Cristiano De André al Festival Dannunziano Di Pescara: appello per la Palestina e omaggio a Fabrizio De André

di Roberta Ludovico

Cristiano De André al Festival Dannunziano con un appello per la Palestina e un tributo a Fabrizio. - Ilvaporetto.com

Cristiano De André ha chiuso il Festival Dannunziano di Pescara con un concerto sentito e ricco di significato. Tra l’interpretazione dei brani del padre Fabrizio e un accorato appello per la Palestina, il cantante ha coinvolto il pubblico in una serata intensa, capace di unire musica e impegno. Il concerto ha offerto un viaggio nella poetica del cantautore genovese attualizzata dalla voce del figlio, davanti a una platea emozionata e partecipativa.

Il concerto al festival dannunziano: musica e impegno dal palco di Pescara

Il 2025 ha visto il Festival Dannunziano di Pescara chiudersi con un evento che ha saputo combinare arte e denuncia sociale. Cristiano De André ha preso la parola dal palco prima di eseguire uno dei brani più toccanti del padre, Disamistade, richiamando l’attenzione sulle sofferenze del popolo palestinese. “Palestina libera, Palestina libera subito” ha scandito davanti a una platea silenziosa e attenta. Subito dopo ha chiesto un minuto di silenzio per “questa povera gente”. L’intervento ha acceso una forte emozione, supportata da un applauso prolungato.

Durante la serata, De André ha sollevato una bandiera palestinese, che ha poi appoggiato su un microfono e spostato sopra il pianoforte nel momento del bis. Questo gesto ha avuto un impatto significativo, ben recepito dal pubblico raccolto al porto turistico di Pescara. Il concerto è stato caratterizzato da un’atmosfera carica di tensione emotiva e artistica, scandita da momenti di riflessione alternati a brani eseguiti con grande intensità.

Il tribute a Fabrizio: rinascita dei pezzi senza tempo nel tour 2025

Cristiano De André ha riproposto una selezione di brani di Fabrizio, ridisegnandoli con arrangiamenti capaci di restituire nuova vita e attualità a testi celebri. Nel tour “De André canta De André”, il figlio omaggia il padre attraverso quei testi che raccontano storie di impegno e sentimento, come quelle contenute in “Storia di un impiegato”, o i pezzi come “Fiume Sand Creek” e “La collina”.

Il concerto ha mostrato la doppia anima di Cristiano artista: polistrumentista e interprete dalla voce affine a quella paterna, capace di cogliere le sfumature emotive che hanno fatto grande quella musica. Nel corso della serata, le espressioni e i movimenti di Cristiano hanno accompagnato una performance intensa, che ha toccato il pubblico con una carica profonda, spesso commovente fino alle lacrime.

La chiusura del festival e le parole del presidente regionale abruzzese

Prima del concerto, Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, ha sottolineato il legame tra il festival e la figura di un poeta, Gabriele D’Annunzio. Ha spiegato l’intenzione di concludere l’evento con le parole di un’altra voce poetica come quella di Fabrizio De André, tentando così di mantenere viva la memoria culturale e il dialogo tra musica e poesia.

L’appuntamento finale si è svolto al porto turistico di Pescara, dove la musica di De André ha incontrato l’adesione di un pubblico numeroso e attento. Al termine del concerto, poco prima della mezzanotte, il cantante ha ringraziato personalmente musicisti e staff. In risposta c’è stato un coro di “Grazie” dal pubblico, segno di un coinvolgimento che ha reso quella serata uno degli appuntamenti più sentiti del festival.


La serata ha così fermato per un attimo il tempo, portando sul palco emozioni forti e richiami a temi di attualità. Cristiano De André ha dimostrato, attraverso la musica ereditata e la sua presenza, quanto la voce di certi artisti resti viva e capace di raggiungere ancora oggi le persone. La bandiera palestinese, il minuto di silenzio e il tributo a Fabrizio hanno dato forma a una manifestazione che unisce impegno e canto in modo concreto.