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Arrestati due utenti della Caritas di Aversa | Quando la nazionalità diventa un’aggravante

Due incursioni delle forze dell'ordine nella mensa della Caritas di Aversa: prima gli agenti in borghese della DIA e, poco dopo, il reparto operativo dei Carabinieri. Numerose testate giornalistiche continuano a condividere la notizia facendo riferimento esclusivamente ad un unico arresto: quando la nazionalità diventa (inconsciamente) un'aggravante...

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NAPOLI, 4 OTTOBRE – Nella giornata di ieri due incursioni da parte delle forze dell’ordine hanno avuto luogo nei locali della Caritas di Aversa, nel corso del consueto servizio mensa. La prima condotta da agenti in borghese della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) per eseguire l’arresto di un uomo italiano; la seconda, avvenuta successivamente, ad opera del reparto operativo dei Carabinieri per perquisire la struttura e procedere all’arresto di un uomo pakistano. Due criminali. Due reati completamente diversi, ma ugualmente terribili. Nel primo caso si ipotizza, per ovvie ragioni, un reato legato alla criminalità organizzata. Nel secondo, invece, quello di violenza sessuale a danno di due minori.

Si potrebbe disquisire a lungo sulle due vicende, esternare opinioni e dubbi a proposito, contribuendo così ad arricchire il dibattito pubblico. Certamente fuori discussione, invece, è la completa fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura perché, sempre più nei nostri territori, si possa ancora continuare a lavorare per la sicurezza e la lotta alla criminalità. Ma nell’Italia delle notizie last minute, delle fake news create ad arte, dei titoli “strappa-clic” ideati per aumentare visualizzazioni e guadagni, questa vicenda rischia di assumere ancora una volta le sembianze della lotta allo straniero che, giunto nel nostro Paese, finisce per delinquere e “peggiorare la situazione già critica”, con l’immancabile attacco, poi, a tutte quelle associazioni e organizzazioni di volontariato che si occupano di accoglienza e servizi per i migranti.

Non possiamo, allora, mettere a tacere il disappunto circa la scelta di molte testate locali di porre l’accento solo sull’arresto dell’uomo extracomunitario, probabilmente volte a colpire “la pancia” dei probabili lettori. Questo modo di fare, non può in alcun modo essere considerato un servizio onesto alla verità. Le parole pesano e, pertanto, vanno pesate, poiché è responsabilità di chi le utilizza fare in modo possano raccontare la realtà senza troppi fraintendimenti. Moltissimi sono gli utenti del web che raccolgono informazioni fermandosi ai titoli degli articoli. Altrettanti, inoltre, coloro che attendono occasioni di questo tipo per affermare come un mantra l’orribile principio che recita “prima gli italiani”, spesso accompagnato dal peggiore “rimandiamoli a casa loro”.

Aggiungere questo tipo di legna sul fuoco, non aiuta e non fa bene a nessuno. Per molti giornali la nazionalità sembra essere stata un’aggravante. Ieri, ad Aversa, sono stati ricercati e arresti due uomini. Il primo tra i due, però, perché italiano, non ha fatto notizia. Sul secondo, basterebbe controllare i social per capire come è andata a finire…

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