Artem Dovbyk, tra guerra e crisi di gol: le sfide di un centravanti ucraino alla Roma nel 2025

di Chiara Moretti

Artem Dovbyk alla Roma: sfide e speranze di un centravanti ucraino nel 202 - Ilvaporetto.com

La vita di un calciatore sembra fatta di successi, applausi e riflettori. Ma dietro quella fama spesso ci sono storie complicate. È il caso di Artem Dovbyk, attaccante ucraino della Roma, che porta sulle spalle il peso di un conflitto che non si ferma, nemmeno lontano dal suo Paese. Non basta la dedizione in campo: Dovbyk deve fare i conti con una lunga crisi realizzativa e con una tensione emotiva molto forte.

La Guerra che non lascia mai la mente di Dovbyk

Per Artem Dovbyk, la vita professionale non è mai staccata da quello che accade in Ucraina. Ogni mattina inizia con una telefonata a casa, un gesto ormai diventato routine per assicurarsi che i suoi cari stiano bene, che la guerra non li abbia colpiti. Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista a febbraio, mettendo a nudo quanto la situazione nel suo Paese sia un pensiero costante, pesante, anche a migliaia di chilometri di distanza. Le immagini degli amici persi, le memorie di chi non c’è più, lo accompagnano sempre. Così, anche i suoi successi sportivi sembrano più fragili, meno pieni.

Dovbyk spesso usa i social per far sentire la sua vicinanza agli ucraini che soffrono, condividendo messaggi o foto di persone care scomparse nella guerra. È il suo modo di tenere vivo il ricordo e di mostrare un dolore che non riesce a mettere da parte. Nonostante il prestigio della Roma e la sua carriera, il peso del suo Paese è un ostacolo più grande di qualsiasi sfida calcistica. Lo staff del club conferma la sua professionalità e l’impegno quotidiano negli allenamenti, ma dentro di lui c’è un carico emotivo che pesa sulla serenità.

La crisi di gol: il momento difficile di Dovbyk alla Roma

Negli ultimi mesi, i gol di Dovbyk si sono fatti molto rari. In Serie A ha segnato solo una volta da aprile, contro la Fiorentina, mentre con la nazionale non trova la rete dallo scorso ottobre. L’allenatore Gian Piero Gasperini ha detto chiaramente di voler lavorare con lui su un programma tecnico mirato, fatto di sedute individuali per ritrovare forma e fiducia. Il percorso è iniziato già durante il ritiro a Burton Upon Trent e prosegue a Trigoria, dove Dovbyk resta più a lungo rispetto ai compagni per affinare movimenti e schemi offensivi.

Questa fase complicata si traduce anche in un certo distacco dagli schemi di squadra, che lo rende meno partecipe del gioco collettivo. Il suo fisico imponente richiede tempo per recuperare agilità e velocità, fondamentali in questa fase della stagione. A complicare il quadro ci sono anche questioni di mercato: la Roma ha provato fino all’ultimo giorno utile a cedere Dovbyk, cercando almeno 37 milioni per evitare perdite o magari per un prestito con obbligo di riscatto. Ma niente è andato in porto. Così, il centravanti si ritrova a Roma con poche certezze sul futuro.

Sfortuna e occasioni mancate: la partita contro la Francia racconta tutto

Durante un match internazionale contro la Francia, Dovbyk ha avuto una buona occasione su un cross perfetto di Zinchenko. Ha messo in difficoltà la difesa avversaria e ha sfiorato il gol del pareggio, un gol che avrebbe potuto cambiare il volto della partita. Ma il salvataggio sulla linea di Konaté ha negato la gioia e ha lasciato il risultato sul 2-0 per i francesi.

Quell’episodio dice molto sul momento che sta vivendo Dovbyk: in una stagione così, ogni dettaglio pesa, ogni occasione sbagliata pesa sul morale e sulla carriera. Oltre ai problemi in campo, c’è anche la concorrenza interna: l’irlandese Ferguson sembra aver scalato le gerarchie della Roma. Le prossime settimane saranno decisive. Dovbyk dovrà ritrovare continuità e serenità, nonostante il peso che si porta dentro.