Avviato il restauro dell’Amorino Lubomirski, preziosa scultura di Canova danneggiata durante la Prima Guerra Mondiale

di Roberta Ludovico

Restauro in corso per l’Amorino Lubomirski di Canova, danneggiato in guerra. - Ilvaporetto.com

L’opera in gesso dell’Amorino “Lubomirski”, realizzata da Antonio Canova nel 1785, è oggetto di un intervento di restauro che coinvolge i Musei Civici di Treviso e la Gypsotheca Museo Antonio Canova di Possagno. La scultura, gravemente danneggiata durante il conflitto mondiale e già sottoposta a un primo recupero nel 2013, torna sotto la cura degli esperti per essere conservata e valorizzata. Questo restauro conferma la collaborazione tra le due realtà e mira a mantenere viva la memoria artistica legata a Canova.

La storia e l’importanza artistica dell’Amorino Lubomirski Di Canova

Realizzato nel 1785 dal giovane Canova, il gesso raffigura l’Amorino che rappresenta il principe Henryk Lubomirski. La commissione arrivò dalla principessa Elżbieta Czartoryski Lubomirska, parente e tutrice del principe, che lo volle accompagnare durante il loro viaggio di formazione in Italia, il cosiddetto Grand Tour. Quest’opera è considerata uno dei ritratti allegorici più noti e apprezzati dello scultore trevigiano, tanto che, già nei primi anni, ottenne un grande riscontro nel mondo artistico. L’immagine dell’Amorino unisce figure nobiliari e sensibilità artistica del periodo, rappresentando un momento di legame tra mecenatismo e talento.

Nel corso degli anni, la statua subì danni a causa degli eventi legati alla Prima Guerra Mondiale. La fragile materia del gesso ha reso necessarie diverse azioni di manutenzione, tra cui un primo intervento svolto nel 2013. La Gypsotheca di Possagno ha individuato l’Amorino come un’opera che richiede ulteriori cure per salvaguardarne le caratteristiche estetiche e la struttura originaria.

Il progetto di restauro e la collaborazione tra musei di Treviso e Possagno

Il restauro dell’Amorino Lubomirski nasce da una collaborazione consolidata tra i Musei Civici di Treviso e la Gypsotheca Museo Antonio Canova di Possagno. Le due realtà culturali hanno costruito un rapporto di condivisione che si è tradotto in varie iniziative comuni nel corso degli anni. Un esempio recente è il prestito della Maddalena Giacente, una delle opere più intense di Canova, attualmente esposta a Treviso nella mostra “La Maddalena e la Croce. Amore sublime” fino al 14 settembre.

Questa cooperazione ha permesso di avviare il restauro dell’Amorino con il sostegno economico del Comune di Treviso, che coprirà parte dei costi necessari per l’intervento conservativo. Un impegno pubblico che sostiene la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico legato a Canova, evidenziando la responsabilità condivisa delle istituzioni nei confronti delle opere d’arte.

Il cantiere dei lavori è affidato alla ditta Passarella di Padova, scelta per la sua esperienza nei restauri. Il lavoro sarà seguito scientificamente dalla Gypsotheca e dalla Soprintendenza, per garantire un approccio rigoroso e rispettoso delle qualità originali dell’opera. È prevista la conclusione entro alcuni mesi, con l’obiettivo di riportare l’Amorino al suo aspetto originario e di proteggerlo da ulteriori danni.

Riflessioni Sul Valore della collaborazione culturale tra comunità

Il progetto di restauro è stato accolto con interesse dalle amministrazioni coinvolte. L’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Treviso, Maria Teresa De Gregorio, ha evidenziato come questa intesa rappresenti “un esempio di come la cultura possa unire territori diversi.” Restituire a un’opera come l’Amorino Lubomirski il suo splendore è “un segno di attenzione e tutela del patrimonio artistico che riguarda cittadini e visitatori.”

Anche il sindaco di Possagno, Valerio Favaro, ha sottolineato l’importanza del sostegno da parte di Treviso, confermando come questa collaborazione “rafforzi i legami culturali tra le due città.” Da questa relazione nascono iniziative concrete per migliorare la conservazione delle opere di Canova, valorizzando un patrimonio comune da proteggere.

Moira Mascotto, direttrice della Gypsotheca, ha definito fondamentale la collaborazione tra musei, che apre a nuove possibilità di tutela e valorizzazione. “Condividere progetti consente un più ampio raggio d’azione nella difesa dei beni culturali e favorisce interventi più efficaci.” Questa sinergia dimostra come la cooperazione tra enti culturali aumenti le possibilità di conservare il patrimonio artistico per le generazioni future.