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Benino e’ muorto, Benino sta solo dormendo

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E’ muorto Benino, Benino sta solo dormendo. Sdraiato su un cespuglio d’erba, tra le pecore ed altri pastori intenti nelle loro fatiche quotidiane, Benino il pastore dormiente è nascosto oramai, si fa fatica a vederlo sul presepe dei giorni nostri, si stenta a riconoscerlo. E’ circondato da personaggi a lui sconosciuti, pastori che hanno l’aria di non essere pastori, coi vestiti eleganti, la folta e curata capigliatura. Qualcuno è in calzoncini e maglietta da gioco, qualcun’altra in succinti abiti da sera, occhiali da sole, occhialini, occhiatacce.

Benino nun se’ move. E’ impietrito, ma fusse muorto veramente? Un tempo era l’anima del presepe, da lui tutto partiva e con lui tutto finiva. La leggenda narra che è il suo sonno ad avere generato il presepio stesso, e che mai egli avrebbe dovuto svegliarsi, per paura di distruggere il sogno anche nella realtà. Benino ed il presepe napoletano sono storia di un’arte antica, braccia di un unico corpo e di una cultura oscurata dall’anti-tradizione, dal commercio, dal danaro. Davanti a lui ora torreggiano figure importanti del panorama occidentale, nei banchi di illustri maestri presepiali (che poi sono illustri solo nelle televisioni) capeggiano vip, politici di destra e di sinistra, di oggi e di ieri. Figure e figurelle di cui veramente non sentiamo la necessità di vedere pure sopra al presepe.

E Benino, dove sta? risvegliatelo, pazienza se il sogno finisce. Almeno non saremo più costretti a guardare una antica e gloriosa tradizione deturpata dall’epoca moderna.

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