Cinema italiano in crisi: mentre Venezia splende, i lavoratori restano a secco

di Andrea Presto

Cinema italiano in difficoltà: Venezia brilla, ma i lavoratori soffrono. - Ilvaporetto.com

Nel 2025, mentre Venezia si prepara a ospitare la Mostra del Cinema, richiamo internazionale per registi, attori e produttori, dietro le quinte la situazione è ben diversa. Molti lavoratori del cinema e dell’audiovisivo vivono una crisi profonda. Il movimento #siamoaititolidicoda raccoglie la voce di chi da mesi è senza lavoro, vittima di una drastica riduzione delle produzioni. Un disagio economico e sociale che coinvolge migliaia di famiglie, creando un forte divario tra il glamour del festival e la realtà quotidiana delle maestranze.

#siamoaititolidicoda: “Blocco produttivo senza precedenti”

In occasione della Biennale Cinema di Venezia 2025, il gruppo #siamoaititolidicoda ha rilanciato l’allarme sulla grave crisi che sta investendo l’occupazione e la produzione audiovisiva in Italia. I lavoratori denunciano quasi due anni di fermo, con un’estate — da giugno ad agosto — praticamente senza nuovi progetti. Le produzioni attive si contano sulle dita di una mano: appena 12 titoli, perlopiù serie già in corso, senza che i produttori italiani abbiano lanciato nulla di nuovo.

Questo stop si traduce in un vero e proprio blocco economico, che colpisce operatori, tecnici e tutte le maestranze di set e post-produzione. Le conseguenze si fanno sentire nel tessuto sociale legato al settore: famiglie che improvvisamente si trovano senza reddito e senza prospettive. Il movimento punta il dito contro la Mostra del Cinema, accusata di mostrare solo il lato patinato del cinema italiano, ignorando chi lavora dietro le quinte.

Venezia tra luci e ombre: il festival lontano dalla realtà dei lavoratori

La Mostra del Cinema di Venezia resta un evento di richiamo mondiale, con il suo tappeto rosso e le anteprime che attirano l’attenzione di tutti. Ma nel 2025, oltre all’interesse per le novità artistiche, sono arrivate anche le critiche di chi sta più in basso nella catena produttiva. Il contrasto tra la festa pubblica e il silenzio forzato dietro le quinte è sempre più evidente.

Il movimento denuncia come i nomi più in vista vengano esaltati, mentre il lavoro di chi si occupa del set, della tecnica e delle apparecchiature venga dimenticato. Questo alimenta frustrazione e malcontento tra chi resta escluso dai progetti. La Mostra, pur essendo un’occasione per presentare film e attrarre investimenti, non ha affrontato i problemi reali del settore. Così, il successo mediatico non si traduce in una vera ripresa né in nuovi posti di lavoro.

Produzioni ferme: un campanello d’allarme per il cinema italiano

L’estate 2025 ha portato dati preoccupanti. Da giugno a fine agosto, le produzioni attive in Italia sono state solo una dozzina, quasi tutte serie tv già avviate. La quasi totale assenza di nuovi film o progetti originali segna un blocco che pesa su migliaia di tecnici, operatori e professionisti indispensabili.

Questa scarsità di lavoro sta restringendo il mercato occupazionale, con disoccupazione in aumento e gravi ripercussioni economiche per molte famiglie. Il rischio è che la crisi metta a dura prova la competitività dell’industria audiovisiva italiana, frenando la crescita culturale e creativa. Senza nuove produzioni, il settore si blocca e i lavoratori più esperti potrebbero cercare opportunità all’estero o in altri campi. A rimetterci non sono solo gli addetti di oggi, ma anche il futuro stesso del cinema italiano.

Il movimento #siamoaititolidicoda chiede di riportare l’attenzione sulle condizioni delle maestranze, sperando che il successo della Mostra non oscuri le difficoltà reali. Serve un impegno concreto per rilanciare la produzione e garantire un lavoro stabile a chi tiene in vita il cinema italiano.