Cento ritratti di rifugiati a Venezia sfidano lo sguardo convenzionale in Piazza San Marco
Un’installazione fotografica unica nel suo genere spicca sulle Procuratie Vecchie di Venezia, portando al centro dell’attenzione storie spesso trascurate. Cento grandi ritratti in bianco e nero di rifugiati sono protagonisti dell’opera “Dreams in Transit”, visibile da oggi fino al 7 settembre 2025 in Piazza San Marco. L’iniziativa prende spunto dal progetto Inside Out dell’artista JR e mira a dare nuova visibilità a chi attraversa situazioni di vulnerabilità.
Un’installazione che ribalta la prospettiva dei ritratti tradizionali
L’elemento più sorprendente di “Dreams in Transit” è la scelta degli scatti fotografici: ogni ritratto mostra un rifugiato di spalle, esattamente come l’osservatore si trova di fronte a loro. Questo espediente rompe con la consuetudine dei ritratti frontali e invita chi guarda a immedesimarsi nel momento e nello spazio del soggetto rappresentato. Le immagini di grande formato, che ricoprono l’intera facciata delle Procuratie Vecchie, creano quindi una sorta di dialogo silenzioso tra pubblico e modello.
La collocazione scelta non è casuale. Piazza San Marco rappresenta uno dei luoghi simbolo di Venezia, frequentato ogni giorno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Qui, il contrasto tra l’arte e la maglia urbana con la sua storia millenaria rappresenta un contesto ideale per accendere riflessioni sulle migrazioni e la condizione dei rifugiati.
Questa forma di esposizione incontra l’arte partecipativa di JR, acclamato artista francese che ha portato in oltre 150 Paesi la sua idea di ritratti collettivi capaci di raccontare l’umanità. Progetti simili hanno già toccato Venezia, come “L’Observatoire” nel 2024, che ha trasformato una carrozza storica in un laboratorio d’arte.
The Human Safety Net: dal sostegno concreto al racconto visivo
L’installazione è ospitata dalla Casa di The Human Safety Net, organizzazione attiva nel supporto a persone in condizioni di fragilità. La fondazione, che ha sede proprio nelle Procuratie Vecchie, ha promosso “Dreams in Transit” come parte del suo impegno volto a valorizzare storie di vite fragili attraverso progetti culturali e sociali.
Dal 2017 The Human Safety Net porta avanti il programma “Per i Rifugiati”. Questo progetto lavora per favorire l’inclusione tramite formazione professionale e imprenditoria, collaborando con numerose organizzazioni non governative in sei diversi Paesi. Ha coinvolto più di 13.000 persone, supportando la creazione di oltre 650 attività imprenditoriali e generando più di 1.500 posti di lavoro. I risultati, concreti e misurabili, mostrano come l’integrazione possa passare anche da strumenti che vanno oltre l’assistenza tradizionale.
“Dreams in Transit”, in questo contesto, rappresenta un ulteriore passaggio: trasmettere con l’arte il senso e la dignità delle persone ritratte, sconvolgendo la percezione comune e offrendo una presenza fisica e visiva a chi spesso resta invisibile.
L’evento di lancio e il legame con la biennale d’architettura di Venezia
La presentazione ufficiale dell’opera si è tenuta questa mattina a Venezia. All’evento erano presenti Amandine Lepoutre, presidente di Art for Action, Gabriele Galateri di Genola, presidente di The Human Safety Net, e Emma Ursich, Ceo della fondazione. Tra i partecipanti anche rappresentanti delle Ong coinvolte e alcuni dei rifugiati che compaiono nei ritratti.
L’installazione si inserisce in un progetto più ampio che coinvolge anche la mostra collettiva inaugurata l’8 maggio in occasione della diciannovesima Biennale di Architettura di Venezia. Questa mostra sarà aperta fino al 15 marzo 2026 all’interno degli spazi della Casa di The Human Safety Net.
Il progetto mira a intrecciare riflessioni artistiche, sociali e architettoniche su come gli spazi pubblici possano accogliere e valorizzare storie di mobilità umana e appartenenza.
L’idea è che l’arte contemporanea possa essere strumento di visibilità e partecipazione sociale, mettendo alla prova sguardi e idee consolidate, specialmente in un luogo con l’identità storica e turistica di Piazza San Marco.
Con questa iniziativa Venezia torna a essere palcoscenico di messaggi che oltrepassano confini culturali e nazionali, restituendo centralità a chi attraversa condizioni di vita difficili con sogni e progetti di futuro.
