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Chiesto il pizzo a Porta Capuana, il cantiere si ferma

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andate via, chiudete il cantiere e venite a parlare alla Maddalena. Se non venite vi spariamo uno a uno.

Sarebbero queste le parole pronunciate da mano camorrista e rivolte agli operai impegnati nei lavori di Porta Capuana relativi alla riqualificazione nell’ambito del Grande Progetto Unesco.

Andate via, e così hanno fatto gli operai dell’azienda Spinosa Costruzioni di Isernia, a seguito di ripetute pressioni avvenute nell’arco delle 48 ore da chi chiedeva il pizzo per i lavori che gli operai stavano effettuando.

La notizia è stata lanciata da Paolo Barbuto de Il Mattino. Già un anno fa la camorra aveva tentato di mettere le mani sul cantiere di Porta Capuana, fallendo. E si è rifatta avanti adesso, più prepotente, al punto da convincere l’azienda ad abbandonare i lavori.

Forte è arrivata la denuncia del Presidente della IV Municipalità Giampiero Perrella, già presente sul territorio e che sui propri profili social ha rilasciato una breve dichiarazione: “L’ennesimo e inaccettabile affronto della camorra anche sui lavori Unesco. La risposta deve essere immediata. Quel cantiere va riaperto subito anche con un presidio, se necessario, delle forze di polizia. Sindaco e Assessori riapriamo il cantiere. Io ci sto già stamattina”.

Non è tollerabile che una schiera di criminali si senta padrone delle strade napoletane, non è più tollerabile che la città sia impossibilitata a crescere per mano mafiosa. Quello che sta succedendo a Porta Capuana è l’ennesimo esempio che Napoli non può sopportare più tale situazione. Le medesime che permettono un uomo di sparare in pieno giorno tra la gente e ferire mortalmente una bimba di 4 anni, senza che nessuno possa dire o fare niente quando migliaia di cittadini scendono in piazza per gridare “no alla camorra”.

Purché il grido riecheggi, è necessaria una cassa di grossa portata. Perché la camorra venga sconfitta, sono necessari interventi, subito.

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