Ciccone torna a correre dopo l’incidente

di Ivan Rossi

Ciccone riprende l’allenamento post-incidente. - Ilvaporetto.com

Il corridore Giulio Ciccone si prepara a prendere il via della Vuelta a España, in partenza da Torino il 23 agosto. Dopo un periodo difficile, segnato da un incidente al Giro d’Italia, Ciccone sembra aver ritrovato la forma. Adesso punta sia a vincere qualche tappa sia a conquistare la maglia degli scalatori. Il ciclista della squadra Lidl-Trek racconta come sta, cosa si aspetta dalla corsa e il suo modo di affrontarla.

La stagione di Giulio Ciccone ha subito una brusca battuta d’arresto il 24 maggio, quando durante la tappa del Giro d’Italia con arrivo a Gorizia è caduto, costretto al ritiro. Quel momento ha interrotto una stagione che prometteva bene, ma non ha fermato la sua voglia di tornare competitivo. Ad agosto, Ciccone ha già dimostrato di aver recuperato, vincendo la classica di San Sebastian e una tappa alla Vuelta a Burgos.

Il corridore abruzzese spiega che ora si sente pronto sia fisicamente che mentalmente. Con tanto lavoro è riuscito a tornare al livello di prima senza troppi problemi. Questo gli dà la carica per affrontare la Vuelta nella miglior condizione possibile.

Tra i big degli scalatori, ma non il favorito

Ciccone si mette in mezzo a un gruppo ristretto di circa sette-otto scalatori di alto livello nel ciclismo mondiale. Tuttavia, riconosce che c’è chi è nettamente superiore: su tutti, Tadej Pogacar, che per lui è fuori categoria e difficile da battere. Menziona anche Jonas Vingegaard, molto forte ma un passo indietro rispetto a Pogacar.

Questa è la sua posizione: un corridore da tenere d’occhio, ma non uno dei favoriti assoluti nelle grandi corse a tappe. Ciccone affronta questa realtà con pragmatismo, sapendo che imprevisti come cadute o malattie possono ancora cambiare le carte in tavola.

Obiettivi chiari e un modo tutto suo di correre

Per la Vuelta, Ciccone punta soprattutto a vincere qualche tappa e a prendersi la maglia degli scalatori, un traguardo che ha già raggiunto sia al Giro d’Italia che al Tour de France. Sa che, senza Pogacar in gara, potrebbe anche fare una buona posizione in classifica generale, ma preferisce concentrarsi su ciò che gli riesce meglio.

Il ciclista non nasconde di amare più la gioia di tagliare il traguardo da vincitore che un piazzamento in classifica: “Alzare le braccia è una sensazione diecimila volte più forte rispetto a quella di fare classifica”. Per lui, è l’emozione della singola vittoria che conta più della strategia sul lungo periodo.

Non manca un accenno alle sue celebrazioni, che in passato gli sono costate qualche multa da parte dell’UCI, come quando ha lanciato gli occhiali dopo una vittoria. Ciccone lascia capire che non esclude di farlo di nuovo, se la situazione lo richiederà. Infine, sottolinea l’importanza del legame con altri atleti italiani come Jannik Sinner e Antonio Giovinazzi , con cui condivide motivazioni e esperienze.

Al momento non ci sono dettagli sulle strategie che adotterà durante la corsa o sulle condizioni delle prime tappe, in partenza dalla Reggia di Venaria vicino a Torino.