Deputato di FdI ferisce genero del caposcorta: nuova ipotesi e revoca porto d’armi

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Deputato di FdI ferisce genero del caposcorta: nuova ipotesi e revoca porto d'armi - ilvaporetto.com

Luca Campana: “Non ho mai visto quella pistola”

Luca Campana, il 31enne ferito dal colpo partito dal mini revolver di Emanuele Pozzolo, ha respinto le dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia. Quest’ultimo, all’indomani dell’incidente al cenone di Capodanno di Rosazza, aveva affermato: “L’arma è caduta a terra, il colpo è partito a chi ha raccolto il revolver dal pavimento: si è sparato da solo”.

Come riportato dal Corriere, Campana, genero del caposcorta del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, ha replicato: “Io quella pistola non l’ho neppure mai vista, figuriamoci se l’ho toccata. Come fa un parlamentare a dire una bugia simile? Ci sono i testimoni, hanno visto tutto”. Uno di loro, un agente di polizia presente alla cena di Capodanno, ha dichiarato a Repubblica che sarebbe stato proprio Emanuele Pozzolo a impugnare la North American Arms LR22 quando è partito il proiettile che ha colpito Campana.

Il legale del ferito, l’avvocato Marco Romanello, non ha ancora presentato querela in Procura, atto necessario per permettere ai magistrati di procedere contro il deputato per lesioni colpose. Intanto, però, la Procura sta indagando d’ufficio per esplosioni pericolose e omessa custodia dell’arma. “Abbiamo 60 giorni di tempo”, ha affermato l’avvocato. “Non ho ancora avuto modo di parlare con calma con Luca. È sotto choc e adesso ha bisogno di stare tranquillo”.

La nuova ipotesi, il «gioco» con le pistole

Si affaccia anche una nuova ipotesi sulla festa di Capodanno. Come riportato da Repubblica, al cenone erano presenti anche alcuni agenti della polizia penitenziaria, e a mezzanotte sarebbero stati sparati alcuni colpi in aria, lontano dai bambini presenti alla festa. E, secondo questa ipotesi, è per questo che Pozzolo avrebbe mostrato l’arma ai presenti. “C’erano vari agenti quella sera. Non solo quelli della scorta di Delmastro. A mezzanotte un gruppetto si è allontanato e ha esploso botti. Qualcuno ha sparato in aria con la sua pistola. Si è sentito più di un colpo. Erano distanti dagli altri, anche perché c’erano bambini. Quando il deputato è arrivato e ha visto i poliziotti, ha fatto vedere a loro che anche lui aveva un’arma. E l’ha tirata fuori. Ma non si è capito chi abbia sparato”, hanno dichiarato i testimoni.

L’«irritazione» di Meloni

La premier Giorgia Meloni sarebbe “molto irritata” per questo danno di immagine, ma sarà il partito, attraverso i propri organi di disciplina, a decidere quali saranno le sorti di Emanuele Pozzolo. Non ci sarebbero stati contatti tra Meloni e il deputato, che invece sarebbe già stato interpellato dai vertici del partito, a cui avrebbe ribadito di non avere sparato.

La procura di Biella ha dato parere favorevole alla revoca del porto d’armi rilasciato a Pozzolo. Il deputato, appassionato di tiro sportivo al poligono, detiene regolarmente in casa anche un’altra pistola e altre quattro carabine, tutte armi a uso sportivo, adatte per il tiro di precisione al poligono.

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