Bologna celebra Art Blakey con la quindicesima edizione di “La Strada Del Jazz” dal 12 al 14 settembre

di Ivan Rossi

Bologna rende omaggio a Art Blakey con "La Strada Del Jazz" dal 12 al 14 settembre. - Ilvaporetto.com

Torna a BolognaLa Strada del Jazz“, l’appuntamento che ogni anno rende omaggio ai grandi musicisti del jazz con una serie di eventi e concerti dedicati. La manifestazione del 2025 si svolge dal 12 al 14 settembre e vede come protagonista il batterista Art Blakey con una nuova stella in marmo lungo via Orefici, cuore pulsante del jazz cittadino. L’iniziativa coinvolge spazi pubblici e artisti, restituendo al jazz un ruolo centrale nella vita culturale della città.

Inaugurazione e tributi in Via Orefici con il sindaco Lepore

La cerimonia d’apertura della quindicesima edizione si è tenuta il 13 settembre alle 17 in via Orefici. Protagonista è stata la nuova stella in marmo dedicata a Art Blakey, il batterista la cui tecnica ha segnato la storia del jazz moderno. Alla cerimonia ha partecipato il sindaco Matteo Lepore, che ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per mantenere vive le radici musicali di Bologna.

Durante l’inaugurazione, Paolo Alberti, ideatore insieme a Gilberto Mora del progetto, ha dedicato un ricordo affettuoso a tre amici della manifestazione recentemente scomparsi, ovvero Pippo Baudo, Teo Ciavarella e Celso Valli. La loro presenza nel mondo musicale e culturale di Bologna è stata richiamata con emozione, riconoscendo l’impatto che hanno avuto sulla città e sulla musica. Dopo la cerimonia, la piazza Re Enzo si è animata con una sessione di ballo Lindy Hop, accompagnata dalla Bologna Swing Dancers e dalla Street Dixieland Jazz Band, che ha coinvolto il pubblico nel ritmo tipico di quegli anni.

Concerti in Piazza Maggiore e il ritorno delle performance gratuite

La manifestazione prevede quattro concerti gratuiti in Piazza Maggiore: due il 13 settembre alle 18.30 e 21.30, e altri due il 14 settembre alle 16 e alle 18. Le esibizioni sono parte integrante del progetto “La Strada del Jazz“, che mira a portare la musica nei luoghi pubblici e a coinvolgere la popolazione in momenti di cultura accessibile.

Questi concerti restituiscono alla piazza centrale di Bologna atmosfere che si legano alla lunga tradizione jazz cittadina, creando momenti di aggregazione nel centro urbano. Il pubblico può assistere a performance che spaziano tra vari stili del jazz, sempre con una particolare attenzione alla qualità artistica e alla valorizzazione del patrimonio musicale. La scelta degli orari consente di vivere diverse esperienze sonore, dall’aperitivo serale ai pomeriggi più rilassati.

Via Orefici-capararie custode della memoria jazz in città

Il percorso di “La Strada del Jazz” attraversa in particolare via Orefici e via Caprarie, due strade che negli anni hanno ospitato tante stelle in marmo dedicate alle leggende del jazz. Tra le dediche presenti si ricordano Chet Baker, Miles Davis, Lucio Dalla, Ella Fitzgerald, Henghel Gualdi, Duke Ellington, Thelonious Monk, Sarah Vaughan, Dizzy Gillespie e molti altri.

Queste stelle raccontano la storia del jazz a Bologna e la sua importanza per la città, in particolare durante l’epoca aurea del Bologna Jazz Festival, ideato da Alberto Alberti. Ogni stella è un segno che rimanda alla memoria di artisti che hanno influito sull’identità musicale locale. Lungo questo itinerario, la musica si fonde con lo spazio urbano dando forma a un museo a cielo aperto, accessibile a tutti i cittadini e visitatori.

Art Blakey e il contributo alla musica jazz moderna

La stella dedicata in questa edizione celebra Art Blakey, batterista conosciuto per la sua capacità di guidare il ritmo e per l’energia nelle esecuzioni. Blakey è stato uno dei punti di riferimento nella trasformazione del jazz negli anni del dopoguerra, con un approccio espressivo e strumentale che ha influenzato numerose generazioni di musicisti.

La tecnica di Blakey si distingue per la forza del battito e per la capacità di integrare la batteria come vero e proprio strumento solista, capace di dialogare con gli altri musicisti durante l’improvvisazione. Il suo lavoro con la band Jazz Messengers ha lasciato un segno profondo, contribuendo a sviluppare il sound moderno del jazz. La dedica in marmo lungo via Orefici rappresenta un riconoscimento tangibile di questa eredità per Bologna.