Commemorazione di Acca Larenzia: saluti romani e polemiche

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Commemorazione Di Acca Larenzi

Commemorazione di Acca Larenzia: saluti romani e polemiche - ilvaporetto.com

Commemorazione della strage di via Acca Larenzia

Il 7 gennaio 1978, a via Acca Larenzia, ex sede del Movimento Sociale Italiano, si è verificata una tragedia che viene commemorata ogni anno. In quell’occasione, persero la vita due esponenti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, durante scontri con le forze dell’ordine. Anche Stefano Recchioni della destra sociale perse la vita in quegli scontri. La commemorazione di questo tragico evento si è ripetuta anche quest’anno davanti ai palazzi del Tuscolano, alla periferia di Roma. La manifestazione, che si è svolta con i saluti romani, è stata diversa da quella ufficiale. Quest’anno, la commemorazione con le istituzioni si è tenuta al mattino, mentre nel pomeriggio si è svolta quella con i saluti romani.

Roberto Saviano e le immagini della commemorazione

Il quotidiano Repubblica ha diffuso le immagini della commemorazione, tra cui un video che è stato subito ripreso da Roberto Saviano. Il noto scrittore ha commentato su Instagram: “Come ormai d’abitudine, la commemorazione della strage di Acca Larenzia diventa l’occasione per una celebrazione neofascista, e non accade solo sotto questo governo di estrema destra, cosa che dovrebbe farci seriamente riflettere sulla maturità delle nostre istituzioni democratiche. Ridicola la parata con procedura militare che irreggimenta le presunte truppe: chiede l’attenti, poi per tre volte ripete ‘per tutti i camerati caduti’ e la risposta in coro è ‘presente’, con l’enfasi del saluto romano. Infine autorizza il ‘riposo’ e scioglie i ranghi. Grotteschi nell’aspirazione di sentirsi per qualche minuto milizia fascista; grotteschi e ridicoli, certo, eppure non meno inquietanti.”

Saviano ha continuato a spiegare: “Vedere che questa messa in scena accade autorizzata, tutelata e agevolata dalle istituzioni, spaventa. Nulla c’entra una parata neofascista con il ricordo delle vittime del terrorismo. Lo stesso paese che procede all’identificazione di chi alla Scala grida ‘viva l’Italia antifascista’, che manganella studenti, che condanna al carcere chi organizza rave party, permette sul suolo pubblico questo tipo di eventi. Tutto in coerente continuità con la trasformazione autoritaria del nostro Paese, dove queste pagliacciate servono a carezzare il pelo delle frange radicali di estrema destra che si sentono sempre snobbate e tradite dai ‘camerati’ che hanno raggiunto poltrone di potere, ma che hanno ancora bisogno dell’appoggio di questi esaltati.”

Reazioni dell’opposizione e dell’ANPI

Diverse personalità dell’opposizione, come Elly Schlein e Carlo Calenda, hanno definito vergognosi i gesti immortalati in foto e video. Anche Nicola Zingaretti, esponente del Partito Democratico e ex presidente della Regione, ha espresso la sua opinione: “Non è in discussione l’umana pietà per i morti e neanche la condanna della violenza politica di ieri e di oggi. Tutta, senza distinzione. Ma il saluto romano, fatto in occasione del ricordo di Acca Larentia, è esso stesso simbolo di morte, violenza e sopraffazione. Per questo dovrebbe essere condannato in primo luogo dalle forze politiche. Tutte. Chi non lo fa è complice.”

L’Associazione Nazionale Partigiani (ANPI) ha condannato quanto accaduto ad Acca Larentia, sottolineando che il fascismo è un crimine. L’ANPI ha ricordato che esistono leggi che puniscono l’apologia del fascismo, come la legge Scelba del 1952 e la legge Mancino del 1993. Tuttavia, c’è un dibattito su come interpretare il saluto romano in relazione alle leggi vigenti. Secondo Marco Pelissero, docente di diritto penale all’Università di Torino, il saluto romano non sarebbe reato in sé, ma potrebbe diventarlo se diventasse un incitamento all’odio e se ci fosse la volontà di riorganizzare il partito fascista.

Conclusioni

La commemorazione della strage di via Acca Larenzia ha suscitato reazioni contrastanti da parte di esponenti politici, intellettuali e associazioni. Mentre alcuni condannano fermamente i gesti neofascisti, altri sollevano dubbi sulle implicazioni legali di tali manifestazioni. Resta aperto il dibattito su come affrontare e prevenire episodi di esaltazione del fascismo, in un contesto in cui la memoria storica e la tutela della democrazia sono al centro delle preoccupazioni di molti.

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