Dodici sculture ispirate al Salone Dei Mesi animano il giardino rinascimentale di Ferrara con fantasia e mito
Nel cuore di Ferrara, il giardino di Palazzo Schifanoia ospita una mostra d’arte che intreccia tradizione e immaginazione. L’esposizione di dodici sculture di Maurizio Bonora, inaugurata il 20 settembre, richiama il Salone dei Mesi, celebre ciclo pittorico rinascimentale celebrato a Ferrara. Queste opere trasformano l’area verde in una scena sospesa tra passato e presente, parte delle celebrazioni per i trent’anni del riconoscimento Unesco della città come patrimonio mondiale.
Il salone dei mesi come fonte di ispirazione per le sculture contemporanee
Le sculture esposte si rifanno al Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia, commissionato da Borso d’Este tra il 1469 e il 1470. Quest’opera pittorica è riconosciuta per il suo ciclo decorativo che rappresenta i mesi dell’anno con scene mitologiche e simbolismi astrologici. I maestri dell’officina ferrarese, tra cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, arricchirono le pareti del salone con figure che suggellano il legame tra il potere estense e le stagioni.
Maurizio Bonora, con la sua personale interpretazione, recupera le simbologie astrologiche delle opere rinascimentali. Il suo lavoro non è semplicemente una copia, ma un dialogo creativo con i simboli del passato: dodici basamenti con figure ritte su navi e carri, che reggono elementi come soli e lune. Questi basamenti sono la base sulla quale poggiano sculture realizzate a partire dal 1990.
Le muse astrologiche: personificazioni del tempo e riferimenti letterari
Le sculture evocano le personificazioni delle ore del giorno e della notte, un tema caro a Bonora che riprende dalla sua produzione degli anni Novanta. Nel 1994, in occasione del quinto centenario della morte di Matteo Maria Boiardo, quelle figure furono abbinate ad alcune protagoniste dell’Orlando innamorato, un’opera fondamentale della letteratura ferrarese. Questa mostra amplia quel progetto, posizionando le opere nel contesto del giardino rinascimentale.
Le Muse astrologiche creano così un ponte tra la temporalità e la mitologia, immergendo i visitatori in un’atmosfera magica e silenziosa del parco. Le sculture sembrano uscire da un racconto antico per prendere vita tra il verde e l’architettura storica, ricordando l’importanza di Palazzo Schifanoia come spazio dedicato a arte, sapere e simboli.
L’importanza culturale della mostra e il riconoscimento del patrimonio Unesco
Questa iniziativa rientra nelle attività promosse dal Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte, con il coinvolgimento del Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco. La mostra è visitabile fino all’11 gennaio, con ingresso gratuito, e fa parte delle celebrazioni per il trentennale dell’iscrizione di Ferrara nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità Unesco.
L’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, ha sottolineato il legame profondo tra Bonora e la città, evidenziando la capacità dell’artista di recuperare temi tradizionali e interpretarli in chiave moderna. Le dodici sculture non solo arricchiscono il patrimonio artistico presente nel giardino di Palazzo Schifanoia, ma testimoniano anche un rapporto creativo con il cielo e l’astrologia inteso come elemento culturale storico.
Questa esposizione è quindi uno dei momenti culturali più rilevanti del calendario cittadino, capace di attrarre pubblico e mantenere viva l’attenzione sulla storia artistica ferrarese. Le Muse astrologiche, sospese tra mito e realtà, invitano i visitatori a riflettere sul rapporto tra tempo, simboli e narrazione nell’ambiente rinascimentale della città estense.
