“Dom”: la guerra in Bosnia vista attraverso gli occhi di una donna che cerca le sue radici a Venezia 2025

di Roberta Ludovico

Donna bosniaca a Venezia, viaggio tra guerra e radici nel 2025. - Ilvaporetto.com

“Dom”, il documentario di Massimiliano Battistella, racconta la vita dei bambini di Sarajevo durante l’assedio dal 1992 al 1995. La storia di Mirela, una donna bosniaca evacuata da quella città in guerra, diventa il filo conduttore per parlare di radici perdute, infanzia spezzata e legami famigliari. Il film è stato presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia nel 2025, portando sullo schermo un racconto che risuona anche con le crisi di oggi, come in Ucraina e Gaza.

Sarajevo sotto assedio: il peso di un conflitto che non si dimentica

La guerra in Bosnia, iniziata nel ’92 e finita nel ’95, ha lasciato ferite profonde nella popolazione civile. Sarajevo, la sua capitale, è stata simbolo di quel conflitto, sotto assedio per quasi quattro anni. La vita quotidiana era un incubo: mancanza di cibo, acqua, medicine e il terrore dei bombardamenti che colpivano le case e i quartieri dove vivevano famiglie e bambini. Chi è cresciuto in quegli anni porta ancora dentro un segno indelebile.

Anche nel 2025, quella memoria resta viva e importante. Basta guardare al 31° Sarajevo Film Festival, che continua a dare spazio a film e documentari su quegli eventi. Storie come quella di Mirela fanno parte della cultura bosniaca e spingono a riflettere sulle conseguenze umane della guerra, sulla violenza e sull’urgenza di non dimenticare ciò che è stato vissuto da persone comuni.

Mirela, da Sarajevo a Rimini: un viaggio tra passato e presente

Il documentario segue Mirela, quarantenne che oggi vive a Rimini con la famiglia. Nel ’92 era solo una bambina quando la Prima Ambasciata dei Bambini organizzò un convoglio per evacuare 67 bambini da Sarajevo all’Italia. Mirela era tra loro, proveniva dall’orfanotrofio Ljubica Ivezic, poi chiamato Djeciji dom Bjelave, dove venivano accolti orfani e minori in difficoltà.

Nel film vediamo il suo tentativo di ricostruire i legami persi, soprattutto quello con la madre che l’aveva lasciata da piccola. La narrazione alterna immagini di oggi e filmati d’epoca girati in Bosnia e in Italia, mettendo insieme i pezzi di una storia personale ma anche collettiva. Battistella ha conosciuto Mirela durante le ricerche per un altro progetto sulla maternità, ma “la forza della sua storia ha cambiato i piani, portandolo a dedicare un documentario tutto a lei.”

La collaborazione con Lisa Pazzaglia, esperta di psicodramma, ha dato un supporto fondamentale durante le riprese, aiutando sia chi racconta sia la troupe a gestire il peso emotivo di ricordi difficili.

Bambini Di Sarajevo: storie di sradicamento e infanzia spezzata

“Dom” mette a fuoco tante storie dietro a un’esperienza condivisa. Quei 67 bambini portati in Italia hanno avuto destini diversi. Alcuni sono tornati a Sarajevo dopo la fine della guerra, altri sono rimasti in Italia, cercando di costruirsi una vita nuova. Ma in molti resta un senso di vuoto che non si colma facilmente.

Per tanti è stato duro superare quella distanza, non solo geografica ma anche legata all’identità e al senso di appartenenza. C’è chi ha trovato la forza per creare nuovi legami, chi invece ha alzato muri emotivi verso chi li aveva abbandonati. Il film racconta questa doppia realtà: fragilità e forza, abbandono e solidarietà.

Il tema dell’infanzia interrotta è forte e richiama i conflitti di oggi, da Ucraina a Gaza, dove tanti bambini vivono situazioni simili di trauma e sradicamento. La storia di Mirela diventa così un racconto universale, che parla di cosa resta dopo la guerra nelle vite di chi la vive sulla propria pelle.

Venezia 2025: il cinema che fa luce sulle storie di guerra

La presentazione di “Dom” alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia crea un ponte tra passato e presente. L’evento, che si svolge dal 27 agosto al 6 settembre 2025, dà voce a storie che mostrano il dolore della guerra ma anche la voglia di andare avanti. Film come questo aiutano a capire cosa vuol dire vivere segnati dalla guerra e perché è importante mantenere vivi i legami umani.

La Mostra diventa così uno spazio dove esperienze personali si intrecciano con momenti storici dolorosi. Serve a ricordare, a tenere aperto il dialogo sul passato, sulle sue conseguenze e su come ricostruire. “Dom” si inserisce in questo racconto come un film sulle radici, la perdita, la ricerca e il coraggio di chi ha vissuto un’infanzia in guerra.

Il dramma di Sarajevo non è solo storia. Le crisi di oggi mostrano come le ferite della guerra restino aperte, coinvolgendo nuove generazioni. Il documentario di Battistella unisce la memoria di ieri con quella di oggi, in una narrazione che supera confini e tempi.