Esportazioni italiane di olio d’oliva crescono nei primi mesi del 2025 nonostante il calo dei prezzi internazionali
L’export italiano di olio d’oliva ha mostrato una notevole crescita in volume nei primi quattro mesi del 2025, superando i 129mila tonnellate. Questo aumento si è verificato nonostante una riduzione dei prezzi globali che ha interessato il mercato internazionale. La situazione si inserisce in un quadro più ampio che conferma il ruolo di rilievo dell’Italia come secondo esportatore mondiale del prodotto, con una quota significativa del commercio globale.
L’andamento delle esportazioni italiane di olio d’oliva nei primi quattro mesi del 2025
Tra gennaio e aprile 2025, l’Italia ha esportato oltre 129mila tonnellate di olio d’oliva, segnando un incremento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini di valore, le vendite estere hanno superato i 940 milioni di euro. Si tratta di una crescita in volume che si è verificata anche se i prezzi medi internazionali hanno subito un calo del 9,3%. Tale diminuzione è stata causata da una disponibilità maggiore di olio d’oliva in altri Paesi competitor. Il bilancio complessivo della filiera mostra quindi una capacità di contenere gli effetti negativi della flessione dei listini sui ricavi totali.
Questo trend positivo sarà anche uno dei temi trattati durante Evolio Expo, evento dedicato al settore olivicolo, in programma a Bari dal 29 al 31 gennaio 2026 presso la Fiera del Levante. L’appuntamento riunirà operatori e addetti ai lavori per approfondire le prospettive del mercato e consolidare le strategie di crescita.
Risultato e significato dell’ultimo report ismea sul mercato dell’olio d’oliva italiano nel 2024
Secondo l’ultimo report pubblicato da Ismea, nel corso del 2024 l’export di olio d’oliva italiano ha raggiunto un fatturato superiore a 3,09 miliardi di euro, con un incremento del 42,6% rispetto all’anno precedente. In peso, le esportazioni sono arrivate a oltre 344.000 tonnellate, segnando una crescita del 6,8%. Il valore complessivo della produzione nazionale, invece, si attesta intorno ai 5,8 miliardi di euro.
Questi dati confermano, agli occhi degli esperti, la solidità della filiera olivicola italiana. L’Italia si conferma seconda nel mondo tra i paesi esportatori di olio d’oliva, detenendo circa il 20% della quota globale. Questi numeri evidenziano il peso del settore sia nei mercati esteri che nel contesto produttivo nazionale, sottolineando un ruolo primario nelle trattative commerciali internazionali.
La struttura produttiva italiana: aziende agricole e frantoi olivicoli
Il comparto olivicolo italiano conta più di 620 mila aziende agricole, molte delle quali a conduzione familiare o di piccole dimensioni. Il numero dei frantoi supera i 4.240, concentrati soprattutto nelle regioni meridionali e centrali del Paese. Questa rete produttiva garantisce la qualità e la varietà del prodotto italiano e consente di mantenere solide basi per la produzione e la trasformazione dell’olio.
La presenza capillare di frantoi facilita inoltre un controllo costante durante la lavorazione e consente di preservare l’unicità organolettica e qualitativa dell’olio extravergine italiano. Questo sistema, molto radicato sul territorio, è stato decisivo nel rispondere alla concorrenza internazionale.
Olio extravergine italiano: mantenimento dei prezzi medi e valore riconosciuto
Nonostante il quadro internazionale abbia visto una generale discesa dei prezzi medi dell’olio d’oliva, l’olio extravergine italiano si è distinto per il mantenimento di prezzi al di sopra dei 9 euro al chilo. Questo risultato riflette la differenziazione della qualità e il riconoscimento delle caratteristiche organolettiche del prodotto made in Italy.
Operatore e mercati esteri apprezzano questa qualità costante, frutto di tecniche di produzione tradizionali e moderne allo stesso tempo. Il prezzo più alto rispetto alla media globale evidenzia la capacità della filiera italiana di posizionare il proprio olio come un prodotto premium, capace di resistere alle fluttuazioni dei mercati internazionali.
Segnali di recupero della domanda interna nell’olio extravergine di oliva
Il mercato italiano mostra segnali positivi anche sul fronte della domanda interna. Nella Grande Distribuzione Organizzata , i consumi sembrano riprendere dopo un periodo di stagnazione, con un particolare aumento nella richiesta dell’olio extravergine di oliva . Questo segmento guida la crescita, spingendo le vendite nei supermercati e ipermercati.
La ripresa nella domanda domestica conferma l’interesse crescente verso prodotti di alta qualità, sostenuti da campagne di informazione e preferenze alimentari orientate verso il made in Italy. L’attenzione verso un’alimentazione salutare e tradizionale contribuisce al rilancio delle vendite di questo prodotto nel mercato nazionale.
