come se fosse la prima volta. I riflettori sono puntati sul cambiamento profondo del modo in cui si guarda cinema oggi e sulle difficoltà di distribuzione delle pellicole politicamente rilevanti.
Alexander Payne e la giuria principale di Venezia 82
Alexander Payne è stato scelto come presidente della giuria internazionale del Concorso principale della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà dal 27 agosto al 6 settembre 2025. Payne, regista e sceneggiatore noto a livello mondiale, ha indicato di voler affrontare il suo ruolo con uno spirito d’innocenza e scoperta. Ha invitato a guardare i film come se fossero “piccoli miracoli”, ricordando che, seppure professionisti del cinema, bisognerebbe mantenere la curiosità e l’attenzione di chi non ha mai visto un film.
La giuria da lui presieduta è formata da registi e attrici internazionali con esperienze diverse: Stéphane Brizé, Maura Delpero, Cristian Mungiu, Mohammad Rasoulof, assieme alle attrici Fernanda Torres e Zhao Tao. Questa composizione affianca il punto di vista di cineasti con quello di interpreti, fornendo una pluralità di sguardi alla selezione dei film. L’obiettivo della giuria è valutare non solo la tecnica e la regia, ma anche il significato culturale e la capacità dei film di lasciare una traccia nel tempo che viviamo.
Le altre giurie ufficiali e il confronto sui criteri di valutazione
Accanto alla giuria principale, la Mostra del Cinema di Venezia 2025 ha indicato i presidenti delle altre sezioni: Julie Ducourneau per Orizzonti, Charlotte Wells per Venezia Opera Prima e Tommaso Santambrogio per Venezia Classici. Queste figure si occupano di valutare rispettivamente le opere più sperimentali e innovative, i film d’esordio e le recuperazioni di capolavori cinematografici.
Ducourneau ha sottolineato l’importanza di lasciarsi sorprendere dai film, di accogliere nuove visioni del mondo senza pregiudizi. Wells, citando Orson Welles, ha parlato della libertà degli artisti agli inizi della loro carriera, liberi dal peso delle aspettative e capaci di rischiare. Questo pensiero si riflette nella volontà di giudicare i film con mente aperta, accogliendo la freschezza e la spontaneità del cinema emergente. Nel complesso, le giurie incarnano diverse sfumature di attenzione: dalla novità alla tradizione, dal valore artistico alla capacità di intercettare i cambiamenti sociali.
Il ruolo del cinema nella società: le riflessioni di Payne
Durante la conferenza stampa al Lido, Alexander Payne ha evitato dibattiti diretti sull’impatto del cinema sui grandi temi politici globali, concentrandosi invece su un punto spesso trascurato: chi guarda i film e in che modo. Ha evidenziato che gran parte della fruizione avviene oggi da soli, sullo schermo di un dispositivo portatile. Nonostante anche lui a volte guardi film così, preferisce la sala cinematografica, definita come una “cattedrale” che permette di vivere un’esperienza collettiva e completa.
Payne ha ammesso di avere dubbi sul fatto che un singolo film possa cambiare profondamente la società o la cultura. Tuttavia, ha difeso l’importanza di lasciarne una traccia, soprattutto quando le tematiche affrontate sono legate al tempo presente. Ha posto l’attenzione sulla difficoltà che i film politici e socialmente rilevanti incontrano nel raggiungere il pubblico a causa della mancanza di una distribuzione adeguata. Questi problemi limitano l’impatto potenziale delle opere più significative e riducono la conversazione culturale attorno a queste tematiche.
Un festival che valorizza la pluralità e l’apertura del cinema contemporaneo
La Mostra di Venezia 2025 si presenta come uno spazio in cui le controversie attorno all’arte e alla società si confrontano attraverso la scelta dei film e l’approccio critico delle giurie. La presenza di registi e attrici da diverse parti del mondo e con sensibilità varie garantisce un’esplorazione ampia del cinema contemporaneo. La direzione artistica riflette anche sulle modalità di fruizione e sulle trasformazioni che la tecnologia ha portato, lasciando aperta la riflessione sui modi con cui il cinema può conservare la sua rilevanza.
In questo contesto, l’atteggiamento indicato da Payne e dagli altri presidenti di giuria punta sulla spontaneità, sulla libertà dai preconcetti e sull’accoglienza di ogni film come un’occasione nuova di scoperta. Il festival si propone di stimolare una conversazione ampia e inclusiva, che tenga conto tanto della qualità artistica quanto del ruolo sociale delle opere presentate.
