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Autonomia Differenziata | La Campania prepara il suo dossier: maggiori competenze da strappare allo Stato

Autonomia differenziata, non solo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: sul tavolo della Stefani presentati dossier anche dalla Campania e dal Lazio

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Ormai siamo agli sgoccioli, entro il 15 febbraio il premier Conte dovrebbe siglare l’accordo con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per ratificare la tanto discussa autonomia differenziata, un provvedimento destinato far parlare di sé ancora a lungo, e che garantirà maggiori competenze e maggiore liquidità alle regioni interessate.  E mentre lo scorso anno Lombardia e Veneto spesero la bellezza di 50 milioni di euro per un referendum inutile (a differenza dell’Emilia Romagna, che ha semplicemente applicato il terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione che prevede ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia) le altre Regioni italiane non stanno di certo a guardare: oltre alle richieste ufficiali di Toscana, Marche, Piemonte, Liguria ed Umbria, sul tavolo di Erika Stefani, ministra agli Affari Regionali, sarebbero arrivati anche i dossier di Campania e Lazio.

Più che un’autonomia differenziata si va verso un regionalismo differenziato. Le competenze che la Campania intende tenere per sé e gestirle riguardano la sanità, i beni culturali e paesaggistici e la tutela dell’ambiente. Un po’ poche rispetto alle 23 competenze reclamate rispettivamente dal Veneto e dalla Lombardia e alle 15 dell’Emilia Romagna.  Competenze e (soprattutto) risorse da gestire completamente diverse tra le tre Regioni del Nord e la Campania, ma è pur sempre un inizio…

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