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Antonio e la Tourette raccontata agli studenti: “Amate la vostra diversità”

Antonio Laudadio, il satiro danzante, giovane gravemente affetto dalla sindrome di Tourette e fondatore dell’ Associazione “Gilles de la Tourette”, ha intrapreso un tour per le scuole dell’Agro Aversano.

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Gli sguardi della gente e la rabbia di sentirsi continuamente al centro dell’attenzione per quello che la sindrome lo costringe a mostrare. Si chiama Antonio Laudadio, è di Teverola, uno di quei paesi incastonati nell’infinita distesa di cemento della provincia di Caserta.

Convive da anni con quella sindrome che lo ha spesso costretto a stare al centro dell’attenzione. I suoi “rituali” non lo rendono affatto anonimo. Se condividi uno spazio con lui, se gli passeggi accanto inevitabilmente lo noti, ci fai caso e sei tentato di restare ad osservarlo a lungo.

Ha sofferto molto per questo. Durante gli anni di scuola non sono mancate le stupide affermazioni di chi ha cercato di trasformarlo in un fenomeno da baraccone. Più della Tourette, la sindrome con la quale convive – come ha raccontato nell’intervista che ci ha rilasciato –  lo ha sempre infastidito lo sguardo di occhi maleducati ed indiscreti  e i sorrisi di chi, nel guardarlo, non è riuscito a comprenderne il disagio.

Oggi la sua è una storia di particolare riscatto. Convive ancora con la sua sindrome, ma col tempo ha imparato a valorizzare la sua diversità, a prestare attenzione agli aspetti positivi che, anche se a fatica, continuano a fiorire in un terreno disseminato di ostacoli e difficoltà.

La sua particolare storia sta per prendere forma tra le pagine di un libro. In attesa della pubblicazione, però, oggi diventa protagonista degli incontri che Antonio sta realizzando con le scuole del territorio.

Tra gli spasmi procurati dalla sua sindrome e mostrati ormai senza vergogna, ha già invitato gli studenti del Liceo Classico “D. Cirillo” di Aversa a non temere la diversità “perché l’identità di ciascuno deriva già dal fatto di essere naturalmente diversi l’uno dall’altro”.

Tra i banchi di scuola, a decine di ragazzi incuriositi ed interessati, Antonio continuerà a donare messaggi di speranza e lo farà non soltanto con le parole, ma con quanto di più efficace esista per insegnare qualcosa: la sua stessa vita e l’evidenza di lotta che, ogni giorno, è destinato a combattere.

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