Coldiretti propone contratto unico per latte di bufala per garantire qualità e stabilità della mozzarella
La questione della qualità e del prezzo del latte di bufala in Campania torna al centro del dibattito con la proposta di un contratto unico. L’obiettivo è creare una regolamentazione unificata per il latte e la mozzarella di bufala Dop, tutela che fino a oggi si è cercata ma senza raggiungere un accordo complessivo fra tutti i produttori. L’iniziativa mira a proteggere gli allevatori dal calo delle quotazioni e a offrire ai consumatori un prodotto affidabile.
Il contratto unico per il latte bufalino come strumento di tutela della filiera
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha presentato l’idea di un contratto unico al Bufala Fest di Napoli come una risposta concreta alla necessità di stabilizzare il reddito degli allevatori campani. La proposta prevede un prezzo e una scadenza unificati per tutti i produttori del latte di bufala. Questo sistema dovrebbe eliminare le offerte al ribasso, tipiche soprattutto nella grande distribuzione, e difendere l’intero comparto dai rischi economici legati alle oscillazioni di mercato.
La coordinazione di tutti i soggetti coinvolti nel consorzio della Dop è essenziale. Prandini sottolinea quanto sia necessario che ogni allevatore che conferisce latte entro il consorzio ottenga una pari valorizzazione economica. L’accesso a un prezzo dignitoso per ogni azienda consentirebbe di mantenere alta la qualità e di evitare speculazioni. Inoltre, un prezzo comune tutela anche le industrie di trasformazione perché elimina la competizione al ribasso sui costi agricoli, consolidando il settore.
Questo accordo viene definito urgente soprattutto dopo aver registrato un calo della produzione di latte bufalino in Campania nei mesi recenti. Tale riduzione potrebbe alimentare dinamiche di mercato pericolose, con abbassamenti dei prezzi che mettono a rischio la sostenibilità economica degli allevamenti. Anche per questo Coldiretti punta a realizzare l’intesa nel giro di poche settimane o al massimo qualche mese.
Obiettivi della regolamentazione unificata per garantire qualità e trasparenza
L’idea di una mozzarella unificata nasce dall’esigenza di offrire regole precise per attestare la qualità del prodotto finale e tutelare il consumatore da possibili irregolarità. Prandini evidenzia come, nel corso degli anni, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala Dop abbia svolto un lavoro importante, ma a questo punto serve un accordo più ampio che coinvolga tutti i conferitori del latte.
Un sistema condiviso nelle regole e con una base economica equa aiuta a far emergere con chiarezza chi opera rispettando le norme e chi invece rischia di danneggiare la reputazione del prodotto campano. Garantire una qualità certificata diventa lo strumento con cui si difende il mercato e si rafforza la fiducia del pubblico.
Parallelamente, Coldiretti ha annunciato investimenti nella formazione degli allevatori, fondamentale per migliorare la gestione dell’allevamento e la qualità del latte. Il settore ha visto negli ultimi anni una crescita rilevante sia sul mercato interno che all’estero. Mantenere questi successi passa anche attraverso comunicazioni mirate che sottolineino l’autenticità del prodotto italiano e le energie che il comparto mette nella salvaguardia della tradizione.
Impatto del calo della produzione e rischi di frazionamento della filiera
Il calo stagionale della produzione del latte bufalino in Campania ha esposto il settore a rischi concreti come la diminuzione dei prezzi e maggiore vulnerabilità a offerte sotto costo. Questi fenomeni mettono in pericolo sia gli allevatori sia la qualità del prodotto finale. Il contratto unico viene visto come un baluardo per contenere questi squilibri.
Prandini ha evidenziato la necessità di evitare divisioni all’interno della filiera in un momento complesso. “Frizioni interne potrebbero aprire spazi a chi vuole speculare a danno della produzione e del valore della mozzarella di bufala.” L’unità, invece, consente a tutta la filiera di presentarsi più solida e competitiva, anche nel confronto con mercati internazionali.
Il mantenimento di un prezzo stabile e regole comuni rappresenta, quindi, una misura a favore di tutta la catena produttiva, dalla fase di allevamento a quella industriale e distributiva. Solo così si potrà garantire un prodotto riconosciuto e rispettato in Italia e all’estero. La strategia di Coldiretti si iscrive nell’obiettivo di far crescere ulteriormente la mozzarella di bufala, mantenendo intatte la qualità e l’autenticità della denominazione campana.
Il percorso verso un’intesa definitiva appare definito, con la collaborazione anche dell’Associazione Italiana Allevatori. La rapidità nell’arrivare a un accordo sarà fondamentale per superare le difficoltà legate alla produzione e per consolidare il ruolo dell’Italia come leader in uno dei prodotti agroalimentari più noti e apprezzati.
