Congelare ovuli: una scelta per il futuro materno

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Congelare ovuli: una scelta per il futuro materno - ilvaporetto.com

Crioconservazione degli ovociti: una scelta sempre più diffusa

La crioconservazione degli ovociti sta diventando sempre più popolare, soprattutto tra le donne famose come le supermodelle Emily Ratajkowski e Bianca Balti. Questa tecnica offre la possibilità di “congelare” la fertilità, consentendo alle donne di posticipare la maternità fino a quando si sentono pronte. Questo approccio, noto come “social egg freezing”, sta guadagnando terreno in Italia, offrendo un’alternativa per coloro che desiderano preservare la propria capacità riproduttiva.

I motivi dietro la scelta

Molte donne considerano la crioconservazione degli ovociti per diversi motivi. Alcune desiderano avere la possibilità di avere figli anche se non trovano il partner giusto con cui condividere la gravidanza. Altre, invece, ritardano la maternità a causa di impegni legati alla formazione, alla carriera e al desiderio di esplorare il mondo. Secondo la dott.ssa Daniela Galliano, ginecologa e direttrice della clinica IVI di Roma, dopo i 35 anni sia il numero che la qualità degli ovociti diminuiscono, e la crioconservazione offre un’opportunità per preservare la fertilità considerando i cambiamenti sociali e le esigenze personali.

Come funziona la crioconservazione

La procedura di crioconservazione degli ovociti coinvolge una stimolazione ormonale seguita da un prelievo degli ovociti, che vengono quindi congelati in azoto liquido a -196°C. Questi ovociti possono essere conservati per anni e utilizzati in seguito per la fecondazione in vitro. Anche se questa procedura comporta un costo, offre alle donne la possibilità di preservare la propria fertilità per il futuro. Inoltre, esistono anche altre opzioni, come la conservazione del tessuto ovarico, che può essere considerata in base alla situazione individuale della donna.

La crioconservazione degli ovociti offre un’opportunità per preservare la fertilità e affrontare l’infertilità futura, tenendo conto dei cambiamenti sociali e delle esigenze personali. Questa tecnica, insieme a progetti come “Il linguaggio della fertilità” e “BabyHeART”, mira a fornire informazioni e supporto alle donne che intraprendono il percorso della maternità.

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