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Così muore il sud

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Un tassello dopo l’altro. È così che lentamente – ma neanche troppo – e progressivamente, si distugge il sud Italia. Solo pochi giorni fa abbiamo pubblicato l’inchiesta portata avanti dallo SVIMEZ riguardante il preoccupante esodo dei ragazzi del sud verso le Università del nord. Un report che porta a conseguenze disastrose verso il mezzogiorno, già alle prese con un depauperamento infinito delle sue ricchezze a discapito del nord. Come se non bastasse, ad aggiungere legna sul fuoco ci ha pensato il gruppo Intesa San Paolo, che recentemente ha indetto una selezione destinata ai soli laureati delle università centro-settentrionali.

Una vera e propria discriminazione che produce effetti sempre più mortificanti, nei confronti di chi sceglie di formarsi al Sud e di rimanere nella propria terra d’origine. A tal proposito il comune di Napoli ha inviato una richiesta urgente di chiarimenti all’amministratore delegato della società torinese, promettendo di contrastare questa scelta con tutti i mezzi disponibili, ed invogliando cittadini, studenti e rettori delle università del sud ad un’azione di sensibilizzazione.

“Tale scelta,” dichiara Flavia Sorrentino – delegata all’autonomia della città di Napoli – “è fortemente discriminatoria per i giovani meridionali, per le famiglie che investono sui loro studi e penalizzante per gli Atenei napoletani e dell’intero sud Italia. Non è accettabile che il gruppo che ha rilevato il Banco di Napoli, dove la maggior parte dei cittadini napoletani deposita i propri risparmi, non tenga conto dei talenti formati nelle nostre accademie, il cui valore è universalmente riconosciuto”.

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