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Digiuno e preghiera per la Terra dei Fuochi. Ma a che serve?

I vescovi delle diocesi di Acerra, Aversa, Caserta e Nola hanno chiesto di dedicare questa giornata al digiuno e alla preghiera per la nostra terra, colpita da gravi episodi di inquinamento ambientale.

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Un padre è spesso preoccupato per i propri figli. Vorrebbe sempre il meglio per loro e provvede con tutti i mezzi a propria disposizione, ad ogni forma di necessità perché non gli manchi nulla.
Nell’immaginario collettivo, in particolare per i cristiani, i vescovi sono spesso associati all’immagine simbolica della paternità: uomini posti a capo di una comunità affinché se ne prendano cura e la proteggano.

In un territorio ribattezzato con il nome di Terra dei fuochi, la cura e la protezione di un popolo deve passare necessariamente anche attraverso la denuncia e l’impegno per il sociale.

Non può esistere una chiesa che si occupi esclusivamente dei bisogni spirituali della sua gente o che non stimoli alla continua traduzione dei contenuti di fede in azioni concrete di cittadinanza attiva, al servizio del bene comune. 

Non a caso, forse, è stato proprio un prete – padre Maurizio Patriciello – ad abbracciare “la croce della lotta”, divenendo il simbolo della resistenza contro l’inquinamento ambientale.
La Chiesa Campana ha sempre occupato la prima linea in questa battaglia, smuovendo le coscienze e amplificando la voce di un popolo sofferente, privato di quel dolce sapore dell’aria fresca e pura e di terreni fertili e ricchi di una “Campania Felix” che rischia di diventare un lontano ricordo.

In piena continuità con questo stile di prossimità ai bisogni di una vasta porzione di popolo, i vescovi dei territori flagellati – solo considerando questo ultimo breve periodo – da numerosi incendi, scelgono di invitare i cristiani ad una giornata di digiuno e preghiera per “la nostra conversione ad amare e rispettare la natura e perché si abbia cura dell’ambiente“.

Benché agli occhi dei non credenti o degli scettici tale pratica possa rappresentare un’inutile ed inefficace azione di contrasto al problema, il digiuno rappresenta una tra le più importanti occasioni di riflessione utilizzate non solo dai cristiani, ma da moltissime religioni in tutto il mondo.

Interessante considerare come privarsi di qualche pasto per osservare tale pratica sia, innanzitutto, un modo per conoscere profondamente i propri desideri e bisogni. Fare attenzione a ciò con cui ci si nutre, dei bisogni che gestiscono la quotidianità, di “conoscere la fame” e dare un nome ai desideri che sopraggiungono durante l’astinenza, diventa occasione propizia per riflettere circa il proprio stile di vita e riconsiderare le scelte che inconsapevolmente caratterizzano la nostra routine.

Investiti dalla spietata macchina del consumismo, “fermare il meccanismo” anche solo per un giorno potrebbe aiutare a discriminare quelli che sono i bisogni reali da quelli indotti.
Una proposta educativa, dunque, prima ancora che una pratica strettamente religiosa, la quale induce a sentirsi protagonisti assoluti – nel bene e nel male – delle sorti della comunità a cui apparteniamo e del territorio che ci ospita.

I vescovi delle diocesi campane si riferiscono, proprio per queste ragioni, al digiuno quale “atto di conversione, di riparazione per i peccati commessi contro la bellezza e la bontà della natura che Dio ci ha donato”. Scendere in piazza e protestare ha la sua indiscutibile importanza e negli anni i vescovi hanno dimostrato di saper utilizzare anche questo strumento democratico per manifestare il proprio dissenso rispetto a certe forme di politiche in materia ambientale.

Oggi, però, la loro richiesta è riferita a ciascuno, personalmente. Un tentativo di richiamare alla necessità per ogni uomo di continuare a fare la propria parte, per evitare che “di fronte a tante gravi forme di inquinamento e di maltrattamento della nostra madre terra si avverta un terribile senso di impotenza, di incapacità a fermare la mano di chi inquina o incendia rifiuti“.

I cristiani scelgono di far sentire a tutta la società, coerentemente con lo stile che li contraddistingue, “la voce potente dei figli di Dio che chiedono rispetto per la terra e vogliono offrire amore e fraternità a tutta l’umanità”.

Il digiuno, previsto per questa giornata, si concluderà con alcuni momenti di preghiera organizzati nelle varie comunità delle diocesi interessate.

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