Consumi di ortofrutta in Italia tornano a crescere nel primo semestre 2025 tra frutta, biologico e prodotti esotici
Le famiglie italiane hanno incrementato i loro acquisti di ortofrutta nei primi sei mesi del 2025, superando la fase difficile causata da pandemia, aumenti energetici e inflazione. Il settore segna una crescita sia in volumi che in valore, sostenuta soprattutto dalla domanda di frutta fresca, prodotti esotici e dal boom del biologico. Questi risultati riflettono cambiamenti nelle abitudini d’acquisto e una maggiore attenzione verso prodotti salutari e sostenibili.
Incremento dei volumi e della spesa per l’ortofrutta nel primo semestre 2025
Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2025, il mercato dell’ortofrutta in Italia ha registrato una crescita significativa. I consumi hanno raggiunto le 2,68 milioni di tonnellate, un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Parallelamente, la spesa complessiva per questi prodotti ha sfiorato i 6,95 miliardi di euro, segnando un +8%.
Questa doppia crescita indica non solo un maggior numero di acquisti, ma anche una propensione a spendere di più, spinta probabilmente da prezzi medi in rialzo. Il Centro Servizi Ortofrutticoli segnala come frutta e prodotti esotici abbiano trainato questa ripresa, contribuendo in maniera decisiva al miglioramento dei numeri. Il biologico, in particolare, ha fatto registrare un balzo nei volumi vicino al 15%, un segnale chiaro di interesse crescente verso questa categoria.
Giugno ha rappresentato il mese di punta, con acquisti pari a 548mila tonnellate, un +9% rispetto a giugno 2024, mentre il valore degli acquisti è salito del 12%, raggiungendo 1,46 miliardi di euro. Il prezzo medio si attesta a 2,67 euro al chilo, con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno.
In sostanza, il settore ha reagito oltre le aspettative, mostrando vitalità e capacità di adattarsi a un contesto economico ancora complesso.
La frutta estiva e i prodotti esotici spingono la crescita del comparto ortofrutticolo
Tra le categorie più vivaci nel semestre, la frutta fresca ha fatto la parte del leone. Ha chiuso il periodo con un volume di 1,34 milioni di tonnellate, crescendo del 3% rispetto al 2024, e un valore totale di 3,48 miliardi di euro, pari a un aumento dell’11%.
Giugno si è confermato un mese chiave con acquisti cresciuti del 9% in quantità e di ben il 19% in valore, a fronte di un prezzo medio di 2,84 euro al chilo, superiore dell’8% rispetto all’anno precedente.
Tra i prodotti più richiesti si trovano banane, angurie e meloni, che hanno registrato incrementi a doppia cifra. I prodotti esotici, come mango e avocado, hanno contribuito a dare slancio all’intero comparto, rispondendo a una domanda in crescita che si riflette anche nell’aumento delle importazioni e nella preferenza per varietà innovative.
La tendenza verso la frutta estiva e esotica si allinea con dati europei che mostrano un aumento delle vendite di angurie senza semi, molto apprezzate per praticità e qualità, e un maggior commercio di prodotti come mango e avocado provenienti da paesi terzi come Marocco e Brasile.
Il settore della frutta sembra quindi muoversi verso una diversificazione dei consumi, con una maggiore attenzione alle preferenze dei consumatori, alla freschezza e alla sostenibilità.
Dinamiche di mercato e andamento degli ortaggi nel primo semestre 2025
Gli ortaggi presentano un quadro positivo, che mostra una crescita più marcata in termini di quantità rispetto al valore di mercato. Nel semestre hanno fatto registrare 1,34 milioni di tonnellate, con un aumento del 5% rispetto a gennaio-giugno 2024. Il valore degli acquisti arriva a 3,42 miliardi di euro, appena sopra di un 4%.
Il comparto è stato supportato principalmente dalla ripresa dei pomodori, che sono tornati a livelli nazionali similari a quelli del 2021. Zucchine e cetrioli hanno registrato anch’essi aumenti notevoli, contribuendo a consolidare la crescita complessiva degli ortaggi.
Il dato sottolinea una tendenza stabile degli ortaggi, con una domanda regolare, anche se meno accentuata rispetto alla frutta. I prezzi medi più alti, che si evidenziano in alcune categorie, come albicocche e nettarine, possono limitare il consumo di certi prodotti, ma finora le famiglie italiane hanno mantenuto i volumi di acquisto o li hanno aumentati per alcune specialità.
Nel complesso, pomodori, zucchine e cetrioli si confermano i protagonisti del mercato degli ortaggi, con un ruolo centrale nei pasti quotidiani e nelle preparazioni semplici a base di verdure fresche.
Grande distribuzione e differenze territoriali nel mercato ortofrutticolo italiano
La distribuzione organizzata mantiene la leadership nelle vendite di ortofrutta in Italia, coprendo oltre l’80% dei volumi totali nel primo semestre 2025. La sua capillarità e la capacità di offrire prodotti freschi a prezzi competitivi continuano a essere punti di forza per raggiungere un pubblico ampio.
Dal punto di vista geografico, il Centro Italia e la Sardegna si distinguono per dinamismo e crescita nelle vendite. Queste aree hanno registrato un aumento nei consumi e nelle spese dedicate all’ortofrutta.
Al contrario, si evidenzia un rallentamento nelle macro-aree del Nord Ovest e Nord Est, che mostrano una flessione, in parte legata ai rincari dei prezzi medi. Qui il mercato appare più complesso, con un’attenzione maggiore alle scelte di spesa da parte dei consumatori.
Il divario tra le regioni riflette anche differenze nei modelli di consumo, nelle abitudini locali e nella disponibilità di offerta. La Sardegna in particolare sorprende per un trend positivo, che potrebbe beneficiarne dalla promozione di prodotti locali e dall’interesse verso alimenti biologici o più naturali.
Il ruolo crescente del biologico tra le famiglie italiane
Il biologico occupa uno spazio crescente nel mercato dell’ortofrutta, con volumi acquistati che raggiungono le 286,8 mila tonnellate nel primo semestre 2025, pari a un aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
Circa il 76% delle famiglie italiane ha almeno una volta inserito prodotti biologici tra i propri acquisti. Questo dato dimostra una preferenza consolidata verso alimenti percepiti come più sani, controllati e rispettosi dell’ambiente.
Il biologico riesce a mantenere una posizione solida anche in un contesto di aumento dei prezzi medi, evidenziando una fascia di consumatori disposta a pagare di più per la qualità e la sicurezza alimentare.
Questo andamento ricalca la crescita registrata da alcuni operatori del settore. Per esempio, l’azienda Brio ha incrementato il suo fatturato del 21% tra 2024 e 2025, indicando una domanda che continua a crescere nonostante il mercato nazionale nel complesso resti stabile.
Le scelte dei consumatori segnalano un’attenzione sempre maggiore alle origini del cibo, ai metodi di produzione e all’impatto ambientale. Il biologico si conferma un comparto con forte margine di sviluppo anche nei prossimi anni.
