Darren Aronofsky torna al cinema con una crime story leggera ambientata nella New York degli anni 90

di Ivan Rossi

Aronofsky dirige una crime story anni ’90 a New York. - Ilvaporetto.com

Darren Aronofsky, noto per i suoi film intensi e drammatici, propone una svolta nel suo percorso con “Una scomoda circostanza – Caught Stealing“, una crime comedy che riporta lo spettatore nella New York di fine anni ’90. Uscito al cinema il 27 agosto 2025, il film offre una visione nuova del regista newyorchese, che cerca un respiro più leggero dopo opere emotivamente pesanti come The Whale. La pellicola, tratta dal romanzo di Charlie Huston, si sviluppa tra inseguimenti, equivoci e personaggi malavitosi, raccontando una storia originale con un cast di primo piano.

Aronofsky abbandona il dramma per un progetto più leggero e divertente

Darren Aronofsky, classe 1969, ha guadagnato fama grazie a film come Requiem for a Dream , The Wrestler e Black Swan , tutti caratterizzati da un’intensità emotiva netta e una forte componente drammatica. Con “Una scomoda circostanza – Caught Stealing” il regista sceglie invece di alleggerire i toni e di puntare a una storia più spensierata, quasi una commedia con elementi crime. In un’intervista con l’ANSA ha confessato di aver sentito il bisogno di staccare dopo la fatica emotiva di The Whale, e di aver trovato nel romanzo di Huston la materia adatta per un film che potesse divertire senza appesantire. Il progetto era nelle sue mire da quasi vent’anni, quando aveva letto per la prima volta il libro e aveva tentato, inutilmente, di acquisirne i diritti.

Tre anni fa il copione è diventato disponibile e Aronofsky ha subito colto l’occasione, vedendolo come il momento giusto per rallentare i ritmi e fare qualcosa di “senza pensieri”. Il regista ha apprezzato la capacità dello scrittore di trasferire l’atmosfera energica e cruda delle strade newyorkesi, fondamentali per ambientare la storia in modo vivo e credibile. Questo progetto rappresenta una pausa netta rispetto ai temi cupi e introspectivi della sua filmografia precedente.

New York degli anni 90 come sfondo vivido per una crime story dai toni comici

La vicenda si svolge nella New York del 1998, con le Torri Gemelle ancora al centro dello skyline e Rudy Giuliani sindaco della città. Il quartiere scelto, l’East Village, è rappresentato nei suoi angoli meno patinati, quelli dove il sottobosco criminale si muove con meno regole. Il protagonista, Hank Thompson, interpretato da Austin Butler, è un ex promessa mancata del baseball che ora fa il barista e cerca di vivere una vita tranquilla. La sua quotidianità cambia radicalmente quando si ritrova coinvolto in un intrigo pericoloso senza sapere il motivo.

Aronofsky ha definito il film un “crime caper”, cioè una storia di criminalità che si sviluppa con elementi di humor e situazioni grottesche. Le tensioni spesso sfociano nel grottesco e nel comico, come confermano anche le parole degli attori, che sottolineano l’equilibrio precario tra violenza ed esilaranti fraintendimenti. Il film dipinge così un quadro lucido della città in un’epoca precisa, ricostruendo fedelmente l’atmosfera e il senso di caos di quegli anni. La colonna sonora, affidata alla band britannica post-punk Idles, contribuisce a dare un tono energico e autentico all’ambientazione.

Un cast versatile e di alto profilo per dare vita ai personaggi della storia

Il cast del film conta su nomi importanti, in linea con la volontà di Aronofsky di scegliere attori disposti a mettersi in gioco, anche a costo di stravolgere la propria immagine. Austin Butler guida la squadra come Hank Thompson, offrendo una performance intensa ma con aperture verso la leggerezza e la comicità. Butler ha raccontato di aver sognato di lavorare con Aronofsky sin da ragazzino, quando scoprì Requiem for a Dream, film che lo segnò profondamente.

Affiancano Butler attori come Regina King, che definisce la pellicola come una sorta di commedia per Aronofsky, capace di mescolare elementi drammatici e comici. Matt Smith è un altro volto noto, disposto a cambiare il proprio look, come nel caso della cresta punk-rock, per interpretare un vicino di casa che innesca il vortice di guai attorno a Hank. Zoë Kravitz interpreta Yvonne, la ragazza di Hank, e ha ottenuto la parte dopo uno scambio di messaggi col regista via sms, segno di un approccio rapido e diretto alle scelte di casting. Nel film compare anche Liev Schreiber, che veste i panni di un gangster, confermando l’impronta un po’ noir della vicenda.

Questo cast contribuisce a dare al film una dimensione più umana e naturale, capace di alternare tensione e momenti più leggeri mantenendo sempre un ritmo coinvolgente. La scelta di attori disposti a sperimentare aiuta anche la trasposizione della sceneggiatura di Huston, che mescola caos criminale e tono ironico in modo efficace.


Il ritorno di Darren Aronofsky al cinema con una storia meno opprimente del solito porta sul grande schermo una New York anni ’90 fatta di inseguimenti, equivoci e figure malavitose. L’incontro tra un cast di talento e un regista che cerca nuovi equilibri ha dato vita a un film con un tono decisamente differente dal suo repertorio storico, teso a proporre una visione fresca di un’epoca ricca di energia e contrasti. La pellicola procede tra le vie sporche e vive della città, con un ritmo che alterna brio e minaccia, facendo emergere una narrazione tanto intricata quanto godibile.