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L’oro di Napoli – Il Corsiero del Sole, il vero simbolo di Napoli

Il Corsiero del Sole, il cavallo sfrenato napolitano, la statua leggendaria simbolo millenario di una Napoli che ha perduto la memoria

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Il Corsiero del Sole, il cavallo sfrenato napolitano, la statua leggendaria simbolo millenario di una Napoli che ha perduto la memoria

La conoscete piazza Sisto Riario Sforza? ma certo che la conoscete, si trova sul fianco del Duomo di Napoli e interseca la plateia maggiore della città antica, la famosissima via Tribunali. Ebbene, dovete sapere che in questo luogo ricco di storia e di arte un tempo si ergeva un enorme cavallo di bronzo dalle incredibili proprietà magiche: il Corsiero del Sole.

Prima di raccontare le vicende di questa statua leggendaria, mi preme ricordare che ci troviamo in una area della città antichissima, dove l’attuale via Duomo prendeva il nome di via del Sole, e dove al posto della basilica di Santa Restituta, oggi inglobata nel Duomo, si ergeva il Tempio di Apollo, dio patrio di Neapolis. Le tracce di questo antichissimo Tempio precristiano sono ancora oggi sotto i nostri occhi, stoicamente sopravvissute al cristianesimo e all’indifferenza del mondo, con le sue 13 colonne corinzie a sorreggere l’abside e la navata del Duomo.

Dunque, secondo le antiche leggende, proprio dinanzi al Tempio di Apollo, nell’attuale piazza Sisto Riario Sforza, si ergeva un magnifico cavallo di bronzo che divenne presto il simbolo dell’indomabilità del popolo napoletano, e che si credeva realizzato dal vate Virgilio. Si narra che l’opera equestre fosse capace di guarire i cavalli infermi che gli ronzavano tre volte intorno, attirando di conseguenza le ire e le imprecazioni dei maniscalchi della città.

Secondo alcune testimonianze letterarie pervenute fino ai giorni nostri, il colossale cavallo di bronzo fu fatto fondere nel 1322 dall’arcivescovo Matteo Filomarino, e con il metallo ottenuto fu plasmata la campana maggiore del Duomo di Napoli, la stessa campana che con i suoi poderosi rintocchi ancora oggi richiama i fedeli a messa. Il cavallo fu uno dei più importanti simboli della città partenopea: venne impresso sulle monete in uso in epoca medioevale, fu il simbolo del Sedile di Nilo, lo stemma del Napoli Calcio (prima che l’ironia napoletana lo declassò a ciuccio) ed è ancora oggi presente sull’emblema della città metropolitana di Napoli.

 

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Il simbolo di Napoli nell’atrio della Reggia di Caserta

Il Corsiero del Sole simbolo di Napoli potrebbe rivendicare origini elleniche

Il cavallo napolitano, il Corsiero del Sole, che potrebbe rivendicare origini elleniche, è stato spesso citato per raccontare il trionfale ingresso in città di Corrado di Svevia il quale, di passaggio sotto il simbolo dell’irrequietezza del popolo di Napoli, fece apporre un morso alla bocca del cavallo sfrenato e un’incisione in latino che diceva: “Il Re di Napoli doma questo cavallo e mette le briglie a questi uomini senza freno”.

Nel 1660, in piazza Riario Sforza, laddove un tempo si ergeva il cavallo sfrenato di Napoli, fu eretto l’obelisco di san Gennaro per opera del genio di Fanzago. Il nuovo patrono di Napoli (che con la complicità della Chiesa aveva scalzato proprio il sommo Virgilio) doveva ricevere il giusto tributo, alcuni anni prima aveva sottratto Napoli alle fiamme del Vesuvio.

Erano le 7 del mattino del 16 dicembre 1631, ma questa è un’altra storia

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