Consumare verdure crocifere ogni giorno potrebbe ridurre del 20% il rischio di cancro al colon, secondo uno studio

di Andrea Presto

Verdure crocifere quotidiane legate a un minor rischio di cancro al colon. - Ilvaporetto.com

Il cancro al colon è tra i tumori più diffusi e mortali a livello globale, con quasi 2 milioni di nuovi casi ogni anno. Tra i fattori che influenzano il rischio di questa malattia, l’alimentazione gioca un ruolo importante. Una ricerca dell’Università della Mongolia ha analizzato l’effetto di alcune verdure crocifere, come broccoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles, sul rischio di cancro al colon, evidenziando un effetto protettivo.

L’importanza delle verdure crocifere nella prevenzione del cancro al colon

Uno studio pubblicato su BMC Gastroenterology indica che consumare tra 20 e 40 grammi al giorno di verdure crocifere può ridurre del 20% il rischio di cancro al colon. La conclusione si basa su una revisione sistematica che ha coinvolto quasi 640mila persone, con quasi 98mila casi di tumore al colon. Questi ortaggi si distinguono per l’alto contenuto di composti benefici.

Tra le sostanze presenti vi sono flavonoidi, fibre, vitamina C e carotenoidi. In particolare, i glucosinolati svolgono un ruolo fondamentale: durante la masticazione si trasformano in isotiocianati bioattivi, che contribuiscono a contrastare la crescita delle cellule tumorali. Anche piccole quantità assunte regolarmente sembrano influire sul rischio oncologico. Questo dato assume rilievo in un contesto in cui il cancro al colon è molto diffuso, sottolineando l’importanza della dieta.

Il ruolo del sulforafano nella lotta contro il tumore

Nel processo di trasformazione dei glucosinolati si forma il sulforafano , una molecola che contribuisce in modo significativo all’effetto antitumorale delle verdure crocifere. È noto per il suo odore caratteristico, ma soprattutto per le sue proprietà biologiche. Il sulforafano ha effetti antiossidanti, aiuta a ridurre l’infiammazione e partecipa alla regolazione dei meccanismi cellulari di detossificazione.

Questi effetti intervengono in diverse fasi dello sviluppo tumorale, limitando la proliferazione delle cellule malate. Sebbene non esista una dose ufficiale raccomandata, studi suggeriscono che un’assunzione giornaliera di 20-40 milligrammi di sulforafano possa mantenere attivi questi meccanismi. I germogli di broccoli, in particolare, contengono elevate concentrazioni di precursori del sulforafano e sono considerati tra le fonti più efficaci, motivo per cui sono spesso consigliati nelle diete preventive.

Il peso del cancro al colon sulla salute pubblica e le strategie alimentari di prevenzione

Ogni anno, circa 1,9 milioni di persone nel mondo ricevono la diagnosi di cancro al colon, che si colloca al terzo posto per incidenza tra i tumori. La malattia causa un numero elevato di decessi, risultando la seconda causa di morte per tumore. Le cause sono molteplici, ma l’alimentazione ha un impatto diretto e misurabile sul rischio.

Inserire regolarmente verdure crocifere nella dieta si configura quindi come una strategia efficace per ridurre la probabilità di sviluppare il tumore. Questo è particolarmente importante per chi ha familiarità con la malattia o presenta fattori di rischio noti. Le evidenze epidemiologiche indicano che l’effetto protettivo deriva dalla presenza costante di questi alimenti, ricchi di sostanze attive contro la formazione e la crescita delle cellule tumorali.

Il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione oncologica assume così un valore concreto, supportato da dati che confermano come il consumo di verdure come broccoli e cavoletti di Bruxelles rappresenti un’opzione naturale e accessibile per contrastare patologie gravi. “Un approccio dietetico semplice ma potente”, sottolineano gli esperti.