Audiovisivo italiano, un settore che pesa: valore, lavoro e sfide verso Venezia 2025
Il mercato audiovisivo italiano resta un pilastro importante per l’economia e l’occupazione del paese. Nel 2025, il settore ha raggiunto quasi 12 miliardi di euro di fatturato, impiegando oltre 120 mila persone. Questi numeri sono stati presentati durante un incontro all’Italian Pavilion della Mostra del Cinema di Venezia, dove si è parlato del ruolo chiave del cinema e dell’audiovisivo per la cultura e la produzione italiana.
Audiovisivo, una forza economica che non si ferma
Oggi l’industria audiovisiva italiana vale quasi 12 miliardi di euro e coinvolge 124 mila lavoratori. L’Italia si conferma tra i primi cinque produttori in Europa e tra i primi dieci nel mondo. Questo grazie a investimenti importanti: solo per film e serie si spendono fino a 400 milioni l’anno. Questi soldi si traducono in più di 100 mila contratti, sostenendo anche molte piccole produzioni indipendenti.
L’impatto va oltre il settore stesso. Nel campo dell’animazione, ad esempio, ogni euro di denaro pubblico investito ne genera quasi sette di ritorno economico. Questo effetto moltiplicatore aiuta a far crescere il comparto in modo stabile. Inoltre, spostare le produzioni in diverse zone del paese crea un indotto diffuso, coinvolgendo anche aree meno centrali ma in crescita.
Sale piene e pubblico in crescita grazie a Cinema Revolution
Il trend positivo si vede anche nelle sale cinematografiche. Tra il 13 giugno e il 24 agosto 2025, la campagna Cinema Revolution ha fatto salire il numero di spettatori in Italia e in Europa. In quei mesi sono stati 1,3 milioni, con un aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 e addirittura del 17,8% rispetto al 2023.
Questo dato dimostra che il pubblico ha riscoperto interesse per i prodotti italiani ed europei, con presenze oltre il 20% in più rispetto alla media 2017-2019. Non si tratta solo di grandi produzioni: anche le realtà più piccole ne hanno beneficiato, trovando nelle sale una vetrina importante. Il sostegno del Ministero della Cultura, con campagne e fondi dedicati, ha giocato un ruolo decisivo.
I set in Italia e l’effetto positivo sui territori
Nei primi sette mesi del 2025, i set attivi sono stati 144, un numero stabile rispetto allo stesso periodo del 2024. Questi set includono nuove produzioni e lavori in corso, con un aumento dell’occupazione nel settore.
La presenza dei set porta vantaggi concreti alle comunità locali. Il cosiddetto “White Lotus Effect” è un esempio: scegliere Taormina come location per la seconda stagione della serie ha avuto un impatto molto positivo sull’economia della zona. Anche il film indipendente “Vermiglio”, girato in Trentino, ha lasciato un segno importante nelle aree coinvolte durante le riprese. Questi casi mostrano come le produzioni audiovisive siano un vero motore per lo sviluppo economico in diverse regioni.
Fondi europei e le mosse del Ministero Della Cultura
Nel quadro del nuovo bilancio pluriennale europeo, il Ministero della Cultura italiano ha chiesto di mantenere e aumentare i fondi per la cultura. La proposta della Commissione Europea per il periodo 2028-2034 prevede un raddoppio delle risorse per i settori culturali e mediatici, una mossa che potrebbe dare nuova spinta all’audiovisivo nei prossimi anni.
Tra le proposte concrete del Ministero ci sono: un fondo europeo per le coproduzioni, un potenziamento degli strumenti per distribuire film e serie italiane ed europee all’estero, più sostegni per le sale cinematografiche e strumenti migliori per facilitare l’accesso al credito degli operatori culturali. L’obiettivo è rafforzare la posizione italiana e sostenere la diffusione dei prodotti audiovisivi, sia in Italia che oltre confine.
In sostanza, le scelte europee e le strategie nazionali puntano a far crescere e consolidare il mercato audiovisivo, garantendo risorse, posti di lavoro e nuove occasioni per la cultura.
