Caterina Guzzanti e Federico Vigorito tornano in scena con uno spettacolo sul delicato tema della coppia e delle sue fragilità

di Ivan Rossi

Guzzanti e Vigorito tornano con uno spettacolo sulle fragilità della coppia. - Ilvaporetto.com

Lo spettacolo “Secondo lei” scritto, diretto e interpretato da Caterina Guzzanti insieme a Federico Vigorito, torna in tournée partendo dalla Sala Umberto di Roma. Questo testo teatrale a due si concentra sulle difficoltà e le tensioni di una coppia, con un focus particolare su un argomento ancora poco affrontato dal palcoscenico: l’impotenza maschile, raccontata da una prospettiva femminile. La pièce ha già girato numerose città italiane riscuotendo attenzione e discussioni tra il pubblico.

Un debutto teatrale tra ironia e drammi di coppia

Caterina Guzzanti, nota soprattutto per i suoi ruoli comici in serie televisive come “Boris“, lascia momentaneamente da parte la satira pura per portare in scena un lavoro più profondo ma comunque con tocchi di leggerezza. “Secondo lei” è la sua prima esperienza come autrice e regista di un testo teatrale, un passo deciso verso un teatro più personale. Accanto a lei Federico Vigorito interpreta il ruolo dell’uomo di questa coppia. Le prime repliche hanno dimostrato come il pubblico, abituato a vederla come comica, si trovi sorpreso da un lavoro che combina serietà e ironia con delicatezza.

La scelta di affrontare la storia di una coppia e delle sue tensioni nasce dalla voglia di discutere di qualcosa che spesso resta nascosto dietro silenzi e imbarazzo. Il testo accende i riflettori su quei momenti di crisi in cui le aspettative, le paure e i tabù si intrecciano, impedendo alle persone di comunicare liberamente. Il tema centrale dell’impotenza maschile diventa l’occasione per mostrare la fragilità di entrambi i partner, con un dialogo che mostra empatia e tortuosità di sentimenti.

La rappresentazione dell’impotenza maschile dal punto di vista femminile

Il cuore della storia ruota attorno a un colpo di fulmine tra due persone che si attraggono subito ma che presto devono fare i conti con una difficoltà che travalica l’aspetto fisico. L’uomo non riesce a consumare il rapporto e cerca di rassicurare la compagna, ma ogni tentativo aumenta solo l’insicurezza di entrambi. Caterina racconta come lei abbia scritto anche i pensieri del personaggio maschile, un lavoro delicato che ha richiesto di mettersi nei panni dell’altro ammettendo tutte le difficoltà e i sentimenti nascosti.

Nel racconto si percepisce l’imbarazzo diffuso, la fatica di affrontare temi come la virilità, spesso considerata un parametro irrinunciabile all’interno della relazione. La donna deve anche confrontarsi con una cultura che, secondo la narrazione, la spinge a fingere di non vedere o capire, pur essendo consapevole della situazione. Vengono mostrati i limiti di questi automatismi sociali e personali, il velo dietro cui spesso si nasconde la sofferenza reale.

Questa rappresentazione serve anche per mettere in luce l’incomunicabilità, che si annida tra bisogni, ruoli e aspettative oggi sempre più confuse. Il testo esamina come la figura maschile si trovi spesso in bilico tra il voler mantenere una certa immagine e il dovere di aprirsi a una sensibilità nuova. La donna, nel confronto diretto, può arrivare a esprimersi con frasi molto dure, a volte maschiliste, per poi rendersi conto delle proprie contraddizioni e dei sentimenti che prova.

Riflessioni dal pubblico su relazioni e fragilità nascoste

Il riscontro del pubblico è stato significativo, con molti spettatori che si sono riconosciuti nelle dinamiche mostrate sulla scena. Guzzanti riceve messaggi da donne che vivono simili situazioni di difficoltà da anni. Non si tratta di fare un’attacco agli uomini ma di mostrare come in molte coppie, col tempo, si perde la complicità necessaria per affrontare apertamente la propria fragilità.

La difficoltà di ammettere certe debolezze provoca spesso un isolamento interiore, un mutismo che mina la relazione. La pièce invita allora a riflettere su come si possono superare certi muri comunicativi e sul valore di uno scambio sincero tra partner. Il pubblico, divertito ma al tempo stesso coinvolto, a tratti ride e in altri momenti si ferma a pensare su ciò che vede sul palco.

Il contesto sociale che influenza i ruoli di genere nelle coppie

Caterina Guzzanti dichiara che il problema affrontato nello spettacolo si estende alla situazione più generale del momento attuale in cui uomini e donne vivono una trasformazione complessa. La società chiede ormai agli uomini di riscoprire una parte più emotiva e sensibile, mentre le donne spesso devono confrontarsi con aspettative diverse rispetto al passato. Questo nuovo equilibrio è però fonte di confusione e malintesi.

La riflessione si spinge fino agli spazi digitali, dove le discussioni sui ruoli di genere divampano ma si miscelano anche a forme di maschilismo e patriarcato che ancora persistono. Guzzanti osserva quanta distanza esista tra l’immagine di un progresso sociale e le realtà quotidiane che emergono nello scontro politico e culturale. Lo spettacolo diventa quindi anche uno specchio tangibile di questo scontro tra aspettative, desideri e paure.

Gli spettatori escono dalla sala con molti temi da elaborare, trovando nello spettacolo un’occasione per mettere a fuoco nodi difficili delle relazioni moderne, in una società che spesso crea più confusione che chiarezza sui ruoli di uomini e donne.

“Secondo lei” porterà la sua drammaturgia concreta e curiosa in diverse città italiane, passando dalla Capitale a Forlì, Modena e Luino, offrendo occasioni di confronto e dibattito sulle nostre fragilità personali e di coppia, senza rinunciare a una vena di leggerezza ma mai banale.