Consumi in calo e prezzi in rialzo per le susine italiane, export a volumi record nel 2024

di Andrea Presto

Susine italiane: consumi in calo ma export ai massimi nel 2024. - Ilvaporetto.com

I dati del 2024 mostrano una contrazione nei consumi delle susine in Italia, tornati ai livelli di tre anni fa, mentre i prezzi medi sono saliti del 15%. Il comparto beneficia però di esportazioni brillanti, con volumi che superano il quarto della produzione nazionale e un valore record vicino ai 70 milioni di euro. I dettagli rivelano una situazione di mercato caratterizzata da una domanda interna in calo e un commercio estero che premia il prodotto italiano, soprattutto grazie alla sua lunga stagione di vendita.

Andamento della produzione e aree principali di coltivazione delle susine in Italia

La coltivazione delle susine in Italia si mantiene stabile su una superficie tra gli 11 e i 12 mila ettari, un dato che si è consolidato negli ultimi anni senza variazioni significative. La produzione, al netto di oscillazioni fisiologiche, si attesta tra le 160 e le 180 mila tonnellate ogni anno. Questi numeri mostrano un settore che ha trovato un equilibrio produttivo, anche grazie alla forte specializzazione territoriale. In particolare, Emilia-Romagna e Campania si confermano come i poli principali per la produzione di susine, contribuendo in modo rilevante ai quantitativi complessivi.

Il valore aggiunto della coltivazione italiana di susine è la lunga stagionalità del frutto, un elemento che estende la disponibilità sul mercato fino al mese di novembre. Questo fattore permette di competere con altri frutti a breve durata e dà agli agricoltori una finestra più ampia per la vendita. Le varietà vendute in autunno, come l’Angeleno, sono apprezzate perché hanno una conservabilità superiore che permette di prolungarne la commercializzazione. Circa un terzo delle vendite avviene a settembre, seguono il 15% a ottobre e un 6% nel mese di novembre, testimonianza della stagionalità diluita.

Consumi italiani di susine: un ritorno ai livelli del 2020 dopo il picco nel 2022

Secondo il monitoraggio condotto da Agroter, i consumi italiani di susine sono in discesa rispetto ai picchi registrati nel 2022. Nei numeri si osserva un ritorno ai livelli del 2020, segno di un consumo domestico che fatica a sostenere gli incrementi visti negli anni passati. L’analisi per canali di vendita rivela differenze significative nel comportamento dei consumatori: la distribuzione tradizionale, che resta il principale riferimento per l’ortofrutta, ha perso più del 20% dei volumi venduti. Per contrasto, i discount hanno retto meglio, mantenendo una maggiore stabilità nelle compravendite.

Il calo nei consumi è legato a diversi fattori, tra cui le ondate di inflazione alimentare che hanno inciso sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. L’aumento dei prezzi delle susine non ha stimolato crescita nei quantitativi consumati, anzi, ha probabilmente contribuito a una certa moderazione della domanda interna. La situazione descrive un mercato dove la spinta inflazionistica si riflette su prezzi più alti, ma anche su consumi più contenuti.

Prezzi delle susine in Italia: incremento medio del 15% con variazioni tra i diversi canali

Il valore medio delle susine vendute in Italia ha registrato un aumento significativo nel biennio più recente, con un rialzo intorno al 15% rispetto agli anni precedenti. Questo incremento si distribuisce in modo diverso nei canali commerciali. Il segmento discount mostra un aumento dei prezzi attorno al 21%, una crescita che supera quella della media, probabilmente riflettendo mutamenti nelle strategie di pricing e una domanda più orientata alla convenienza. Nei supermercati e negli ipermercati, l’incremento dei prezzi si fa ancora più marcato, raggiungendo picchi del 30% in confronto ai valori rilevati nel 2019.

La crescita dei prezzi non si traduce in un aumento dei consumi, ma potrebbe essere legata a costi più elevati nella filiera o a una maggiore attenzione alla qualità del prodotto. Si evidenzia in particolare come la diversificazione tra i canali influenzi il comportamento d’acquisto e la formazione del prezzo finale. L’aumento nei supermercati e ipermercati, spesso più orientati a varietà premium e assortimenti più ampi, suggerisce un segmento di mercato disposto a pagare di più per determinate caratteristiche delle susine.

Export delle susine italiane: volumi record e peso strategico nel commercio internazionale

L’export italiano di susine ha raggiunto un livello di rilievo nel 2024, con 45 mila tonnellate esportate. Questo dato rappresenta oltre un quarto della produzione nazionale, una quota superiore rispetto a altre varietà simili del comparto ortofrutticolo. Il valore delle esportazioni sfiora i 70 milioni di euro, un nuovo record che supera risultati degli ultimi cinque anni. Il saldo commerciale risulta quindi positivo per 47 milioni di euro a valore e 30 mila tonnellate a volume, segno che l’Italia esporta più di quanto importa in questa specifica categoria.

Questo risultato posiziona il Paese tra i principali esportatori europei di susine, riconosciuto per la qualità del prodotto e la sua disponibilità prolungata nel tempo. La capacità di aggregare quasi un quarto della produzione verso mercati esteri aiuta le aziende italiane a compensare le flessioni registrate nel mercato interno. Tra i fattori che contribuiscono al successo dell’export c’è anche l’offerta di varietà con buona conservabilità, apprezzate nelle destinazioni straniere per mantenere le caratteristiche organolettiche durante il trasporto e la distribuzione.

Il buon risultato dell’export conferma l’importanza del commercio internazionale per il settore, che può così sfruttare la domanda estera anche per stabilizzare i prezzi interni e mantenere volumi di produzione costanti. In questa fase, il mercato estero svolge un ruolo trainante per tutta la filiera delle susine italiane.