Chiusura prolungata del traforo del Monte Bianco per lavori di risanamento della volta e possibili scenari futuri
La galleria del Monte Bianco, collegamento tra Courmayeur e Chamonix, è chiusa dal 1° settembre al 12 dicembre 2025 per un secondo intervento di manutenzione sulla volta interna, la struttura superiore del tunnel lungo 11,6 chilometri, essenziale per la sicurezza e la stabilità della galleria. Prima di completare la ristrutturazione definitiva è prevista questa fase di chiusura, mentre si valutano diverse opzioni per la gestione futura dei cantieri. Lo stop prolungato sta influenzando il traffico locale e le rotte alternative nell’area alpina.
I lavori di risanamento della volta: caratteristiche e tempistiche del secondo cantiere test
Dopo la chiusura totale del traforo nel 2024, durata oltre tre mesi, che ha permesso di intervenire su 328 metri della volta, nel 2025 le operazioni proseguono con un secondo cantiere di prova. Quest’anno i tecnici lavorano su un tratto di 254 metri, con la chiusura completa del tunnel dal 1° settembre al 12 dicembre. L’obiettivo è rimuovere completamente impianti e rivestimenti deteriorati per ricostruire la volta con criteri aggiornati e resistenti, garantendo almeno un secolo di durata.
Riccardo Rigacci, direttore gerente del Geie-Tmb, evidenzia la complessità di questi lavori, che richiedono la demolizione totale del rivestimento esistente per procedere alla nuova realizzazione della volta. Ogni fase prevede l’uso di materiali moderni e metodi aggiornati, pensati per durare nel tempo. Il progetto di risanamento si articola in più fasi, con l’obiettivo di assicurare la sicurezza del tunnel, attraversato mediamente da circa 5.000 veicoli al giorno, di cui la maggior parte mezzi pesanti.
Gli interventi seguono una programmazione che finora ha previsto chiusure trimestrali annuali, ma in futuro potrebbero esserci cambiamenti in base alle valutazioni della commissione intergovernativa italo-francese.
Scenari futuri per le chiusure e strategie di gestione dei lavori sul traforo
La direzione del Geie-Tmb sta valutando diversi piani per proseguire i lavori oltre il 2025. Il modello attuale prevede chiusure distribuite nel tempo, con interruzioni di tre mesi ogni anno fino al completamento del risanamento della volta su quasi metà della lunghezza totale del tunnel. Sono però allo studio opzioni alternative: chiusure totali o parziali di durata medio-lunga potrebbero ridurre i tempi complessivi dei cantieri.
Questi scenari sono al vaglio di una commissione intergovernativa che deve considerare costi, impatti sul traffico e rischi prima di scegliere la soluzione più adatta. Una chiusura totale prolungata potrebbe causare disagi maggiori nel breve periodo, ma abbreviare i tempi di lavoro. Al contrario, le chiusure trimestrali annuali diluiscono i disagi, ma allungano la durata complessiva della manutenzione.
Le decisioni devono tenere conto della complessità della mobilità alpina, con il coordinamento di enti italiani e francesi. Il rischio di deviazioni su strade alternative riguarda sia i mezzi pesanti sia quelli leggeri, soprattutto in presenza di altri cantieri aperti su valichi vicini.
Impatti sulla viabilità transalpina e alternative di traffico durante le chiusure stagionali
La chiusura del traforo è programmata in autunno, periodo di minore traffico, ma gli effetti si avvertono sulle strade della Valle d’Aosta e oltre. Circa il 90% dei mezzi pesanti si sposta verso il Traforo del Frejus, che diventa la principale via consigliata. I veicoli leggeri si distribuiscono tra il Gran San Bernardo, il Frejus e altri valichi alpini, a seconda di origine e destinazione.
La situazione è complicata da altre manutenzioni programmate. Dal 22 settembre 2025 il Colle del Piccolo San Bernardo chiuderà per lavori sulla strada dipartimentale francese. Inoltre, sono previste nove notti di chiusura tra fine agosto e ottobre sul traforo del Gran San Bernardo, per interventi su una galleria in territorio svizzero.
Questa sovrapposizione di cantieri richiede un’attenta organizzazione di deviazioni e percorsi alternativi per evitare il blocco totale della circolazione transalpina e limitare i disagi per cittadini e imprese. Le autorità monitorano la situazione per garantire sicurezza e fluidità, ma con una rete stradale alpina sottoposta a continui lavori, i disagi restano inevitabili.
La manutenzione della volta del traforo del Monte Bianco rappresenta una sfida su più fronti: la complessità tecnica del risanamento, la gestione delle chiusure e l’organizzazione del traffico su diversi valichi alpini italiani e internazionali. Il prolungarsi dei cantieri impone scelte difficili tra interventi rapidi e minori interruzioni di esercizio, con conseguenze sulla mobilità quotidiana.
